Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo
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Vincenzo Grifo, ESCLUSIVA: “Devo tanto a Mancini, tornerò in Nazionale. Serie A? Sto bene al Friburgo, ma in futuro…” VIDEO

Vincenzo Grifo in ESCLUSIVA ai nostri microfoni: l’attaccante del Friburgo ha parlato della sua esperienza in Bundesliga, ma anche del rapporto con Mancini e la Nazionale, soffermandosi anche su un possibile approdo in futuro in Serie A

ESCLUSIVA GRIFO – Padre siciliano originario di Naro (paesino in provincia di Agrigento), madre leccese, ma Vincenzo Grifo nasce, cresce e muove i suoi primi passi da calciatore in Germania nelle selezioni locali del Pforzheim. Dopo la doppia esperienza nella Serie B tedesca con le maglie di Dinamo Dresda e FSV Francoforte, Grifo raggiunge la consacrazione con la casacca del Friburgo che trascina alla promozione nella stagione 2015-2016, attirando le attenzioni di Borussia Monchengladbach prima e Hoffenheim poi.


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Nel destino però c’è il Grifone e infatti grazie alle ottime prestazioni fornite con i biancorossi ottiene la convocazione da parte del Ct Roberto Mancini. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, oltre a raccontarci la sua avventura in Bundesliga, Vincenzo Grifo, elogiato nel weekend per un bel gesto di fair play, si è soffermato anche sulla delusione della mancata partecipazione ad Euro 2020 e sulle recenti problematiche della Nazionale che ha fallito la qualificazione diretta al Mondiale.

Vincenzo Grifo nasce, cresce, gioca a calcio, vive in Germania ma ha il cuore italiano, giusto?

Sono felice di essere cresciuto in Germania, non mi è mai mancato nulla grazie soprattutto alla mia famiglia, ma a casa abbiamo sempre parlato in italiano, mangiavamo e vestivamo all’italiana. Ho tanti amici italiani che come me o come i miei genitori, arrivati in Germania 30-40 anni fa, sono cresciuti in Germania, però mentre a casa si parlava solo italiano, con i miei amici alternavamo un po’ di tedesco e un po’ di italiano”.

Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo, ex Hoffenheim
Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo, ex Hoffenheim

Come vivi in Germania la rivalità calcistica con l’Italia?

Per me esiste una sola squadra, c’è solo un cuore, l’Italia. Quando ero piccolo mi veniva chiesto spesso il motivo per cui non tifassi Germania, pur essendo nato qui”.

Cresciuto nelle selezioni locali del Pforzheim, una breve esperienza nelle giovanili del Karskruhe e poi Hoffenheim, Dinamo Dresda, FSV Francoforte prima della consacrazione col Friburgo: che cosa hai trovato qui che invece è mancato nelle precedenti esperienze?

Ho trovato una bellissima società, disciplinata, con tanta voglia di lavorare con i giovani. Io quando sono arrivato a Friburgo, ho trovato un allenatore disponibile a lavorare con me, che voleva portarmi ad un livello più alto e devo dire che ce l’ha fatta. E’ come un papà, con cui alle volte affrontiamo anche argomenti privati, e questo supporto è stato fondamentale per farmi capire che qui a Friburgo sto bene, posso migliorare e diventare un grande calciatore. Anche all’Hoffenheim le prime partite sono state positive, al Francoforte in Serie B ho fatto tanti gol, eravamo una bella squadra, ma a Friburgo ho trovato una seconda casa, una seconda famiglia“.

Il fatto che il tuo cognome sia Grifo e che il simbolo del Friburgo sia il Grifone, probabilmente giustifica il tuo ottimo rapporto con il club?

“E’ un piccolezza, però hai ragione (ride ndr). Me lo dicono in molti, soprattutto i tifosi italiani del Friburgo, probabilmente il fatto che io stia bene qua dipende anche da questo…”

Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo
Vincenzo Grifo, attaccante del Friburgo

Nelle ultime due stagioni avete disputato un ottimo campionato, sfiorando la qualificazione in Europa: quest’anno siete partiti bene, è l’anno giusto per sognare in grande?

“L’obiettivo stagionale è di migliorare quanto fatto lo scorso anno dove abbiamo fatto bene in alcune partite, male in altre, ma nel calcio non va mai tutto bene tranne nel caso in cui ti chiami Real Madrid o Bayern Monaco. Proveremo a migliorarci ma abbiamo bisogno di pazienza, di grinta, di lavorare ogni giorno. Noi siamo abituati a pensare partita dopo partita, poi se raggiungiamo quei 40 punti per non retrocedere, allora possiamo concentrarci su altre cose. Per il momento non parliamo di Champions ed Europa League“.

Ti piacerebbe un giorno giocare in Italia, in Serie A?

“Da piccolo mi è sempre piaciuto venire in Italia, indossare la maglia dei propri idoli, Roberto Baggio, la maglia dell’Inter. Con la Nazionale negli ultimi tre anni ho realizzato questo sogno, ho conosciuto tanti compagni e ho avuto modo di confrontarmi con il calcio italiano. Tutto può succedere, l’Italia la porto sempre nel cuore, però sto bene qua al Friburgo, voglio continuare a migliorare e dare il massimo per la squadra, aiutando i giocatori d’esperienza a far crescere i giovani. Un punto di riferimento? Esatto, abbiamo tanti giovani calciatori di 18, 19, 20 anni e voglio aiutarli ad accrescere il proprio livello per arrivare a giocare in Bundesliga“.

