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Tokyo 2020, dalle accuse a Jacobs alla positività di Ujah: i britannici cadono ancora

Dopo la sonora sconfitta, e le pesanti accuse nei confronti di Marcell Jacobs, la Gran Bretagna rimedia un’altra brutta figura: CJ Ujah è risultato positivo al doping nella staffetta 4x100m

Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica
Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica

Un’estate da rivali

Una rivalità così accesa non la vedevamo da tempo, soprattutto con loro. Italia e Inghilterra, due strade parallele destinate a incontrarsi in una calda estate del 2021, tra Europeo e Olimpiade. Hanno sempre avuto questa supponenza durante tutte le competizioni, più a Wembley che a Tokyo, la quale si è rivelata fatale. Vederci esultare e conquistare quello che consideravano già loro non deve averli fatti stare bene, e un mese dopo la storia non ha fatto altro che ripetersi. Una serie di cadute di stile, iniziate con gli scontri post finale europea e proseguite con i titoloni sui giornali.

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L’ormai famosissimo aplomb inglese ha iniziato a vacillare, finendo col sfociare in una serie di comportamenti che probabilmente non li appartengono, almeno non del tutto. Non appartengono di sicuro allo sport, e ai valori che dovrebbe trasmettere. La delusione è parte integrante di ogni sconfitta, l’invidia e le illazioni gratuite no. Per due mesi siamo stati il loro peggior incubo, e la sensazione è che tutto questo sia ben lontano dal concludersi, a maggior ragione dopo la pessima figura scaturita dalla positività al doping di “CJ” Ujah. Uno sputo al cielo ritornatoli in faccia.

Marcel Jacobs, bicampione olimpico alle Olimpiadi di Tokyo 2020
Marcel Jacobs, bicampione olimpico alle Olimpiadi di Tokyo 2020

Non giudicate per non essere giudicati

“Chi giudica diventa uno sconfitto, finisce male, poiché la stessa misura verrà usata per giudicare lui”. Un passo biblico rivelatosi provvidenziale anche per coloro che, a differenza nostra, non credono in tali parole. Le accuse rivolte a Marcell Jacobs, subito dopo i successi del velocista azzurro, lasciano il tempo che trovano. Dal presunto doping alle insinuazioni sulle scarpe, un qualcosa di ridicolo, che nulla ha a che fare con lo spirito olimpico. Marcell ha stupito tutti, un’atleta italiano in grado di spezzare il monopolio straniero collezionando trionfi e record, ma evidentemente a qualcuno tutto questo non è andato giù.

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1 agosto 2021, un italiano è l’uomo più veloce al mondo, un esito sorprendete quanto meritato, ma non per tutti. Arrivano le prime accuse insensate, pronte a destabilizzarlo e fargli perdere quella sicurezza acquisita dopo uno splendido risultato, ma così non accade. Le parole sul suo conto pesano ma Marcell pesa molto più di quelle parole, e poco dopo ne avremo la prova. Secondo oro che ammutolisce i maligni, molto più della notizia di Ujah. La sua personalità è forte e i suoi successi inattaccabili e pronti a essere bissati, in attesa del prossimo grande evento si godrà il momento, quello che nessun giudizio infondato può rovinargli.

Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica
Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica

4×100 al veleno

Circa una settimana dopo le accuse nei confronti del campione italiano arriva un’altra batosta per lo sport britannico, e neanche di poco conto. Chijindu “CJ” Ujah è risultato positivo al S23, sostanza che favorisce la costruzione muscolare, e all’ostarina, un agente anabolizzante. Entrambe sostanze proibite che, nel recente passato, hanno causato qualche decesso di troppo. L’atleta inglese era stato il primo frazionista a partire durante la 4x100m maschile ma, dopo i controlli effettuati prima e dopo le gare, qualcosa è andato storto. In attesa delle controanalisi la situazione continua a complicarsi, e non solo per il pessimo impatto mediatico.

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Se la squalifica di Ujah dovesse essere confermata a subirne le conseguenze non sarebbe solo lui, ma anche i suoi compagni. Secondo il regolamento la Gran Bretagna rischierebbe di vedersi togliere la medaglia d’argento, conquistata da Ujah e dagli altri tre atleti: Huges, Kilty e Mitchell-Blake. Un’estate nella quale l’Inghilterra ha mostrato il peggio di se, sia in campo che fuori, tra comportamenti antisportivi e titoloni sui giornali. Ora anche per loro è giunto il momento di riconoscere che nello sport non ci sono scorciatoie, se vuoi qualcosa la devi ottenere con merito, e non per diritto di appartenenza.