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Wimbledon, la storia la fa Djokovic: onore a Berrettini

Djokovic @Image Sport
Djokovic @Image Sport

Ad un passo dal sogno, lo abbiamo accarezzato, abbiamo sperato in un colpo di scena che potesse contribuire a realizzarlo ma alla fine è rimasto nel cassetto. Alla fine abbiamo dovuto inchinarci ancora una volta al tennista più forte al mondo, quel Novak Djokovic che per quanto non possa piacere per alcuni atteggiamenti ai limiti della sportività, si è dimostrato nettamente più forte a livello tennistico, a livello mentale, a livello fisico.

Nole riscrive per l’ennesima volta la storia di questo sport, quello ottenuto oggi è il 6° successo di sempre sul verde londinese, il terzo consecutivo a Wimbledon (2018, 2019, 2021), il terzo Slam di fila nell’anno solare , il 20° in carriera al pari di due mostri sacri come Roger Federer, il Re dell’erba per eccellenza, e Rafael Nadal, assente quest’anno nella terra d’Albione dopo la deludente performance sulla terra rossa.

Del resto la previsione del numero uno al mondo era stata corretta alla vigilia, l’emozione, l’ansia da prestazione per la prima finale di un Grande Slam avrebbero potuto giocare un brutto scherzo al tennista azzurro e infatti nelle fasi iniziali dell’incontro Matteo è sembrato la brutta copia del brillante atleta ammirato nei giorni precedenti. La prima di servizio non entra, percentuali bassissime da entrambe le parti, ma a condannare Berrettini sono i 17 errori non forzati, contro Hurkacz in semifinale ne aveva commessi solo 18 in tutta la partita;

Matteo Berrettini @Image Sport
Matteo Berrettini @Image Sport

Nole avanti 5-2 col minimo sforzo sembra poter ipotecare il 1°set e invece Matteo si iscrive al match giusto in tempo per allungare i giochi al tie-break. E’ decisamente un altro giocatore, è il Matteo che non ha lasciato scampo ad Aliassime e Hurkacz, impeccabile in battuta, cinico nella fase avanzata del game. È 1-0 dopo 45′ ed è anche l’ultimo vero sussulto dell’incontro, quello che probabilmente ci ha illuso, quello che però rende onore a Berrettini per due settimane fantastiche che hanno segnato un solco tra il passato e il presente, costruendo solide basi per il futuro.

Da lì in poi è un monologo serbo, nel 2° set Djokovic vendica la rimonta subita in apertura e piazza un doppio 6-4 che mette in ginocchio Berrettini e indirizza l’incontro: l’azzurro si affida al servizio, ma quando Nole lo invita allo scambio non c’è partita. Il 4° ed ultimo set equivale ad una sorta di passarella per il futuro vincitore che dopo quasi 3 ore e mezza di partita riesce finalmente a conquistare l’anfiteatro inglese con alcuni colpi da maestro che mettono il punto esclamativo sulla competizione e costringono Matteo a mollare i remi in barca. L’ennesimo errore non forzato di Berrettini regala il break decisivo a Nole che ringrazia e chiude 6-4, 6-4, 6-3. Volevamo la storia, è stata scritta ugualmente, peccato che la penna l’abbia messa l’avversario. Ad maiora Matteo.

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