29 marzo 1997, Vieri sigla il 1000° gol dell’Italia: ora Spalletti al valzer attaccante

27 anni fa Christian Vieri entrava nella storia dell'Italia, siglando il gol numero 1000 del nostro Paese e bagnando con uno splendido centro il proprio esordio con gli Azzurri: da quel 29 marzo 1997 ad oggi sono passati in Nazionale tanti attaccanti, con Spalletti ora chiamato a scegliere per Euro 2024

Mattia Gruppioni
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In una fredda sera di fine marzo, in quel di Trieste, ormai 27 anni fa Christian Vieri segnava il gol numero 1000 della Nazionale italiana di calcio: all’esordio con la maglia dell’Italia, al centravanti – all’epoca in forza alla Juventus di Marcello Lippi – bastarono la bellezza di 49 minuti di gioco per siglare il primo, storico, centro con la nostra casacca azzurra. Un centro, tra le altre cose, passato alla storia appunto.

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Si giocava allo stadio Nereo Rocco di Trieste la partita di qualificazione ai Mondiali francesi del 1998 contro la Moldavia, poi annichilita col netto punteggio di 3-0, ma ad interessare a distanza di 27 anni alla cronaca quotidiana è quel gol messo a segno di sinistro, sotto l’incrocio, da parte di Vieri. Nell’anno successivo presenziarono poi agli Europei attaccanti del calibro di Alessandro Del Piero e Filippo Inzaghi, senza dimenticare poi l’iconico Enrico Chiesa ed il Divin Codino Roberto Baggio, per finire con lo stesso Vieri e, dulcis in fundo, quel Moriero tuttofare lungo l’arco offensivo del CT Cesare Maldini.

Vieri, Italia @X
Vieri, Italia @X

Ma perché, rispetto ai giorni nostri, il gol di Vieri risulterebbe ancora tanto attuale? Oltre ad aver segnato un’epoca, quel magico sinistro infilatosi tra il palo e la traversa del portiere avversario potrebbe in qualche modo aver rappresentato il lento declino – con le dovute proporzioni – di un periodo in cui, di certo, nessun CT dell’Italia avrebbe faticato – come probabilmente si troverà a fare il povero Luciano Spalletti nei prossimi mesi – a comporre l’attacco dei sogni. In mezzo il Mondiale 2006 e l’Europeo 2020, ma l’interrogativo non può che essere uno: chi guiderà l’Italia del futuro?

Spalletti modella l’Italia: testa a testa Retegui-Scamacca

Dalla Germania alla Germania quindi, con un lasso temporale in mezzo di ben 18 anni ed anche un Europeo portato a casa: ma se da una parte a guidare il reparto avanzato del CT Lippi comparivano nomi come quelli di Luca Toni ed Alberto Gilardino, passando per l’evergreen Totti e gli outsider Antonio Iaquinta e Filippo Inzaghi, dall’altra per il prossimo impegno ufficiale della Nazionale il commissario tecnico Spalletti dovrà contare su profili non ancora affermati a tali livelli.

Ecco quindi che l’Italia ed il proprio staff tecnico scioglieranno le riserve su chi sarà il titolare tra Mateo Retegui e Gianluca Scamacca solo a ridosso della fine della stagione, valutando chi starà meglio tra i due al termine delle esperienza annuali con le maglie di Genoa ed Atalanta. In questo momento l’attaccante oriundo sembra essere in netto vantaggio dopo la doppietta messo a referto contro il Venezuela, ma l’ex Sassuolo ha i colpi in canna per riempire l’area di rigore e togliere il coniglio dal cilindro quando meno ce lo si aspetta.

Mateo Retegui, Italia*
Mateo Retegui, Italia*

Il problema di Scamacca risulta essere la continuità di rendimento e prestazioni, con Retegui che, al contrario, rappresenta una certezza da questo punto di vista: il numero 19 del Grifone ha infatti realizzato finora in Serie A 6 centri, giocando però 22 delle 30 partite fin qui in calendario e per la squadra che ha il quarto peggior dato per occasioni pericolose nel massimo campionato italiano. Una produzione offensiva, quella della formazione di Gilardino, che non mette pienamente in risalto le doti di Retegui, ma col centravanti che ha risposto presente quando chiamato a rispondere coi fatti.

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Vieri un lontano ricordo: Spalletti all’usato garantito?

Il 29 marzo 1997, tornando agli albori del nostro editoriale, Christian Vieri siglava il 1000° gol per la Nazionale italiana: da quel momento, in 27 anni, la stessa ha collezionato nel frattempo ulteriori 488 centri, per un totale di 1488 in quasi 114 anni dalla prima partita. Numeri importanti, con la squadra del nostro Paese che ha avuto una media superiore in termini di realizzazione a partita negli ultimi 27 anni trascorsi da quello storico centro di Vieri: se dal 1910 al 1997 si viaggiava ad un ritmo di circa 12 centri annuali, da quella sera di Trieste ad oggi la media si è alzata a 18.

Numeri confortanti oltre che importanti, ma che soprattutto non potranno che aumentare il peso e la pressione nei confronti di chi rappresenterà l’Italia sotto la guida di Spalletti ai prossimi Europei: ecco perché il CT della Nazionale potrebbe affidare le chiavi dell’attacco ancora una volta all’usato garantito Ciro Immobile – nonostante il capitano della Lazio non sempre abbia avuto gran feeling con gli Azzurri – o al talento di Giacomo Raspadori, conosciuto nell’anno dello Scudetto a Napoli e probabilmente la seconda chiave di lettura alle spalle di una prima punta di peso.

Luciano Spalletti, CT dell'Italia*
Luciano Spalletti, CT dell’Italia*

Due giocatori diversi, ma funzionali per l’Italia che potrà essere: tra chi attaccherà la profondità e chi legherà il gioco, attenzione poi alle carte jolly a disposizione di Spalletti. Non vanno infatti dimenticati né Moise Kean né tantomeno Lorenzo Lucca, al quale il CT dell’Italia avrebbe dato volentieri chance da titolare nella seconda delle ultime due amichevoli disputate negli USA: e chissà che proprio un esordiente a sorpresa – o perché no un nome sottovalutato, dipende dai punti di vista – come fu per Christian Vieri il 29 marzo di 27 anni fa, non possa fare le fortune della Nazionale.

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