Mergim Vojvoda, esterno del Torino @imagephotoagency
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Torino, dalla guerra al gol salvezza: la storia di Vojvoda

Dall’infanzia complicata in Kosovo alla fuga in Belgio, fino al gol salvezza realizzato con la maglia del Torino: la storia di Mergim Vojvoda

Un gol che sa di rivincita

La vittoria per 1 a 0 ottenuta dal Torino contro il Parma nella partita di ieri sera ha permesso ai granata di compiere un importante passo in avanti verso la salvezza. I piemontesi infatti occupano ora il quindicesimo posto in classifica e possono vantare tre punti di vantaggio sulla terzultima, con una gara ancora da recuperare. Al contrario i ducali – proprio a causa della sconfitta rimediata allo Stadio Olimpico Grande Torino – sono matematicamente retrocessi in Serie B al termine di un’annata assolutamente deludente che ha portato solo la miseria di tre vittorie alla squadra allenata prima da Liverani e poi da D’Aversa. Man of the match è stato senza dubbio Mergim Vojvoda il quale – sfruttando un assist di Ansaldi – ha realizzato la sua prima rete con la maglia granata dopo 21 presenze.

Un gol meritato per il terzino destro che – dopo un promettente inizio di stagione – ha progressivamente perso il posto da titolare in favore di Singo. Una marcatura che ha un forte sapore di rivincita personale per il classe ’95. Questo perché la vita del difensore è stata complicata fin dal principio. A Vojvoda è stata infatti negata del tutto l’infanzia, in quanto è stato costretto dalle vicissitudini a diventare adulto troppo presto. Un bambino dovrebbe poter giocare spensierato e guardare al futuro con grande ottimismo; non avere esperienza diretta della sofferenza, della povertà e dalla fame. Dovrebbe al contrario vivere in un mondo idilliaco, in una sorta di bolla protettiva in cui la crudeltà del mondo non esiste ancora. Ma quando nasci in Kosovo a metà degli anni ’90, ciò non è possibile.

Torino 03/05/2021 – campionato di calcio serie A / Torino-Parma / foto Image Sport nella foto: esultanza gol Mergim Vojvoda

Dalla guerra in Kosovo alla fuga in Belgio fino al Torino

L’esistenza di Vojvoda è stata segnata per sempre dalla guerra e dall’orrendo sibilo delle bombe. Un suono che non può essere dimenticato e che porta con sé solo morte, angoscia e distruzione. In un contesto del genere non è ammessa la spensieratezza tipica dell’infanzia. La sua famiglia decide così di scappare in Germania, prima di essere costretta a rimpatriare. Per mesi saranno costretti a vivere nei boschi, poiché la città sarebbe stata troppo pericolosa per via dei bombardieri. Giornate infinite a nascondersi tra i sacchi di grano ed a spostarsi per mezzo di trattori: senza acqua, senza cibo, senza un tetto sopra la testa.

Come se ciò non bastasse il padre, il fratello e la sorella del piccolo Mergim verranno imprigionati in Repubblica Ceca in seguito ad un tentativo di fuga. Dopo sei mesi di lontananza la famiglia però si riunirà a troverà finalmente rifugio in Belgio presso dei parenti. In seguito ad anni segnati da sofferenza e terrore, qui Vojvoda conoscerà per la prima volta la serenità ed comincerà davvero a vivere. Inizierà a giocare a calcio, dimostrando grandi doti tecniche e fisiche che lo porteranno ad entrare nelle giovanili dello Standard Liegi.

Proprio con questo club firmerà il suo primo contratto appena compiuta la maggiore età. Dopodiché verrà ceduto in prestito a varie società prima di essere acquistato a titolo definitivo dal Mouscron nel 2016. Con questa squadra il kosovaro si esprimerà su ottimi livelli e farà infatti ritorno allo Standard Liegi nel 2019. In seguito, nell’estate del 2020, il Torino supererà la concorrenza dell’Atalanta e lo porterà in Italia. I genitori di Vojvoda sono albanesi, motivo per cui il difensore ha fatto parte della Nazionale albanese Under 21 fino al 2015. Tuttavia non ha mai dimenticato il suo passato e le sue radici. Per tale ragione nel 2016 accetta la convocazione della Nazionale kosovara, diventandone immediatamente il terzino destro titolare nonché il giocatore con il maggior numero di presenze.

Lo sport come riscatto sociale

La toccante storia di Vojvoda è indice di come lo sport possa diventare uno strumento di riscatto sociale. Non solo: essa rappresenta inoltre un messaggio positivo per tutti noi, perché ci fa capire che è possibile superare i periodi difficili ed affrontare i “demoni” del nostro passato. Non dobbiamo farci perseguitare da quest’ultimo. Dobbiamo al contrario continuare a coltivare i nostri sogni per non vivere perennemente in balia degli eventi. Perché non possiamo di certo cancellare la sofferenza, però abbiamo la possibilità di rialzarci e di costruirci un futuro migliore. Vojvoda ce l’ha fatta: è sopravvissuto alla guerra ed ha trovato la propria strada nel mondo del calcio. È stato abituato ed “addestrato” a superare i momenti più bui e difficili fin da bambino. E non a caso è stato proprio lui a realizzare il gol che probabilmente regalerà la salvezza al Torino.

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