Strage dell'Hillsborough, immagini della folla
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Trentadue anni fa la strage di Hillsborough: il calcio ricorda le 96 vittime

A 32 anni dalla strage di Hillsborough ricordiamo le 96 vittime di quel triste giorno. Dall’Heysel alla morte di Raciti, passando per la tragedia dell’Ibrox e quella dello Stadio Nazionale del Perù. A che punto siamo con il fenomeno della violenza negli stadi?

Un inferno chiamato Hillsborough

L’atmosfera che si respirava a Sheffield quel pomeriggio di trentadue anni fa era pesante, cupa, di cattivo auspicio. Nell’aria vi era tensione e nervosismo. Tutto lasciava intendere che quel giorno qualcosa sarebbe accaduto. Di certo non si poteva ipotizzare che avrebbe avuto luogo la più grande tragedia della storia dello sport britannico. Il pubblico era particolarmente agitato ed il rapporto con la polizia era già decisamente teso da molto tempo. Oltre a ciò la Premier League era lontana anni luce dal campionato affascinante che possiamo ammirare oggi.

Era infatti un torneo piuttosto insipido e povero di emozioni. Per di più, i club inglesi erano stati esclusi dalle coppe europee in seguito alla tragedia dell’Heysel. Quel giorno a Sheffield si sarebbe invece tenuta una partita sentitissima dopo annate deludenti ed a dir poco soporifere: la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forrest. La somma di tutti questi fattori darà vita ad un vero e proprio inferno. Un inferno chiamato Hillsborough.

Gli eventi di Hillsborough

I supporters delle due squadre iniziarono ben presto ad accalcarsi fuori dai cancelli dello stadio. L’organizzazione si mostrò subito inefficiente in quanto si poteva accedere alle tribune solo mediante due ingressi. La polizia decise ingenuamente di aprire il terzo cancello. Mai scelta si rivelerà più sbagliata poiché i tifosi si ritroveranno faccia a faccia con l’inferno. A differenza di Dante però essi non avranno Virgilio ad accompagnarli: saranno soli, smarriti, confusi, spaventati. La scelta delle forze dell’ordine sarebbe stata corretta se solo fosse stata presa prima anziché a pochi minuti dall’inizio della partita. La gente infatti – per evitare di perdersi i primi minuti di gioco – si riversò in massa verso l’ingresso appena aperto. Ciò portò ad un sovraffollamento di proporzioni indicibili.

Le persone già all’interno delle tribune si ritrovarono schiacciate contro i muri dello stadio. Molte di esse cercarono rifugio arrampicandosi sulle gradinate ma questo causò il crollo della recinzione. La gara iniziò come se nulla stesse succedendo: nessuno aveva compreso la gravità della situazione. Il match venne sospeso dopo 6 minuti in quanto le persone si stavano progressivamente riversando sul terreno di gioco. I poliziotti, dato il clima di tensione costante che vigeva tra loro e gli ultras, scambiarono i fuggiaschi per hooligans. Per tale motivo – invece di offrire loro assistenza – iniziarono a manganellarli senza distinzioni. Quando la situazione di caos si placò, lo scenario che si presentò agli occhi dei partecipanti fu terribile. 96 persone persero la vita quel giorno. Trovando una morte orribile, avvenuta principalmente per soffocamento. I feriti saranno più di 200. Una tragedia. La cosiddetta strage di Hillsborough.

Una tragedia evitabile

Le vicissitudini verificatesi quel pomeriggio a Sheffield ci aiutano a capire quanto sia facile incappare in una tragedia. Ed a sua volta quanto sia semplice evitarla. Tantissimi, anzi troppi episodi come questo si sono verificati in occasione di una partita di calcio. Ogni volta tali tristi eventi si scatenano a causa della carente organizzazione dell’evento sportivo – per usare un eufemismo – dell’esagitazione dei tifosi, della mancanza di tatto da parte delle forze dell’ordine. Queste tre componenti – sommate tra loro – possono infatti dar vita a delle enormi tragedie. E pensare che non sembrerebbe poi così complicato recarsi allo stadio in veste di persone civili anziché come animali in cattività. Inoltre è intollerabile una simile disorganizzazione palesata in occasione di una manifestazione pubblica, come è inconcepibile l’atteggiamento mantenuto dalla polizia. Il compito di quest’ultima dovrebbe essere quello di riuscire a tenere sotto controllo una determinata situazione, non aggravarne gli sviluppi.

