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Vicenza omaggia Paolo Rossi: camera ardente al Romeo Menti FOTO

Paolo Rossi (Vicenza) - Foto raccolte dall'inviato Luca Cavarretta
Paolo Rossi (Vicenza) - Foto raccolte dall'inviato Luca Cavarretta

2020, un anno da cancellare, un anno che ha messo in ginocchio il mondo del calcio, privandolo di quelle leggende e di quei personaggi che hanno reso grande la storia di questo sport. Pietro Anastasi, tra i principali esponenti di un calcio d’altri tempi, simbolo del sud che ce l’ha fatta, Gigi Simoni, l’allenatore gentiluomo, Pierino Prati, primo italiano a siglare tre gol in una finale di Coppa dei Campioni, Gianni Mura, giornalista e cantore del ciclismo e della storica rivalità tra Coppi e Bartali.

Qualche settimana fa il 10 per eccellenza, come Hercules prima di lui, ha deciso di ricongiungersi con gli Dei celesti del Monte Olimpo. Un fuoriclasse, un dio sceso in terra per insegnare a noi comuni mortali il gioco del calcio. Da un eroe ad un altro, probabilmente El Pibe non avrà dimenticato l’eliminazione del Mundial 1982 e forse al potente Zeus avrà chiesto di richiamare a sè il nostro Pablito, l’eroe che aveva fatto cantare i nostri Padri al Mundial.

Un paladino che con i suoi gol e col suo sorriso smagliante è riuscito nell’impresa di riunire una Nazione intera, stroncata a cavallo degli anni ’70-’80 (Anni di Piombo) dai tragici avvenimenti del Terrorismo. E così mentre le Brigate Rosse assassinavano la scorta di Aldo Moro, il Vecio Enzo Bearzot decise di puntare su di lui, nonostante Rossi era reduce da un lungo periodo di stop legato al calcio scommesse. Il Mondiale del 1978 in Argentina fu una sorta di allenamento per quello spagnolo, dove il fisico gracilino, le gambe sghembe e le ginocchia fragili del nostro torero non accennarono nemmeno uno scricchiolio. E così il mito divenne leggenda, con i maestri brasiliani che furono costretti a piegarsi davanti a quella sua “camminata strana”.

Bearzot aveva bisogno di un centravanti, Scirea di un amico, Maradona di un valido rivale. Paolo prima di raggiungerli saluterà la sua “seconda casa” quella Vicenza in cui si era messo in mostra prima di tornare alla Juventus. La città veneta ha proclamato il lutto cittadino, allo Stadio Romeo Menti è stata infatti allestita la camera ardente con migliaia di tifosi in fila per rendere omaggio al Pablito Mundial. Ciao Paolo, grazie per averci fatto sognare, ti ricorderemo con la maglia azzurra e le braccia aperte al cielo.

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