Vecchie glorie Il calcio piange Mimmo Renna: campione d'altri tempi

Il calcio piange Mimmo Renna: campione d’altri tempi

Il calcio piange la scomparsa di un grande campione

Addio a Mimmo Renna: l’ex calciatore e allenatore si è spento nella sua casa a Lecce

Calcio Vecchie Glorie Antonio Renna / Il “Garrincha dei poveri“, come veniva chiamato Antonio Mimmo Renna, per via delle sue scorribande sulle fasce e dei dribbling di prepotenza. Una vita sui campi da calcio, quella di Mimmo, tra vittorie e sconfitte, da Nord a Sud. Si è spento a Lecce, nella giornata di ieri, all’età di 82 anni.

GLI ESORDI – Crebbe tra Firenze e Livorno per poi arrivare a giocare nel Lecce, squadra della sua città, dal 1957 al 1959. Poi, il salto e il suo arrivo a Bologna. Nella città delle torri, debuttò in serie A a 22 anni e dovette lottare per il posto contro Perani. Nella stagione 1963-1964, col numero sette sulla schiena, vinse il settimo scudetto bolognese. Mimmo divenne così il primo calciatore leccese a vincere uno scudetto. Passò poi tra le fila di Lazio e Varese, sempre in Serie A. Giocò successivamente nel Brindisi allenato da Luis Vinicio ed ottenne la storica promozione in serie B nel 1972 e dove, nel 1973, decise di appendere le scarpette al chiodo.

L’avventura come allenatore dopo il ritiro dai campi

IL MISTER – Conclutasi la carriera da calciatore, non abbandonò il manto verde e iniziò ad allenare soprattutto squadre di serie B. Per una stagione (1974-1975) allenò il Brindisi e portò gli adriatici alla salvezza, l’ultima della storia dei biancazzurri in cadetteria.

Frequentò, assieme ad altri dieci aspiranti tecnici, il primo corso per allenatori di Coverciano, diretto da Italo  Allodi. Nel 1975-1976, riportò il Lecce in cadetteria, dopo 27 anni dall’ultima promozione. Mimmo, con i suoi giallorossi, registrò l’imbattibilità casalinga, la vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti e la Coppa Italo-Inglese Semiprofessionisti. Nella stagione successiva, i salentini si posizionarono settimi nel campionato di Serie B e riuscirono nell’impresa di eliminare il Torino scudettato dalla Coppa Italia. Mimmo Renna, con la sua tecnica ed esperienza, fece giocare il miglior calcio della serie B.

Dopo i successi leccesi, Renna divenne tecnico dell’Ascoli dei record: nella stagione 1977-1978, i marchigiani ottennero con due mesi di anticipo la promozione in massima serie e stabilirono il record assoluto ( imbattuto dopo quasi 40 anni) di punti totalizzati in un campionato di serie B a venti squadre: 61 punti con 26 vittorie, 9 pareggi e 3 sconfitte. Renna rimase alla guida dei bianconeri anche nell’anno di Serie A, conquistando un onesto decimo posto in classifica.

Nel 1979 Renna venne chiamato dal Bari, militante in Serie B, con l’impegno di conquistare la promozione in massima serie. Mimmo abbracciò il progetto del Bari, rifiutando così la chiamata di Genoa e Bologna. In quella stagione però riuscì solo ad ottenere la salvezza con quattro punti di distacco dalla zona retrocessione. Nonostante tutto, nella stagione 1980-1981 sedeva ancora sulla panchina barese, rifiutando un’offerta irrinunciabile del Napoli in serie A. Dopo la 26° giornata, Renna decise di dimettersi, lasciando un Bari con 24 punti in classifica.

Una vita di campi, promozioni, sconfitte e panchine, quella di Antonio Mimmo Renna. Bologna, Lecce e tutte le città italiane toccate dal Garrincha dei poveri, si ritrovano oggi con gli occhi lucidi ed uno sguardo rivolto verso il cielo.

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