Sandro Mazzola, Esclusiva FN24: “Il Baffo” tra ricordi e speranze per il futuro (VIDEO)

Sandrino Mazzola ci ha aperto la porta di casa facendoci entrare nel suo intimo tra ricordi, nostalgie e speranze per il futuro. Apprezza Icardi e ha anche un consiglio per questa Inter.

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Sandro Mazzola si racconta in esclusiva a Football News24: l’Inter, Icardi, il passato e il presente

Le leggende sono quelle destinate a vivere per sempre, in una maniera o nell’altra. Ne sa qualcosa la famiglia Mazzola. L’indimenticato Valentino prima, il grande Sandro ora e chissà, magari anche una nuova leva in crescita che potrebbe portare avanti il nome di famiglia sul verde di un campo. Un campione lo si riconosce non solo dalle doti e dai premi conquistati. L’indole e il carattere fanno in modo di completarlo regalandogli un carisma per cui il solo nome riempie il cuore di ammirazione. Sandro Mazzola è uno di questi. Ama raccontare dell’epoca dei calciatori con la “C” maiuscola che inseguivano una passione prima che un pallone. Il rispetto per la maglia, la stima per i grandi del passato e la volontà di fare squadra si denotano tuttora nelle parole di un uomo che ha vissuto una vita degna di un film. Sandrino Mazzola ci ha aperto la porta di casa facendoci entrare nel suo intimo tra ricordi, nostalgie e speranze per il futuro, che si tratti della sua Inter con Icardi o dei suoi nipotini.

Sandro Mazzola, Ricordi / foto Deborah Villarboito
Sandro Mazzola, Ricordi / foto Deborah Villarboito

L’Inter sempre e comunque!

Un amore vero non si dimentica mai. Ci si rimane legati e fedeli sempre. Non ha più molti rapporti con l’Inter, ma non si perde una sola partita. Apprezza Icardi e il suo consiglio per la squadra nerazzurra è quello di ricominciare ad amare quella maglia. Me lo racconta indicando la televisione nel salotto, dove con i nipoti, guarda i match spiegandogli le azioni e trepidando con loro ad ogni tiro in porta, subito o messo. Nerazzurro ovunque in casa Mazzola. Addirittura quando mi apre la porta, Sandrino controlla come sono vestita: troppo bianco per i suoi gusti. Subito è simpatia e cordialità. Una casa piena di cimeli, trofei, fotografie quasi a non volersi scordare mai chi si è o chi si è stati. Il baffo, ormai sbiadito, si flette sempre in sorrisi e smorfie che rendono vivo e sentito il racconto che mi sta facendo. Rivive ogni singolo momento. I più belli come la prima volta che ha indossato la maglia dell’Inter o quando ha incontrato sua moglie Graziella, compagna di una vita. I più brutti, ancora vivi, che languono in cornici e album di famiglia.

Sandro Mazzola
Sandro Mazzola

Un uomo specchio di un calcio di altri tempi

Rispetto. Per chi era più “anziano”, per i campioni, per la squadra, per la maglia. Una maglia che pesa ed esige di essere vissuta donandosi completamente. Per lui, e altri grandi dell’epoca, è stato così. Una passione unica incanalata in quella famiglia che lo ha accolto e gli ha fatto da padre, calcisticamente parlando. In tanti hanno creduto in Sandrino. Non solo per il cognome importante, che spesso anzi lo ha messo in difficoltà, ma per le doti fisiche e mentali di un campione dotato prima di tutto di talento. Il pallone nelle vene insomma. Guardiamo le foto, le scegliamo. Sorride, si perde a volte a ricordare i volti e i momenti. Racconta. Un flusso di aneddoti e retroscena che ti immergono nell’atmosfera degli anni del boom economico, quando il calcio piaceva, ma era più importante tornare a lavorare. Quando i calciatori che speravano di diventare celebrità venivano rimessi a posto, nella loro dimensione di professionisti certo, ma per passione.

Valentino e Sandro Mazzola
Valentino e Sandro Mazzola

Una parola importante: famiglia

Famiglia. Parola dolce e amara per Sandro Mazzola, ma cardine di una vita. Motore per tutto quello che è, è stato e sarà. Il padre Valentino, una leggenda, che è entrato nella storia troppo presto. Una madre amorevole e che non gli ha mai negato i sogni e l’affetto per un padre andato via, anche prima dell’incidente. Un padre acquisito dalle seconde nozze della madre Emilia che lo ha accompagnato all’inizio della sua carriera professionale. Per poi arrivare alla moglie Graziella, conosciuta a 16 anni e mai più lasciata, con i figli e i nipoti di cui ama circondarsi. Uno tra tutti incuriosisce tra i nipotini Mazzola: Valentino. Il bambino non si separa mai dal suo pallone, proprio come il nonno. Un nome che potrebbe diventare importante fino ad andare a continuare quello a cui ormai siamo abituati: un Mazzola che ogni tot anni ci faccia sognare. D’altronde, in questo caso, il calcio è una questione di famiglia.