Zé Elias, ex centrocampista dell'Inter
in

Superlega, Zé Elias in ESCLUSIVA: “Chiamatela Superlega Business. Perso il senso popolare del calcio”

Zè Elias ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni spiegando di essere contrario alla creazione della Superlega in quanto considerabile soltanto come business

Zé Elias: “Vogliono comprare l’amore”

Intervenuto in esclusiva ai microfoni di FootballNews24.it, Zé Elias, ex calciatore – tra le altre – di Inter, Bologna e Genoa, ha commentato la creazione della nuova competizione avida, egoistica ed esclusiva tra gli auto proclamati imperatori d’Europa che formeranno la SuperLega o “SuperLega Business”, se preferite. “L’amore nasce dal cuore e loro vogliono comprarlo. Ripeto, non è giusto” ha spiegato il brasiliano.

Zé Elias, ex centrocampista dell'Inter
Zé Elias, ex centrocampista dell’Inter

Zé Elias: “Superlega? Stiamo separando le classi”

Non sono favorevole, si andrebbero a ledere i principi del calcio, dello sport. Stanno separando le classi, quelli più ricchi da quelli più poveri. Si stanno dimenticando che per diventare grandi hanno dovuto vincere con le piccole, è un modo egoista, di business, dove le persone guardano soltanto al loro ombelico purtroppo. C’è il rischio di perdere il sentimento popolare del calcio, è uno sport che si può praticare ovunque, anche tra i più poveri, è fondamentale per l’inclusione sociale e trasmette valori importantissimi come il condividere emozioni, l’amore e la passione per i piccoli club. In campo – prosegue Zé Elias – si gioca 11 contro 11. E’ un evento che rappresenta la situazione mondiale: stiamo separando le classi. Avrebbero dovuto pensare a tutti, non solo a loro. Abbiamo perso il senso popolare del calcio. La Superlega non segue nessuna tradizione, nessuna squadra può retrocedere! E’ solo questione di soldi, soldi e soldi. Nient’altro. Non hanno mai pensato al calcio, hanno fatto tutto in ottica denaro. Avrebbero potuto chiamarla Superlega Business“.

Andrea Agnelli (Juventus) e Florentino Perez (Real Madrid)
Andrea Agnelli (Juventus) e Florentino Perez (Real Madrid)

Zé Elias: “Non c’è uguaglianza, questo non è più calcio”

Uefa e Fifa – prosegue l’ex Inter – devono imporre sanzioni anche se sarà una dura battaglia, qui in Brasile diciamo che è una ‘rissa tra gente grande’ perché ci sono troppi soldi coinvolti. Mi dispiace davvero tanto per questo sport e per coloro che lo amano non per i soldi ma per passione. Sono davvero dispiaciuto, non è più calcio. Non c’è uguaglianza, se – ad esempio – l’Atalanta riesce ad accedere alla massima competizione europea nonostante non abbia i soldi di Manchester City e Liverpool significa che lo ha meritato sul campo. Sono le regole del calcio, le basi. Non è giusto, pensano solo ai soldi e non alla storia. Non pensano ai bambini, ai racconti dei nonni, dei padri, dei ricordi di generazioni intere. L’amore nasce dal cuore e loro vogliono comprarlo. Ripeto, non è giusto. Realtà come Atalanta e Leicester meritano, così come tante altre realtà europee che devono essere trattate ugualmente perché i soldi non entrano in campo”, ha concluso il brasiliano.

Karl Heinz Rummenigge, dirigente del Bayern Monaco

Superlega, ecco i club che hanno rifiutato l’invito dei fondatori

Florentino Perez, Real Madrid

Superlega, le novità principali: partite più brevi, salary cap e arbitri microfonati