Vecchie glorie Valentino Mazzola: l'eroe del Grande Torino compie 100 anni

Valentino Mazzola: l’eroe del Grande Torino compie 100 anni

i 100 anni di Mazzola, la carriera di un grande capitano del nostro calcio

Valentino Mazzola, l’emblema del Grande Torino

Mazzola Grande Torino Superga / Valentino Mazzola lo possiamo mettere là, in una specie di teca con pochi eletti, tra cui Pelé, Maradona e Crujiff. Solo che, a differenza loro, il capitano e leggenda del Grande Torino è stato tragicamente segnato da Superga. Altrimenti, avrebbe ritoccato record su record.

Certo, la sciagura aerea gli ha regalato l’aurea di eroe, ma lui e tutti ne avrebbero fatto probabilmente a meno. Era meglio non essere su quell’aereo, con quella nebbia, proprio in quel momento dello schianto. Sarebbe stato ‘solo’ un campionissimo. E’ comunque tale, e ne parliamo oggi perché domani avrebbe compiuto 100 anni.

Valentino Mazzola, 123 gol in 200 presenze con il Torino. L’uomo che il 4 aprile del 1947 fece tre gol in tre minuti al malcapitato Vicenza. E questo è tuttora un record ineguagliato. Valentino Mazzola, che quando si sollevava le maniche, significava che il Grande Torino iniziava a giocare e potevi anche essere sotto di tre gol, al Filadelfia sapevi che quella partita l’avresti vinta 4-3. Perché sollevarsi la maniche significava iniziare a fare sul serio. E se quella squadra, da Bacigalupo a Ossola, iniziava a fare sul serio, potevi essere certo che ti annientava.

Valentino Mazzola, tre gol in tre minuti: record ineguagliato

Cinque scudetti consecutivi per quel Torino inarrivabile. E sarebbero stati di più senza Superga. Gli imbattibili, quando ancora c’era solo la radio e non c’erano Champions League o Coppa Campioni. Ma si faceva a gara a invitare quei campioni in magli granata in amichevoli internazionali che riempivano gli stadi. Come quella a Lisbona, l’ultima partita giocata dal Grande Torino prima dello schianto.

Ma oggi parliamo di quei tre gol in tre minuti. Roba che Messi o Cristiano Ronaldo o gli altri supermen in calzoncini e maglietta mai hanno fatto. Luigi Cavallero così descrisse Valentino Mazzola dopo quella performance: Mazzola è il campione che, quando si produce nei suoi numeri migliori, sbalordisce, entusiasma la folla, trascina i compagni, schianta gli avversari”.

Un ciclone. Dal 31′ al 33′ annienterà i veneti, già sotto per un gol a zero per merito di Loik. Tirava forte, Mazzola. Era preciso, Mazzola. Sapeva fare tutto, Mazzola. Anche quel giorno, come se al destino Valentino dovesse cedere sempre qualcosa, uno stiramento muscolare gli impedirà magari di segnare ancora al povero Vicenza. All’epoca non c’erano le sostituzioni e chi si faceva male andava all’ala. Così fece anche Valentino Mazzola. Evitando probabilmente ai veneti una punizione ancora più esemplare del 6-0 incassato.

Il miglior interno italiano, Valentino Mazzola

Al Filadelfia, però, difficilmente si poteva trattare di umiliare prendere tanti gol. Succedeva più o meno tutti. Se il Toro era ispirato, era anche scatenato. E’ ispirato lo era spesso, magari non per tutti i 90′. Secondo Gianni Brera, Valentino Mazzola è stato il miglior interno italiano insieme a Baloncieri e Meazza.

A proposito di miti, sapete che il capitano del Torino era nato una settimana prima di Fausto Coppi, lo stesso anno? Entrambi sono ricordati sempre come inarrivabili. Battuti solo dalla morte, un avversario che ti dribbla quando meno te l’aspetti. Anche se sei campionissimo.

Un suo avversario di maglia, di derby e di campo, Giampiero Boniperti, gli ha fatto probabilmente il miglior complimento di tutto. E noi ce lo teniamo buono per i 100 anni di Valentino Mazzola: “Ancora adesso, se penso al giocatore più utile a una squadra, non penso a Pelè, Di Stefano, Crujiff, Platini o Maradona: o meglio, penso anche a loro, ma dopo aver pensato a Valentino Mazzola”.

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