E’ vero che in passato ti hanno cercato Lazio e Fiorentina?

“Contatti ci sono stati però sai come sono i giornali, è normale che qualche squadra, venuta a conoscenza di un calciatore con cittadinanza italiana che gioca in Germania, fa dei pensieri. Magari Grifo in coppia con Immobile non solo in Nazionale, ma anche alla Lazio? (ride ndr) Sto bene qui, sono tranquillo finora non ho saltato nemmeno una partita ed è questo ciò che conta. Poi, ti ripeto, può succedere di tutto”.

In cosa, secondo te, si differenzia la Serie A dalla Bundesliga?

In Italia il calcio è molto più difensivo, non proprio alla catenaccio, ma molto più tattico rispetto alla Bundesliga dove il calcio è più veloce e più fisico. Queste sono le principali differenze, ovviamente, ci sono squadre in entrambi i campionati che giocano un buon calcio, altre che preferiscono difendersi. In Italia questo succede molto di più rispetto alla Germania dove capita spesso di assistere a partite che finiscono 3-0, 4-0 o 5-0″.

Non sempre però il pronostico viene rispettato: il Bayern ad esempio la scorsa settimana è stato sconfitto 2-1 dall’Augsburg

“Sì, l’Augsburg ha difeso bene e ha giocato in contropiede. Anche noi a Monaco abbiamo disputato una buona partita ma non siamo riusciti a segnare il gol del 2-2, merito anche del Bayern che è stato più bravo, soprattutto in casa”.

Lewandowski (Bayern)
Lewandowski (Bayern)

A proposito di Bayern Monaco, tu che lo hai affrontato più volte e hai avuto modo di conoscerlo da vicino, ci racconti che attaccante è Robert Lewandowski, merita il Pallone d’Oro?

Lo merita perchè è bravo dentro e al di fuori del campo, anche dal punto di vista caratteriale. Ha tutto ciò che deve avere un attaccante e ha meritato tutti i premi ricevuti fin qui”.

In Italia non hai avuto modo di indossare la maglia di un club però hai vestito quella della Nazionale: te l’aspettavi la chiamata di Mancini?

Per me era un sogno, ci speravo e ci ho sempre creduto. So che se gioco bene gli occhi possono arrivare anche in Bundesliga. Quando poi è arrivata la convocazione ero contentissimo, non riesco a descriverti l’emozione che provavo: era la mia prima in Nazionale, l’amichevole a Genk contro gli Stati Uniti, l’1-0 con gol di Politano, la mia famiglia presente in tribuna. Un’emozione unica. Mancini poi mi ha convocato tante altre volte e sono sempre andato con grande gioia in Nazionale e ci andrò ancora”.

Vincenzo Grifo, esterno sinistro del Friburgo e della Nazionale italiana
Vincenzo Grifo, esterno sinistro del Friburgo e della Nazionale italiana

Dopo i due gol all’Estonia in amichevole, speravi in una convocazione ad Euro 2020: come hai reagito, lo senti un po’ tuo questo Europeo?

Sono un professionista, è normale voler partecipare ad un torneo, inseguire il successo. Lo sento un po’ mio questo Europeo? Difficile dirlo, ho preso parte alle qualificazioni, ero nella lista pre-convocati, ho fatto parte di questa squadra straordinaria, il mister poi ha dovuto fare una scelta non semplice che mi ha spiegato. I primi giorni ero un po’ deluso ma poi ho indossato la maglia dell’Italia e tifato per gli azzurri“.

La tua non convocazione è legata alla concorrenza o al fatto che non è facile ricevere una chiamata quando si gioca in un campionato estero?

“Non penso sia un problema l’estero, altrimenti Mancini non mi avrebbe convocato. Ho parlato di questo anche con Verratti e Jorginho che come me giocano fuori dall’Italia: io sarò sempre grato a Mancini per avermi dato la possibilità e spero che non sia l’ultima”.

Come giustifichi la mancata qualificazione diretta dell’Italia ai Mondiali: cosa è cambiato rispetto agli Europei?

“Nel calcio ci sono sempre delle situazioni particolari, non si può vincere sempre. Si perde e si vince tutti insieme. Può succedere di sbagliare un rigore, Jorginho ha grande qualità, leader del centrocampo insieme a Verratti e Barella, abbiamo tanti buoni giocatori”.

Al di là del rigore sbagliato da Jorginho l’Italia ha registrato anche problemi a livello offensivo: essendo tu uno specialista dal dischetto e non solo il tuo contributo potrebbe essere importante ai playoff?

Io farò di tutto per arrivare in Nazionale, spero di tornarci, ma devo continuare a far bene qui a Friburgo e poi sarà mister Mancini a decidere“.

Jorginho sbaglia il rigore in Italia-Svizzera
Jorginho sbaglia il rigore in Italia-Svizzera

Oltre al Mondiale in Qatar hai qualche altro sogno nel cassetto?

“Mi auguro che io e la mia famiglia possiamo star bene e spero di continuare ad andare avanti e a dare il massimo col Friburgo. Queste sono le cose più importanti”.

Tra una partita e l’altra, Grifo ha un po’ di tempo per guardare la Serie A? L’Inter riuscirà a confermarsi campione?

“Non è semplice guardare tutte le partite perchè giochiamo anche noi, poi ogni tanto mi dedico alla famiglia, però posso dire che l‘Inter sta facendo bene, Napoli e Milan sono due ottime squadre, la Juventus è in ripresa. Io preferisco guardarmela da fuori (ride ndr)”.