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Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri CAN A e CAN B

Tecnologia cosi non VAR, troppi errori arbitrali. Rizzoli: “Era rigore per l’Inter”

In questo inizio di campionato sono stati tanti gli episodi che hanno creato polemiche e fatto sorgere parecchi dubbi sull’efficacia del Var a tutti gli amanti del calcio. Dagli episodi eclatanti di Milan Roma in cui il giudice di gara ha assegnato due rigori inesistenti uno per parte, all’episodio che ha visto protagonista l’Inter contro il Parma con una trattenuta vistosa su Perisic dove l’arbitro non se l’è sentita di concedere il tiro dal dischetto ai nerazzurri.

Alla base di questa nuova tecnologia c’è la volontà di mettere l’oggettività come fattore determinante per prendere una decisione, infatti, le decisioni corrette sono sempre legate a situazioni di fuorigioco, essendo quella dell’offside una situazione non interpretabile. Spesso avviene che gli arbitri facciano concludere lo sviluppo dell’azione per valutare in maniera corretta la posizione dei giocatori, anche se in alcune occasioni il fuorigioco è così netto che sarebbe forse opportuno fermare anzitempo l’azione.

Situazioni oggettive, così come avviene la gol line tecnology che avvisa il direttore gara nel caso in cui la passa varca interamente la linea di porta. Tecnologia che da un lato sta diminuendo il numero degli errori, ma che alle volte, non intervenendo in situazioni dubbie, rischia di compromettere il risultato finale dei match. Sulla questione è intervenuto ai microfoni di SkySport, il designatore degli arbitri Nicola Rizzoli che ha fatto chiarezza sulla trattenuta su Perisic nella gara tra Inter e Parma, rispondendo alle considerazioni dell’Ad nerazzurro Giuseppe Marotta: “Oggettivamente il rigore era da assegnare, Perisic prende il tempo al difensore  e dunque è un rigore da punire. Il Var deve andare incontro a valutazioni oggettive e qui di oggettivo c’è proprio la dinamica, l’attaccante davanti al difensore. Il Var sarebbe dovuto intervenire, ma nel momento in cui il Var decide l’on field review l’arbitro accetta sempre”.

Jordan Veretout, centrocampista della Roma
Jordan Veretout, centrocampista della Roma

Rizzoli è tornato sugli errori arbitrali di Milan-Roma: “Quello di  Bennacer è fallo per il Milan, doveva intervenire il Var. Il centrocampista si mette davanti col corpo arrivando prima e subisce fallo. Neanche il rigore per i rossoneri era da assegnare essendo un normale contatto di gioco e anche qui doveva intervenire il Var. Il Calcio deve essere uno sport di contatto. Valutiamo in maniera negativa un arbitro che va 5 volte al Var? Penso che subirebbe una valutazione peggiore qualora all’interno di 5 errori non andasse a rivederli”.

Nella giornata di ieri è andata in scena anche Torino-Lazio: “Quando si parla di fuorigioco minimo, si parla di almeno di 30cm e le linee rosse e blu che si vedono rappresentano almeno 7-8 cm. Quando queste linee sono sovrapposte il programma ne fa vedere una e considera il giocatore in linea. Per quanto riguarda il fallo di mano, l’arbitro ha visto che il tocco sul braccio destro non era da punire. Allora il Var gli ha detto che tocca il braccio sinistro ed è andato a rivederlo”. L’intervento di Rizzoli è servito a chiarire alcune dinamiche e a far capire che la tecnologia è in continua evoluzione e che si sta cercando di migliorarla per evitare anche i minimi errori.

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