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Gianluca Vialli: “Scudetto alla Juventus? Occhio all’Atalanta…”

Juventus-Atalanta dello scorso anno: Cuadrado in un contrasto di gioco con Djmsiti
Juan Cuadrado e Djimsiti, difensori di Juventus e Atalanta (foto by imagephotoagency)

L’ex giocatore di Juventus, Sampdoria e Chelsea, attuale capo delegazione della Nazionale Italiana, Gianluca Vialli, è intervenuto al Festival dello Sport dove ha ripercorso le fasi salienti della sua carriera, il periodo difficile legato alla malattia di cancro e il nuovo ruolo nello staff tecnico dell’Italia al fianco di Roberto Mancini: “Che bello tornare a sedersi in panchina, il mio lavoro è emozionante, mi permette di fare ciò che voglio e soprattutto di ispirare le persone”.

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L’ItalMancini è cresciuta parecchio negli ultimi anni e può davvero ambire alla vittoria finale dell’Europeo: “Possiamo fare molto bene, Mancini è stato eccezionale, proponendo un calcio offensivo che piace ai giocatori. Arrivare con un anno di esperienza in più all’Europeo ci permette di crescere e migliorare. Saremo ancora più forti rispetto allo scorso anno”.

Gianluca Vialli
Gianluca Vialli, capo delegazione della Nazionale

Inevitabile il passaggio sul momento più difficile della sua vita, la malattia di cancro: “Il tumore non è mai stato un nemico per me, l’ho sempre considerato come un compagno di viaggio. A volte devo fare i conti con momenti difficili da gestire sul piano motivo. Vivo questa fase come un’opportunità, se è arrivata vuol dire che dovevo viverla, cercando di imparare qualcosa che potesse aiutarmi a crescere. Spero di vivere ancora qualche anno perchè ho ancora tante idee, mi piacerebbe fare il presidente di una squadra di calcio. Vorrei rendere il calcio uno sport migliore”.

E poi non poteva mancare lo spazio dei ricordi, dalla vittoria dello scudetto con la Sampdoria al trionfo in Champions League con la Juventus: “Potevo andare a Milan, ma sono rimasto alla Sampdoria perchè ero arrivato solamente due anni prima. A 28 anni ho scelto la Juve perchè il mio ciclo a Genova era ormai terminato. Sono felice della mia carriera, ho avuto l’onore di giocare con i migliori numero 10, Mancini, Baggio, Del Piero, Zola, mancava solo Totti. Scudetto? Sarà dura per la Juventus, mi piace l’Atalanta, avrei voluto giocarci. A Gomez darei il Pallone d’Oro, ma poi come fai a non assegnarlo a Messi, Ronaldo, Neymar e Lewandowski“.

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