Vecchie glorie Beppe Signori, 51 candeline per il Gigi Riva degli anni novanta

Beppe Signori, 51 candeline per il Gigi Riva degli anni novanta

Signori: il campione di Lazio e Bologna compie 51 anni

Giuseppe Signori, 51 anni per il vice campione del mondo

Compie 51 anni Giuseppe Signori, nato il 17 febbraio 1968, conosciuto ai più come Beppe. Fin dall’inizio si comprese il suo grande talento, quella classe cristallina e lo scatto prepotente facevano contorno a quel mancino al veleno che ben presto ne divenne il marchio di fabbrica.
Quel paragone importante con Gigi Riva segnava solo l’obiettivo che uno come lui doveva raggiungere. Anche se partiva dalla squadra del paese di Leffe, che contava appena 4.000 anime. Un predestinato per tanti, un campione per tutti.

Signori e Signore, l’inizio della storia

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L’arrivo a Foggia nella stagione 1989/90 è l’inizio dell’esplosione. Il tecnico di allora era Zeman, figura fondamentale per la crescita di quel ragazzo, numero 10, tante volte paragonato a Gigi Riva. La stagione 1991/92 coincide con la prima esperienza in serie A, con il primo goal nella massima seria, la prima volta in doppia cifra. Inoltre è palcoscenico succulento per far conoscere a tutti il suo mancino da calcio piazzato.
Tre stagioni nei “satanelli” che lo svezzano, lo formano e lo preparano per il grande salto: la Lazio. Quella maglia biancoceleste è l’occasione di una vita per il ragazzo di Alzano Lombardo, la voglia di emergere, il carattere e la tecnica non mancano e già nella prima stagione a Roma 1992/93 sigla 26 reti diventando per la prima volta il capocannoniere della serie A. Si ripeterà l’anno seguente dove la media goal fu ancora più alta 23 goal in 24 partite, qualcosa di assurdo, quasi un centro a partita. Quelle prestazioni furono solo il preludio all’occasione che tutti anche noi da piccolini sogniamo: vestire la maglia azzurra dell’Italia in un mondiale.

Signori, la Nazionale e quel mondiale sfiorato

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Capocannoniere per due anni di seguito con la maglia della Lazio, Beppe Signori arriva al Mondiale a stelle e strisce in uno stato di grazia. Quel ruolo di attaccante costretto a dividere con Roberto Baggio non è un problema. Ad esserlo saranno le difficoltà riscontrate a centrocampo dall’Italia, che obbligarono l’allora ct della Nazionale Arrigo Sacchi ad abbassare il numero 20 azzurro. Un mondiale vissuto da centrocampista che ne limitò l’ottima presenza in zona goal. Il malessere di Signori era vivido e lo sfogo fu palese. L’esclusione dalla finale con il Brasile fu monito di un mondiale vissuto a mezzo servizio.
Di quel mondiale restando i due assist al bacio che portarono l’Italia a vincere contro Norvegia e Spagna. Una medaglia d’argento e quel rammarico per non aver potuto esprimere al meglio le proprie potenzialità.

Gli anni a Bologna, il secondo amore di Signori

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L’avvenimento dell’estate 1995 fu monito dell’amore incondizionato di una comunità quella laziale, per il suo campione indiscusso capace in una manciata di anni a vincere per tre volte la classifica di capocannoniere della massima serie. L’arrivo di Signori a Bologna segnò la nascita di un nuovo amore. Già nella prima stagione, 1997/98, conquista  il cuore di una città. La vittoria dell’Intertoto e quella vena realizzativa ritrovata sono punti a suo favore, che suggellano un rapporto che durerà sei anni. La relazione più duratura di Signori in serie A. Sei stagioni indimenticabili per il numero 10 rossoblu che con la squadra della torre degli asinelli disputa 178 partite siglando 84 reti. Il matrimonio tra Signori e il Bologna terminerà nel 2004.

Signori e il saluto al calcio

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Leggenda del calcio italiano Beppe Signori saluta la serie A nel 2004. Uno score, il suo, che tanti vorrebbero e pochi possiedono. Una maglia da ricordare un nome da inneggiare. Saluta tutti come se non fosse nessuno, emigrando in Grecia all’Iraklis dove disputerà appena cinque presenze per un brutto infortunio.
Eppure tutti si ricorderanno di quel campione fenomenale capace di grandi cose in Italia, in Europa e nel Mondo. Saluta la sua carriera con 188 goal in serie A. Al nono posto della storia italiana come numero di realizzazioni.
Auguri a te campione e al tuo mancino delle traiettorie impossibili.

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