Milan, contro lo Spezia un crollo già annunciato? Cosa aspetta i rossoneri

Milan: i rossoneri hanno iniziato a settembre, dopo solo tre settimane di riposo, ed hanno giocato più gare di tutte le altre squadre di Serie A in questa stagione: possibile il calo fisico?    

Il punto più basso della storia recente del Milan, probabilmente, c’è stato nel dicembre 2019, quando la formazione rossonera venne travolta 5-0 dall’Atalanta di Gian Piero Gasperini in campionato. Da allora, però, sia nella rosa rossonera sia nella dirigenza, sembrerebbe essere scattato qualcosa. Innanzitutto l’allenatore: da Marco Giampaolo, infatti, la società di Via Aldo Rossi è ripartita, tra lo scetticismo generale e dei tifosi, da Stefano Pioli. Il tecnico rossonero, però, ha saputo conquistare la fiducia dei suoi nuovi sostenitori. Poi, il cambio di rotta sul mercato: nel gennaio 2020, infatti, contrariamente alla politica basata sui giovani del fondo Elliott, l’Amministratore Delegato Ivan Gazidis ha dato il via libera a Paolo Maldini e Frederic Massara per due colpi d’esperienza: Simon Kjaer e Zlatan Ibrahimovic. Il difensore danese sembrerebbe totalmente rinato in rossonero, dando fiducia a tutto il reparto e aiutando a crescere anche il capitano, Alessio Romagnoli. Ibrahimovic, invece, sembrerebbe stia vivendo una seconda giovinezza.

Zlatan Ibrahimovic, attaccante del Milan

Lo svedese, infatti, a 39 anni si è messo sulle spalle l’intera giovane rosa rossonera, a suon di gol ma portando anche la cultura del lavoro all’interno di Milanello, portando tutti i compagni ad un rendimento fin lì apparentemente sconosciuto. Da gennaio a marzo, il Milan, seppur con ancora qualche passo falso, aveva dato segnali di rinascita. Poi è arrivata la pandemia del Covid-19, il calcio si è fermato circa 3 mesi e, alla ripresa a giugno, il Milan è sembrato totalmente trasformato. Negli ultimi otto mesi, infatti, tra vecchio e nuovo campionato, la formazione rossonera è stata tra le migliori non solo in Italia, ma anche in Europa. I tifosi sono tornati a sognare, al punto che in questa Serie A è tornata a circolare anche la parola, che a Milanello mancava da circa 10 anni, Scudetto. Le ultime uscite, però, soprattutto con la sconfitta nell’ultimo turno con lo Spezia di Vincenzo Italiano, sembrerebbero aver tolto tutte le certezze alla banda di Stefano Pioli, in due settimane decisive dove ci saranno andata e ritorno dei sedicesimi di Europa League con la Stella Rossa, il Derby con l’Inter e la Roma in campionato.

Milan, la sconfitta con lo Spezia potrebbe aver tolto certezze: ma i rossoneri sono soliti risorgere nel mese di marzo

Un passo falso, quello con i liguri, senza attenuanti. E forse nessuno, nell’ambiente rossonero ma anche tra le rivali, si sarebbe potuto aspettare un tale improvviso crollo. Il Milan, però, storicamente a febbraio fa fatica a trovare risultati. Spesso, però, in passato, gli allenatori rossoneri davano la precedenza alla Champions League, consapevoli della propria forza e del fatto che comunque in campionato il piazzamento sarebbe comunque arrivato. Oggi, però, questo non sembrerebbe un ragionamento fattibile, sia per il livello ulteriormente migliorato della Serie A, sia per la mentalità dei troppi giovani a disposizione di Pioli, magari ancora non troppo abituati a certe pressioni.

