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Tokyo 2020, Italia nella storia: la velocità è azzurra

Lo sport italiano è in festa: le Olimpiadi di Tokyo ci stanno regalando grandi medaglie ed emozioni, come quelle provate grazie ai ragazzi della velocità

Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica
Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica

L’estate dello sport italiano

Sarà difficile, anzi impossibile, dimenticare ciò che sta succedendo nell’estate del 2021, la stagione trionfale dello sport italiano. Tra luglio e agosto un’emozione dietro l’altra, gioie incontenibili per i successi dei nostri rappresentanti sul campo, di qualsiasi disciplina sportiva si tratti.

Tutto è iniziato con gli europei di calcio, disputati tra l’11 giugno e l’11 luglio, che ci hanno regalato un’incredibile cavalcata della Nazionale di Roberto Mancini, culminata con il successo in finale contro l’Inghilterra che ci ha permesso di conquistare un trofeo che mancava nel nostro paese dal 1968: dopo quest’impresa tutta Italia si è riversata nelle strade per festeggiare e celebrare gli azzurri.

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Ma l’estate magica dello sport italiano non si è fermata qui: sono poi arrivate le Olimpiadi di Tokyo, che ci hanno regalato altrettante emozioni, momenti di felicità e incredulità al tempo stesso. Delle splendide 39 medaglie conquistate al momento dalla nostra spedizione di atleti, 10 d’oro, 10 d’argento e 19 di bronzo, due saranno ricordate a lungo non solo dagli italiani, ma anche da tutto il mondo, perchè inaspettate, ma bellissime e meritate.

Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica
Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica

L’uomo più veloce del mondo

La prima di queste due stupende medaglie d’oro è arrivata poco dopo quella di un altro simbolo di questi Giochi Olimpici tricolori, Gianmarco Tamberi, ed è stata firmata da Marcell Jacobs. Il velocista azzurro, per arrivare a diventare campione olimpico, è partito da molto lontano, precisamente da El Paso, in Texas, ma per fortuna ci è rimasto poco, arrivando in Italia con la madre, e stabilendosi a Desenzano del Garda.

Da lì ha cominciato ad avvicinarsi ad alcuni sport e poi si è innamorato della velocità: certo, i problemi non sono mancati, ma con determinazione e grazie anche all’aiuto del suo allenatore Paolo Camossi e della mental coach Nicoletta Romanazzi ha superato ogni difficoltà ed è cresciuto, fisicamente e caratterialmente. Ed è proprio la testa che in questi casi fa la differenza e Marcell ne è stata la dimostrazione: dopo aver migliorato il conflittuale rapporto col padre e aver acquisito fiducia in se stesso ha cominciato a correre, idealmente e materialmente verso quell’oro.

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Due le tappe di avvicinamento più significative: il record italiano di 6″47 nei 60 metri indoor all’Europeo di Torùn a Marzo e il primato nazionale nel meeting di Savona a Maggio, nel quale ha battuto il precedente record di Tortu (9″99), correndo i 100 metri in 9″95. Il resto è storia: il velocista classe 1994 arriva a Tokyo e polverizza tutti i suoi avversari, migliorando sè stesso per tre volte in poche ore con il 9″94 delle batterie, il 9″84 della semifinale e il 9″80 della finale, che è anche il primato europeo della specialità. Non ci sono parole per descrivere quest’impresa: Jacobs è attualmente l’uomo più veloce al mondo e il record assoluto di 9″58 di Usain Bolt non è più al sicuro.

Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica
Staffetta 4 x 100 (Patta, Jacobs, Desalu, Tortu) campione olimpica

L’unione fa la forza

Quella del ragazzo di Desenzano sembrava un acuto isolato, quasi una casualità per un’atletica in crisi da anni ma che nell’ultimo periodo stava tornando a sperare, grazie alla fioritura di nuovi talenti d’oro: è proprio questo è stato il metallo conquistato dalla 4×100 azzurra. I quattro moschettieri che si sono messi alle spalle i velocisti di tutto il mondo sono Lorenzo Patta, Marcell Jacobs, Fausto Desalu e Filippo Tortu.

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La finale olimpica della staffetta veloce è stata ancora più emozionante rispetto a quella individuale, da non crederci considerata la gioia di quel successo, forse perchè è stata frutto di un lavoro di squadra, di uno spirito di gruppo, un gruppo coeso, determinato, umile, ma soprattutto veloce. E allora questi quattro ragazzi si sono passati un testimone, correndo, anzi volando, per poco meno di 40 secondi e hanno fatto emozionare l’Italia intera, soprattutto con quei 10 metri finali in cui Tortu ha rimontato e battuto in volata il velocista britannico: il destino ha voluto che fossimo ancora noi a castigare gli inglesi, e ancora una volta per un soffio, un centesimo di secondo, 37″50 contro 37″51. Questi ragazzi non si sono mai arresi, ci hanno sempre creduto come loro stessi hanno dichiarato, credevano nella medaglia e alla fine sono stati premiati con quella più scintillante, dimostrando ancora una volta che l’unione fa la forza.