Coreografia dei tifosi del Liverpool, in memoria delle 96 vittime
Coreografia dei tifosi del Liverpool, in memoria delle 96 vittime

Hillsborough, tragedia tra le tragedie

La strage di Hillsborough del 15 aprile 1989 purtroppo rappresenta soltanto una delle molteplici tragedie verificatesi in occasione di un incontro di calcio. Si pensi per esempio agli eventi catastrofici dell’Heysel avvenuti il 29 maggio 1985 prima della finale di Coppa dei Campioni tra Liverpool e Juventus. In questo caso gli hooligans sfondarono le reti che dividevano loro dai tifosi bianconeri, costringendo questi ultimi a scappare verso il terreno di gioco o il più lontano possibile dalla tribuna occupata dagli inglesi. La polizia belga – anche in questo caso – iniziò a manganellare le persone accorse in campo. Centinaia di altri italiani invece conclusero la propria fuga contro il muro dello stadio che si trovava dalla parte opposta rispetto al settore dedicato ai supporters del Liverpool. Quel murò crollò poco dopo a causa del sovraffollamento. 39 persone persero la vita quel giorno, tra cui 32 tifosi bianconeri. I feriti furono invece 600.

Strage dell'Heysel: la notte più buia del calcio
29 maggio 1985, la Tragedia dell’Heysel

Solo qualche giorno prima rispetto alle vicissitudini dell’Heysel, l’11 maggio 1985, ebbe luogo la tragedia di Valley Parade. Nel corso di un match della terza divisione inglese tra Bradford City e Lincoln City, scoppiò un incendio in tribuna – probabilmente causato da una sigaretta – che divampò in breve tempo portando al crollo del tetto dello stadio. 56 morti e 265 feriti. Non bisogna poi dimenticare la tragedia dell’Ibrox del 2 gennaio 1971. Durante il derby Rangers-Celtic gli ultras dei padroni di casa abbandonarono lo stadio in seguito alla rete del vantaggio siglata dagli acerrimi rivali a pochi minuti dal termine della partita. Gli stessi fecero poi ritorno in massa sulla gradinata come bestie impazzite dopo il gol del pareggio realizzato all’ultimo secondo di gara. La calca fece crollare la scalinata: 66 morti, principalmente bambini. Lo stesso numero di deceduti si registrò anche allo stadio Luzniki il 20 ottobre 1982: tragedia avvenuta all’incirca nelle stesse modalità dell’Ibrox.

Stragi causate da guerriglie urbane

Per quanto concerne invece le stragi consumatesi a causa di vere e proprie guerriglie urbane, non si può non citare la tragedia di Port Said del primo febbraio 2012, che causò la morte di 74 egiziani. Non dobbiamo inoltre dimenticare la tragedia consumatasi allo Stadio Nazionale del Perù. Forse la più agghiacciante e la più riprovevole di tutte. Il conflitto si innescò infatti in seguito ad una marcatura non convalidata da parte dell’arbitro ai padroni di casa in occasione di una gara contro l’Argentina. I peruviani iniziarono a tirare oggetti contundenti all’indirizzo del direttore di gara, che si vide costretto a sospendere l’incontro. Gli scontri che si scatenarono tra polizia e tifosi causarono 328 morti e 4000 feriti. Cifre a dir poco spaventose e raccapriccianti. E tutto per un gol annullato. Rimanendo invece in Italia è di fondamentale importanza mantenere viva la memoria dell’ispettore capo della polizia Filippo Raciti, morto durante gli scontri verificatisi il 2 febbraio 2007 tra forze dell’ordine e ultras del Catania al termine del derby contro il Palermo.

Liverpool, Stadio di Anfield
Liverpool, Stadio di Anfield

A che punto siamo con il fenomeno della violenza negli stadi?

La scomparsa di Raciti riveste un ruolo cruciale nella storia del nostro Paese in quanto è da considerare una sorta di evento spartiacque. Fu infatti proprio in seguito a questo evento triste che le Istituzioni iniziarono davvero a preoccuparsi del fenomeno legato alla violenza negli stadi. Ciò portò infatti all’emanazione di diversi provvedimenti, leggi e restrizioni atti a rendere più sicura la partecipazione degli spettatori alle partite. Possiamo affermare che un netto miglioramento rispetto al passato c’è stato. Perlomeno ora non abbiamo più dovuto assistere al lancio di oggetti contundenti, a quello di un motorino come accaduto a San Siro o a incendi causati dai fumogeni. Certo non sarà mai possibile estirpare del tutto la violenza dagli stadi, come non è in nostro potere eliminarla dal mondo.

Tuttavia in Italia ed in Europa – soprattutto in Inghilterra grazie a Margaret Thatcher – sono stati fatti passi da gigante in questo senso. Purtroppo però non esiste cura per l’ignoranza e la stupidità di quei criminali che si recano alle partite in veste di tifosi pur non essendo tali. Il calcio è passione. Non violenza cieca ed irrazionale tra tifoserie opposte o verso una determinata categoria come le forze dell’ordine. Nel giorno dell’anniversario della strage di Hillsborough è nostro dovere ricordare quelle 96 vittime. Ed in loro memoria compiere tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far sì che una simile tragedia non si verifichi mai più.