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Uefa, Ceferin: “Playoff in Italia? Non è possibile”

Ceferin, presidente della UEFA
Ceferin, presidente della UEFA

Il presidente della Uefa ha commentato le scelte prese negli ultimi mesi a causa della pandemia, partendo dalla decisione di continuare la Nations League: “Decisione giusta, non ho dubbi. Siamo sempre ottimisti, altrimenti ad agosto non avremmo potuto concludere la Champions maschile, quella femminile, l’Europa League e la Youth League. Le scelte che abbiamo fatto a marzo spostando le competizioni si sono rivelate giuste. Una nuova emergenza? Sono sicuro che non si ripeterà. L’unico interrogativo che ci stiamo ponendo è se gareggeremo in presenza di spettatori”

Sul protocollo e sulle misure di sicurezza: “Il nostro protocollo funziona. Avere 13 calciatori a disposizione per una partita è un numero molto stretto, è vero, ma i problemi sono altri: gli stadi vuoti, la quarantena, i test praticamente ogni giorno. L’alternativa è chiudere tutto, ma il mondo non si può fermare”.

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Lo sloveno ha poi parlato dell’ipotesi Playoff in Italia e ha detto la sua su una possibile Superlega: “Playoff in Italia? La decisione spetta a ciascuna lega, ma il modello utilizzato per Champions ed Europa League non credo sia utilizzabile nei campionati. Non è giusto gareggiare tutto l’anno per il vertice e poi essere eliminati perdendo solo un incontro. Superchampions? Penso che si tratti di un’invenzione italiana, non è una nostra proposta. Sarebbe uno dei progetti più noiosi al mondo. Ne parlano due o tre club che pensano di meritare di vincere più di altri ma che in realtà vincono poco. Non è una discussione seria, questa decisione ucciderebbe il calcio. Sono fortemente contrario“.

Ceferin si è poi soffermato anche sulla situazione finanziaria dei club e sul Fair Play Finanziario: “Sono preoccupato per la situazione finanziaria. Abbiamo annunciato dei fondi per sostenere i club: normalmente vengono usati per le infrastrutture, ma stavolta possono spenderli come vogliono. Posticipando l’Europeo come Uefa abbiamo perso tra i 100 e i 200 milioni. Fair play finanziario? Il calcio europeo ha recuperato le perdite grazie a questo strumento, ma naturalmente dobbiamo riformare il sistema perché i tempi cambiano”.

Critiche al Var e al suo utilizzo: “La mia idea è che venga usato per le situazioni più chiare e ovvie. In alcune leghe viene fermato il gioco per troppi minuti, questo non è positivo per il calcio. Per me ci sono seri dubbi su come viene interpretato il fallo di mano, sul fuorigioco di uno o due centimetri e sul portiere che durante il calcio di rigore viene sanzionato se oltrepassa la linea di porta di pochi centimetri”.

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