Milan, da Pioli a Ibrahimovic: gli ex in campo contro l’Inter

Cosa hanno in comune Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic? Un passato in nerazzurro pieno di vittorie e sconfitte, per coloro che oggi sono due colonne portanti del nuovo Milan

Sono già passati diversi anni da quando l’attaccante Zlatan Ibrahimovic approdava a Milano per vestire la maglia dell’Inter. Era l’estate del 2006, quando lo svedese lasciò la Juventus per cambiare rotta, con destinazione San Siro. L’Inter appunto, da sempre una delle grandi rivali dei bianconeri, aveva accolto in casa il centravanti per una cifra che si aggirava intorno ai 24,8 milioni di euro. Zlatan vince così con la maglia nerazzurra la Supercoppa e successivamente lo Scudetto della stagione 2006-2007, sotto la guida del ct Roberto Mancini, per poi vincere nuovamente lo Scudetto anche nelle stagioni successive 2008-2009, con in panchina José Mourinho. Segue poi un’altra vittoria della Supercoppa italiana e vince la classifica cannonieri con un totale di 25 reti segnate in 35 partite.

Ibrahimovic, Milan
Ibrahimovic, Milan

Sembrava dunque una bellissima storia d’amore quella che legava Zlatan Ibrahimovic all’Inter e ai suoi tifosi, fino a quando qualcosa iniziò a non andare per il verso giusto. Era il 2009 quando l’Inter uscì dalla Champions League a seguito di una sconfitta contro il Manchester United, che segnò l’inizio di una rottura tra il centravanti svedese e il club nerazzurro. La Champions League è sempre stato un trofeo tanto ambito dal giocatore e, probabilmente, l’uscita dal campionato europeo segnò in lui una frattura che lo portò pian piano ad allontanarsi da San Siro. Famosa – di fatti – è una sua affermazione a seguito della partita contro la Reggina, dove il centravanti ai microfoni di Sky fece capire che il suo futuro all’Inter era per lo più incerto.

Nel suo libro “Io sono il calcio”, l’attaccante Zlatan Ibrahimovic racconta che fu proprio lui ad andare da quello che all’ora era il presidente del’Inter Massimo Moratti. “Sono stati anni incredibili e io rimango volentieri – scrive Zlatan nel suo libro  –  non mi interessa se dovessero venire a cercarmi squadre come lo United o l’Arsenal. Ma se dovesse farsi vivo il Barça, vorrei almeno che lei ci parlasse”. Fu così che nel giro di pochi mesi l’attaccante svedese lasciò la maglia nerazzura per vestire quella del Barcellona.

Milan, Pioli: un cuore nerazzurro alla guida del Milan

Un destino dunque, che lo lega a quello che è il suo attuale allenatore al Milan: Stefano Pioli.  Era l’8 novembre del 2016 quando Pioli venne ufficializzato allenatore dell’Inter. I nerazzurri in quella stagione bazzicavano nella parte medio-bassa della classifica di campionato, ed erano reduci da una sconfitta contro la Sampdoria, che aveva portato l’esonero di De Boer, ad un vittoria raggiunta con fatica contro il Crotone per poi passare ad una delusione in Europa con una sconfitta contro lo Southampton.

Stefano Pioli, tecnico del Milan
Stefano Pioli, tecnico del Milan

E’ così che i nerazzurri si affidano a Stefano Pioli, e l’esordio avviene proprio in un derby contro il Milan, allenato in quella stagione da Vincenzo Montella. La partita finisce per un risultato di 2-2, con doppietta di Suso per il Milan e i due gol dell’Inter segnati, il primo da Candreva e il secondo sul finale da Perisic. L’inizio di quella che per l’Inter, sotto la guida del mister parmense, sembra essere una ripresa. Di fatti, dal 2016 al 2017 si susseguono per i nerazzurri di Stefano Pioli 7 vittorie di fila, anzi ben 9, prendendo in considerazione le gare in Coppa Italia ed Europa League. “Champions? 15 partite, 13 vittorie. Per noi nulla è impossibile!” è la frase che lo stesso Pioli aveva fatto sui vetri della palestra di Appiano Gentile. Inoltre, in un intervista alla Gazzetta dello Sport, il portiere Samir Handanvoci racconta: “Se Pioli fosse arrivato prima forse avremmo qualche punto in più in classifica. Il mister è arrivato subito molto carico –  aveva affermato il portiere nerazzurro  –  Si capiva che conosceva già bene ogni caratteristica dei giocatori che avrebbe allenato. Abbiamo lavorato meglio e di più. Il mister è convinto di avere in mano un’ottima squadra che finora ha fatto poco rispetto al reale valore”.

