Stella Rossa, Inter, Roma…parliamone

Si potrebbe iniziare con un detto “dimmi cosa fai e ti dirò chi sei”. Condivisibile, ma troppo facile. La valutazione degli esiti legati al triplice impegno indicato nel titolo dell’articolo è naturale che ci offrirà una fotografia molto attendibile sulla effettiva forza e sulla sua reale affidabilità della squadra. Ma la difficoltà della tematica risiede altrove. La valutazione in cui dobbiamo cimentarci, ad eccezione della gara disputata contro la Stella Rossa, non attiene all’apprezzamento di partite già giocate, quanto piuttosto a gare da giocare.

Stella Rossa-Milan (Rebic in azione)
Stella Rossa-Milan (Rebic in azione)

Per dare un senso logico al ragionamento che dovremo sviluppare, partiamo allora dall’incontro che sì è tenuto a Belgrado. Eravamo giunti ad esso incerottati nell’anima. Le tre “pappine” rimediate a La Spezia, ne erano la causa. Gara, quella ligure, qualificata da Capello come la peggiore dell’anno. E forse, più oggettivamente, del post lockdown. Nonostante, in controcanto, le mie note riserve sul nostro attuale condottiero, non può non essergli riconosciuto il coraggio che ha avuto – immagino, confortato dalla dirigenza, dunque da Maldini – nel mettere in campo molto delle seconde linee.  Con occhio puntato al campionato. Così come, a prescindere da Pioli, deve essere dato atto della inaspettata iper positiva prestazione fornita da Krunic, altro giocatore che al pari di Castillejo è difficile vedere in un Milan stellare, rientrando nella categoria dei buoni player, e non delle eccellenze, magari in potenza;

Mandzukic (Milan)
Mario Mandzukic (Milan)

della prevedibile buonissima prestazione assicurata dal duo Tomori e Kalulu, che obbligano a riflettere sul perché mai il nostro allenatore abbia consentito a Saponara di devastarci sulla fascia alta sinistra nella disfatta spezzina, bevendo costantemente Dalot, senza utilizzare uno di questi due difensori…misteri della vita; delle conferme assicurate da Gigio e da Hernandez; della attesissima e finalmente maiuscola presenza di Tonali, che nel ribadire le doti interdittive, ha illuminato la azione che ha propiziato il secondo goal. Questi uomini solo marginalmente coadiuvati da Benasser fino a che è rimasto in campo, hanno tentato di liberare la nostra anima incerottata. Salvo però imbattere nella spinta opposta, determinata dalle prove pessime di Romagnoli, al quale molto riconoscimento è dovuto, per essersi legato al Milan, pure nel segmento temporale tragico-comico cinese, ma dal quale è giunto il momento di capire quale valore esprima effettivamente, a prescindere dal pensiero del suo spregiudicato procuratore; di Meité, che si dimentica di Pavcov, consentendogli il pareggio a tempo scaduto e che certo i torinisti non rimpiangono; di Rebic, che si è divorato un goal fatto; di Leao, distratto; e di Mandzukic, assai indietro nella preparazione.  A fronte di cio’, incoraggiante qualche sprazzo del Chala, post Covid.

Stefano Pioli, tecnico del Milan
Stefano Pioli, tecnico del Milan

Da ultimo, per completare il quadro e per insistere nelle osservazioni negative, l’atteggiamento della squadra nei minuti conclusivi della gara. Abulico e supponente, quasi che la lezione degli spezzini non fosse esistita: e l’allenatore? Unica giustificazione, la assoluta inesperienza internazionale. Basta? Il giudizio definitivo è che per il punteggio del 2-2, consente di poter passare il turno con due risultati su tre, a meno di mettere in conto un pareggio per due a due o per tre a tre. Insomma diamo atto di rimanere molto convalescenti, non guariti, con una panchina che va bene per veleggiare in campionato nelle zone delle coppe europee e non, con probabile prognosi, nel perimetro della coppa europea. A sintesi del faticoso recupero della vegetazione, intesa in modo metaforico, dopo la desertificazione che ha cagionato la coppia dei grandi successi nel periodo pre ruberia, da cogliere nel famoso goal negato a Muntari….

Stefano Pioli tecnico del Milan
Stefano Pioli tecnico del Milan

Le parole appena spese, consentono, ora, di introdurre il tema di fondo. Più difficile. Ovvero il dover formulare dei pronostici sulle due partite critiche da giocare con Inter e Roma. Due incontri da tripla secca. Nel medesimo tempo, però, due incontri che ci diranno chi effettivamente sia Pioli. Ed è presto spiegata la ragione. Sia l’Inter, sia la Roma, disputeranno le gare aggredendoci, seguendo gli esempi dell’Atalanta e dello Spezia. Quindi ci impediranno di aggredire, così colpendoci nella fase genetica del modulo che ci permette di dominare. Con frequenza. La batosta con l’Atalanta è scivolata su Pioli. Tanto da farsi trovare egli nudo, anche con La Spezia, quando per di più i suoi giocatori hanno palesato un vuoto mentale preoccupante, che non può non riflettersi in chi li guida.

Nel precedente editoriale avevamo inneggiato a Simone Inzaghi, che per opporsi a Gasperini, vincendo, si e’ arretrato fino ad impostare la azione in retromarcia, per poi superare il pressing con lunghi lanci…. Che Chala e Tonali potrebbero ben replicare innescando Leao e Rebic, indubitabilmente veloci. Questa una medicina sperimentata. Un buon allenatore potrà e dovrà inventarne di ulteriori. Vedremo, se ne sarà capace. E tireremo le somme. Malgrado la diffidenza, auguriamo al nostro popolo che siano connotate da encomi per il trainer e per tutti i suoi giocatori. Attendiamo, con una certa preoccupazione. Per consentirci di definire Pioli non un “normalizzatore”, quanto piuttosto un “vincente”…: concetti i due radicalmente diversi. Nell’intanto  presagisco che sia la “Divinita’ “, a fare la differenza. Vincerà  e ci terrà in vita Zatlan, a prescindere. Incrociamo le dita !

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