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Roberto Mancini, allenatore della Nazionale

Tanti Auguri mister Mancini! Un vincente in campo come in panchina

Roberto Mancini, una vita da calciatore. Viene lanciato tra i grandi da Tarcisio Burgnich, allora allenatore del Bologna ad appena 16 anni. Un mese dopo segna il suo primo gol, contro il Como. Ad esser ammaliato dalle performance del giovane Mancini è il presidente della Sampdoria, Mantovani. A Genova scriverà la storia, vincendo 1 scudetto, 4 Coppe Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 Coppa delle Coppe, arrivando anche a giocarsi una storica finale di Coppa Campioni contro il Barcellona di Johann Cruijff e Pep Guardiola, persa per una punizione di Ronald Koeman ai supplementari. “L’unico rimpianto della mia carriera…” dirà.

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Dopo quindici stagioni, a 32 anni decide a sorpresa di cambiare, convinto da Sven Goran Eriksson e dal nuovo progetto Lazio. Per molti è un giocatore finito, ma lui dimostrerà il contrario. In biancoceleste vincerà 1 scudetto, 2 Coppe Italia, 1 Supercoppa Italiana, 1 coppa delle coppe e 1 Supercoppa Europea contro il leggendario Manchester United di sir Alex Ferguson.

Roberto Mancini, CT della nazionale italiana
Roberto Mancini, CT della nazionale italiana

Mancini, vincente da allenatore come da giocatore: non da tutti

Sono molti i giocatori che in panchina non riescono ad emulare i risultati ottenuti da calciatori. Fortunatamente il Mancio non è tra questi. Appena ritiratosi intraprende la carriera di allenatore come vice di Eriksson, vincendo subito la Supercoppa italiana al fianco del tecnico svedese. Nel 2001 il suo ingaggio dalla Fiorentina suscita polemiche in quanto Mancini non aveva ancora il patentino di allenatore e soprattutto, era già stato tesserato dalla Lazio (a differenza dei calciatori, non è permesso a un allenatore cambiare squadra nel corso della stessa stagione). Alla fine ottienne il via libera e con il club toscano riesce a vincere la Coppa Italia nella doppia finale contro il Parma, alzando il suo primo titolo da allenatore. La stagione seguente perde la Supercoppa italiana contro la Roma, ma esordisce da allenatore nelle coppe europee, prendendo parte alla Coppa UEFA. Nel 2002 torna alla Lazio, centrando la zona Champions dopo essere stato per un periodo in corsa anche per lo scudetto, e arrivando in semifinale sia in Coppa Italia che in Coppa UEFA. L’anno dopo vincerà la Coppa Italia contro la Juventus, ma a fine anno lascerà il club capitolino per approdare all’Inter. La prima stagione segna il ritorno alla vittoria, dopo 23 anni per la squadra nerazzurra, della Coppa Italia. Si ripete l’anno successivo con la vittoria della coppa nazionale (sempre battendo la Roma) e un altro terzo posto in campionato. Nel campionato 2006-07, dopo la vittoria in Supercoppa (ancora contro i giallorossi), l’Inter emerge subito come protagonista e vincerà la Serie A con cinque giornate di anticipo.

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Il ciclo vittorioso prosegue l’anno successivo con la conquista del 16º scudetto, dopo una rimonta pazzesca della Roma che mise in discussione il tricolore. A fine stagione l’allenatore marchigiano viene però esonerato a seguito di alcune dichiarazioni dopo l’eliminazione dalla Champions League. Il 19 dicembre 2009 firma con il Manchester City. Lascia definitivamente il segno nel club inglese nel 2012 grazie alla vittoria della Premier League ribaltando nei minuti finali dell’ultima giornata il QPR per 3-2. Chiuderà l’esperienza ai citizens nel 2013 con 1 campionato, 1 FA Cup e 1 Community Shield. Continuerà il suo viaggio in Turchia al Galatasaray, ritornerà a Milano dall’Inter, e finirà nella fredda San Pietroburgo senza però riuscire ad alzare trofei.
Il 14 maggio 2018 viene nominato commissario tecnico della nazionale italiana, per il quale aveva deciso di rescindere dallo Zenit. Con la sua nomina prende avvio una fase di ringiovimento della nazionale, con la manifesta volontà di dare maggiore spazio ai giovani. Esordisce sulla panchina dell’Italia con una vittoria per 2-1 contro l’Arabia Saudita. Ad oggi in azzurro vanta una qualificazione agli Europei 2021 e una per le Final Four di Nations League. Ha già stabilito il record assoluto delle 11 vittorie di fila e riportato l’Italia nella top 10 mondiale. Ma nei prossimi due anni potrà la riscrivere la sua travagliata storia con la nazionale nonostante il talento da giocatore.

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