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Parole che confermano come l’arrivo di Stefano Pioli aveva portato con sé una ventata di entusiasmo e abbia di conseguenza innalzato notevolmente il livello di autostima, di una squadra che fino a poco tempo priva non riusciva ad emergere. Arriva però una battuta d’arresto. Uno stop alle tante vittorie ottenute di fila, con la sconfitta contro la Roma a San Siro per un risultato di 1-3. Arriva però una vittoria importantissima, sempre in casa, contro l’Atalanta. La squadra di Pioli chiude il match con un risultato di 7-1. La tredicesima vittoria del mister in campionato, dopo di che arriva un periodo decisamente scoraggiante, dove l’Inter non riesce a vincere più. Dopo una serie di pareggi, si fa inoltre raggiungere con un gol di Zapata al 97’ minuto nel derby contro il Milan. “L’Inter ringrazia Stefano ed i suoi collaboratori per la dedizione ed il duro lavoro svolto per il club durante gli ultimi sei mesi di quella che si è rivelata una stagione difficile” attraverso un comunicato, la società nerazzurra conferma l’esonero di Stefano Pioli. Il mister però rimane nel cuore dei suoi tifosi, tanto che la Curva Nord lo ringrazia con uno striscione, con su scritto: Grazie mister Pioli, unico vero interista della scorsa stagione”. Già, perché Pioli non ha mai nascosto la sua fede calcistica che lo lega fin da bambino ai colori nerazzurri.

“Sì, è vero. Sono cresciuto con i colori nerazzurri, con quel coro: ‘con Beccalossi e Pasinato vinceremo il campionato’. Anche se poi la mia professione mi ha portato da altre parti, la fede rimane. E anche la mia famiglia è interista” ha in passato affermato lo stesso Pioli. Quel cuore nerazzurro che oggi siede sulla panchina del Milan, che allena altri interpreti cercando di raggiungere altri obiettivi, studiando bensì altri progetti. Una nota nerazzurra quella che lega l’attuale allenatore del Milan, ad uno dei suoi giocatori rossoneri Zlatan Ibrahimovic. Legati inoltre, non solo dalla stessa passione per il calcio, ma per la determinazione che li porta a raggiungere gli obiettivi prefissati. E’ vero che Zlatan è da sempre considerato uno dei più grandi, per via dei trofei vinti e delle reti segnati.

Mentre Pioli d’altra parte, è stato sempre considerato come un sostituto. Come colui che arriva in soccorso.  E forse, è stato così anche per il Milan. Arrivato nella stagione 2019, ha portato i rossoneri nelle zone più alte della classifica, facendolo ritornare un club ambizioso. Importante è stato l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic, ottima spalla del mister per motivare il resto della squadra. Entrambi dunque si ritroveranno ad affrontare, ancora una volta insieme, un derby contro quella che è la loro ex squadra, ma che ha permesso ad entrambi di farsi conoscere dai tifosi, non solo sotto un punto di vista professionale, ma soprattutto umano e caratteriale. Il Corriere della Sera, proprio a proposito del derby della Madonnina, si sofferma sulle parole di Ibrahimovic in vista della gara. “Dobbiamo vincere a tutti i costi il derby“ brevi parole, ma con un significato che solo Zlatan sa dare. D’altra parte Pioli è pronto ad affrontare il match con “testa fredda e cuore caldo”, approcciando la gara nel giusto modo. “Non sarà una gara Il Corriere della Sera, proprio a proposito del derby della Madonnina, si sofferma sulle parole di Ibrahimovic in vista della gara. “Dobbiamo vincere a tutti i costi il derby“ brevi parole, ma con un significato che solo Zlatan sa dare. D’altra parte Pioli è pronto ad affrontare il match con “testa fredda e cuore caldo”, approcciando la gara nel giusto modo. “Non sarà una gara decisiva, ma è molto importante e andremo in campo per vincere” ha affermato il tecnico rossonero durante il corso della conferenza stampa alla vigilia del match.

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