Zlatan Ibrahimovic, Spezia-Milan 2-0

Una situazione che, nel giro di poche settimane, se non dovesse esserci l’immediato cambio di rotta, potrebbe provocare una perdita di certezze, con il rischio di rendere vano il lavoro degli ultimi otto mesi. Il tecnico rossonero, dunque, potrebbe dover lavorare più sulla testa dei propri calciatori piuttosto che sulla condizione fisica, ma saranno i prossimi impegni ravvicinati a dover dare delle risposte a tutto l’ambiente. A livello fisico, saranno fondamentali le prossime gare per valutare lo stato di saluto della formazione milanista, con una preparazione estiva resa difficile sia dalla pandemia e sia dagli impegni ravvicinati, con un calo atletico che potrebbe essere anche fisiologicamente. Milan che, come già detto, a febbraio ha inoltre storicamente difficoltà in Italia a fare risultati, ma che comunque viaggia tranquillo in Europa, per poi risorgere a marzo in vista dello sprint finale. In tal senso, in questa stagione, potrebbe aiutare l’eliminazione precoce dalla Coppa Italia e l’ulteriore rafforzamento di una rosa, comunque al netto degli infortuni, già lunga. Tomori è un giovane interessante e di grandi prospettive, Meitè conosce bene la Serie A e potrebbe essere un sostituto importante per il centrocampo rossonero, forse il settore un po’ più scoperto della rosa. Mario Mandzukic, poi, è stato il colpo da 90: l’ariete croato, infatti, potrà essere determinante sia nelle situazioni in cui Zlatan Ibrahimovic sarà chiamato a rifiatare, sia in quelle in cui la coppia di esperti e forti attaccanti sarà chiamata a giocare insieme.

Milan, prossime settimane decisive: le valutazioni di Pioli

L’obiettivo del Milan, sia ben chiaro, resta un piazzamento tra le prime quattro di Serie A e arrivare il più lontano possibile in Europa League. E bene fanno, comunque, i tifosi a sognare lo Scudetto, perchè sognare è lecito, e la vetta, detenuta per 21 giornate, è comunque distante soltanto un punto con ancora quasi un girone da disputare. Rischierebbe di non essere neanche un dramma un possibile caso fisico: i rossoneri, infatti, con i preliminari di Europa League hanno iniziato con tre settimane di anticipo la stagione, ed hanno già disputato 33 partite in questa stagione, contro una media di 24-25 delle altre. Il vantaggio sulla quinta, al momento, risulterebbe ampio, ma ovviamente servirà non perdere troppo terreno per strada nelle prossime settimane. Ad allarmare però l’ambiente, il modo in cui è arrivata la sconfitta di campionato, sabato sera al “Picco”, contro il comunque ottimo Spezia di Italiano.

Spezia-Milan 2-0, Serie A

Mai, infatti, era successo che il Milan non facesse neanche un tiro in porta in questa stagione. Neanche nella altre due sconfitte brutte di questo anno comunque trionfale per i rossoneri. Sia contro il Lille in Europa League, sia contro la Juventus in campionato, la formazione di Stefano Pioli aveva comunque combattuto, aveva comunque provato a giocare ed imporre il proprio gioco, venendo spesso punita con azioni di contropiede.. Con l’Inter in Coppa Italia il Milan aveva subito la fisicità dei cugini nerazzurri, riuscendo comunque a tenere testa fino all’ultimo, per di più in 10 a causa dell’espulsione di Zlatan Ibrahimovic. Tutte sconfitte in cui c’era stata l’impressione che il club di Via Aldo Rossi potesse rialzarsi. Contro i liguri, invece, novanta minuti passivi, con Theo Hernandez sovrastato, Diogo Dalot incapace di attaccare e sovrastato dall’ex Saponara, Ibrahimovic isolato e senza toccare palla, Calhanoglu e Rafael Leao inconsistenti e Bennacer e Kessiè in inferiorità a centrocampo. Vero anche, a discolpa di Pioli e del Milan, che praticamente per tutta la stagione, sono sempre mancati almeno 6-7 calciatori, tra Covid-19 ed infortuni vari. Ora, invece, la rosa è quasi al completo, ma diversi rossoneri hanno bisogno di mettere minuti nelle gambe per ritrovare la condizione. Il tecnico rossonero, comunque, oltre a tutto l’ambiente, si dicono tranquilli: i tifosi, dal canto loro, iniziano con le prime paure. A questo punto, le prossime gare saranno determinanti per capire se quello di La Spezia è stato un semplice incidente di percorso o l’inizio di una crisi, da risolvere al più presto, in quel di Milanello.

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