Pietro Vierchowod, ex centrocampista della Sampdoria

Tanti auguri Pietro Vierchowod, lo zar del calcio italiano

L’intramontabile zar, uno dei più grandi difensori italiani di sempre, compie 62 anni. Una carriera lunghissima, caratterizzata da oltre 500 presenze in Serie A, due scudetti e una Champions vinta con la maglia della Juventus

Vierchowod, lo specialista della marcatura

Compie oggi 62 anni Pietro Vierchowod, uno dei più grandi difensori italiani di sempre. Soprannominato lo zar per via delle sue origini sovietiche (il padre era un soldato dell’Armata Rossa, stabilitosi in Italia dopo la fine della seconda guerra mondiale) la sua grinta e la sua tenacia lo hanno reso uno specialista della marcatura a uomo grazie alle sue eccezionali capacità di anticipo. Nonostante una statura non eccezionale aveva una grande elevazione che lo rendeva difficilmente superabile nei contrasti aerei sia in fase difensiva che nelle sortite offensive: con ben 38 gol realizzati in 562 presenze è uno dei difensori più prolifici nella storia della Serie A. Nel corso della sua carriera quasi venticinquennale ha visto passare davanti a sè diverse generazioni di attaccanti: Boninsegna, Altobelli, Maradona, Van Basten, Lineker, Batistuta, Ronaldo sono alcuni dei grandi nomi a cui ha dato filo da torcere.

Pietro Vierchowod, ex centrocampista della Juventus
Pietro Vierchowod, ex difensore della Juventus

La carriera : dagli scudetti con Roma e Sampdoria alla Champions con la Juventus

Vierchowod ha fatto il suo esordio nella massima serie col Como, squadra in cui è cresciuto calcisticamente, il 14 settembre 1980 all’età di 20 anni. L’anno successivo è stato acquistato dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani che lo ha ceduto in prestito alla Fiorentina, sfiorando la vittoria dello scudetto e guadagnandosi grazie alle sue prestazioni la convocazione ai Mondiali di Spagna 82, dove si laureò campione del mondo pur senza mai scendere in campo. Nell’anno successivo con la Roma di Liedholm è riuscito ad aggiudicarsi quel titolo sfuggito con la maglia viola diventando uno dei protagonisti del trionfo giallorosso. Dopo due stagioni in prestito lo Zar ha fatto ritorno nella casa base, che nel frattempo si era guadagnata la promozione nella massima serie, dando inizio alla sua lunga carriera blucerchiata, coincisa col periodo di massimo splendore della squadra ligure. Era la Sampdoria di Boskov, Vialli, Mancini capace di vincere uno storico scudetto nel 1990-1991, di sfiorare la Coppa Campioni arrendendosi soltanto al Barcellona grazie a un gol su punizione dell’attuale tecnico dei blaugrana Ronald Koeman, di vincere 4 volte la Coppa Italia e 1 volta la Supercoppa Italiana collezionando ben 358 presenze e 25 gol prima di trasferirsi alla Juventus con cui ha conquistato, all’età di 37 anni, quell’alloro europeo sfuggito 4 anni prima giocando da titolare la vittoriosa finale con l’Ajax. Lasciato libero dai bianconeri per ragioni anagrafiche dopo avere disputato il ritiro precampionato col Perugia di Gaucci si è trasferito al Milan dove è rimasto una sola stagione senza ottenere grandi soddisfazioni. Il 5 settembre 1997 si è accasato al Piacenza con cui ha vissuto una seconda giovinezza: Vierchowod nelle prime due stagioni in biancorosso ha contribuito in modo determinante alla salvezza degli emiliani, guidati da Guerini e Materazzi. Meno positiva la terza e ultima stagione, conclusasi con la retrocessione in Serie B, al termine della quale ha annunciato il suo ritiro dall’attività agonistica posizionandosi allora al secondo posto, alle spalle di Dino Zoff, nella classifica dei giocatori con più presenze in Serie A prima di essere superato dai vari Buffon, Maldini, Totti, Javier Zanetti e Pagliuca.

Da sinistra a destra: Vierchowod, Torricelli, Pessotto, Lombardo, ex calciatori della Juventus @Image Sport
Da sinistra a destra: Vierchowod, Torricelli, Pessotto, Lombardo, ex calciatori della Juventus @Image Sport

La carriera in Nazionale di Vierchowod: 3 Mondiali

Con la maglia della Nazionale ha fatto il suo esordio il 6 maggio 1981 nella partita contro l’Olanda valevole per il Mundialito. Ha fatto parte della vittoriosa spedizione azzurra a Spagna 1982, guidata da Enzo Bearzot, senza però mai scendere in campo anche a causa di un infortunio alla caviglia, uno dei rari problemi fisici della sua lunga carriera. Nel quadriennio successivo si è guadagnato la maglia da titolare della Nazionale giocando tutte le partite del poco fortunato Mondiale 1986 in Messico. Con l’avvento sulla panchina azzurra di Azeglio Vicini è uscito dal giro della Nazionale salvo poi farne rientro, sulle scie delle grandi prestazioni con la maglia della Sampdoria, in occasione del Mondiale di casa in cui è sceso in campo in 3 occasioni, giocando da titolare la vittoriosa finale per il terzo posto contro l’Inghilterra. E’ rimasto nel gruppo azzurro con Arrigo Sacchi ma perse posizioni nelle gerarchie della Nazionale a favore di Billy Costacurta, più avvezzo ai movimenti difensivi richiesti dal tecnico di Fusignano. Consapevole di non poter più rivestire un ruolo di primo piano si è chiamato fuori da USA 1994 chiudendo la sua carriera con la Nazionale il 1 maggio 1993, dopo avere totalizzato 45 presenze e 2 gol. Una volta appesi gli scarpini al chiodo Vierchowod ha tentato senza troppa fortuna la carriera di allenatore senza mai raggiungere la massima serie ma collezionando due esperienze all’estero: una all’Ungheria con l’Honved e una in Albania col Kamza.

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