🕺 Allenatori ballerini: dalla Juventus al Liverpool, la danza delle panchine

A due mesi dal termine della stagione, è ufficialmente iniziato il valzer degli allenatori: dalla Juventus al Liverpool, la prossima estate preannuncia diversi cambi di panchina

Redazione
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L’attuale stagione è ufficialmente entrata nel momento clou, con il rush finale che condurrà ai vari trofei in palio. Squadre attese da due mesi infuocati, cruciali per il proprio destino, che conosceranno solamente a fine maggio. Archiviato il discorso campionati e competizioni internazionali, spazio all’Europeo 2024, la grande manifestazione estiva di questa estate.

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Nessuna pausa, con un’estate che si preannuncia ricchissima di spostamenti anche per ciò che riguarda i vari club. Valzer che coinvolgerà non solo i giocatori ma anche gli allenatori, con diversi cambi di panchina all’orizzonte. Un’estate che si presenta molto piccante dunque, anche in virtù della presenza di EURO 2024, con la rassegna continentale che contribuirà a rendere le operazioni ben più accese e frenetiche.

Riflettori puntati soprattutto in Serie A, dove Juventus e Napoli sono alla ricerca della propria identità perduta. Estate movimentata anche all’estero, dove tengono banco le situazioni di Barcellona e Liverpool su tutti, ma con una certa attenzione alla possibile evoluzione della panchina del Bayern Monaco.

Daniele De Rossi, tecnico della Roma*
Daniele De Rossi, tecnico della Roma*

La nuova generazione investe la Serie A

L’esonero di José Mourinho, arrivato a gennaio 2024, ha ridato nuova linfa alla Roma, ristabilitasi sotto la guida di Daniele De Rossi. La freschezza portata dall’ex centrocampista ha permesso ai giallorossi di risalire la classifica in Serie A, nonché di riacquisire consapevolezza nei propri mezzi. E questo cambio di rotta, almeno ad oggi, ha dato i suoi frutti. I capitolini sono pienamente dentro l’Europa League e hanno rimesso la zona Champions a portata di tiro.

De Rossi è il simbolo della nuova generazione di allenatori stabilitasi in una Serie A alla ricerca del progresso tecnico e gestionale. A meno di colpi di scena dell’ultimo minuto, è lecito attendersi una Roma con DDR in panchina anche il prossimo anno. Chi invece cambierà i rispettivi condottieri saranno Juventus, Fiorentina e Napoli.

La giovine Juve

Tre anni complicati per una Juventus lontana parente della squadra abituata divorare il campionato italiano. Il secondo ciclo di Massimiliano Allegri, partito sotto i migliori auspici, si è rivelato fallimentare, con zero trofei sollevati dal 2021 a questa parte. Score non da Juve, che obbliga la società a compiere delle serie valutazioni in vista della prossima stagione.

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La Vecchia Signora ha accarezzato il sogno Scudetto per diversi mesi, prima di cedere definitivamente il passo a un’Inter nettamente più forte, certificando la conclusione dell’avventura di Max. Il futuro di Allegri è sempre più lontano dalla Juventus, e i bianconeri sono fra i principali candidati a cambiare guida tecnica in estate. Il piano di svecchiamento intrapreso da Cristiano Giuntoli si rifletterà inevitabilmente anche sulla panchina.

Thiago Motta, tecnico del Bologna*
Thiago Motta, tecnico del Bologna*

La giovine Juve che nascerà la prossima estate dovrebbe vedere l’avvicendamento alla guida tecnica. Dunque, Allegri destinato a cambiare aria, per lasciare spazio a un allenatore di belle speranze, già pronto per una piazza ambiziosa come Torino. Tutte le strade portano a Thiago Motta, architetto di un Bologna in pieno lotta per entrare in Champions League.

Giovane, determinato e, per l’appunto ambizioso, l’italo-brasiliano sembra il profilo giusto per questa Juventus troppo lontana dagli standard abituali. Anche l’ipotesi Conte rimane in piedi, ma alla Continassa si respira aria di cambiamento totale, irreversibile, che non contempla le minestre riscaldate.

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Un Napoli Italiano?

E se in casa Juve si respira aria di rivoluzione, anche il Napoli dovrà avviare un processo di ristrutturazione, dopo l’annata deludente condotta quest’anno. I partenopei si sono sgonfiati dopo la roboante vittoria dello Scudetto, esponendosi a un inesorabile e drammatico crollo mentale e tattico. A Rudi Garcia è è seguita l’infelice gestione di Walter Mazzarri, esonerato anch’egli per lasciare spazio a Francesco Calzona.

Nonostante il buon inizio del CT della Slovacchia, condito dal successo ai danni della Juve, i campioni d’Italia non hanno mai convinto del tutto, denotando un’insicurezza e una fragilità di fondo, come dimostrato dallo 0-3 subito al Maradona contro l’Atalanta. Anche la scelta di Calzona non ha convinto fino in fondo e lo stesso De Laurentiis è chiamato all’inversione di tendenza, a cominciare dalla panchina.

Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina*
Vincenzo Italiano, tecnico della Fiorentina*

Se è vero che il Napoli venderà Osimhen, il patron avrà da ricomporre anche il reparto offensivo e assicurarsi un attaccante in grado di trascinare la squadra. In un contesto di questo tipo, l’allenatore risulta un tassello chiave nello scacchiere partenopeo. ADL potrebbe cogliere l’occasione Vincenzo Italiano, in procinto di lasciare la Fiorentina la prossima estate.

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Il mister nativo di Karlsruhe compierebbe un notevole salto di qualità, unita però a una pressione non indifferente. Napoli ha la fama di piazza ambiziosa ed impaziente, che non lascia spazio a errori. Dall’altra parte, Italiano ha spesso peccato di concretezza, fermandosi sul più bello, come in finale di Conference League 2023, sconfitto dal West Ham in zona Cesarini.

Fiorentina, incognita europea

Con Italiano corteggiato dal Napoli e avviato verso il divorzio da Firenze, anche la Fiorentina dovrà adottare delle contromisure adeguate. Il progetto viola, avviato dal compianto Joe Barone e sviluppatosi proprio con l’attuale mister, necessita di una continuità. In tal senso, la dirigenza gigliata avrà una responsabilità non da poco, in modo tale da garantire alla Viola la permanenza nelle zone alte della Serie A.

Il grande obiettivo della Fiorentina è la Conference, sfuggita all’ultimo atto nella precedente annata. In questo caso, i viola avrebbero il posto garantito alla prossima Europa League. Ecco perché il capoluogo toscano necessita di un allenatore pronto da subito, capace di reggere la pressione, così da proseguire sulla scia di risultati conseguiti da Italiano. Alberto Aquilani e Raffaele Palladino sono i due profili maggiormente abbordabili economicamente, benché, per entrambi si tratterebbe di un salto notevole.

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Pioli, Milan @livephotosport
Pioli, Milan @livephotosport

Milan che fai?

Juventus, Napoli e Fiorentina si candidano a recitare un ruolo da protagonisti nel prossimo mercato, specie per ciò che riguarda la guida tecnica. Ma il discorso relativo a un eventuale cambio di allenatore non esula altri club di prima fascia, come il Milan. L’ambiente rossonero è immerso in un vortice dettato da un astio, nemmeno troppo velato, di una buona fetta di tifosi verso Stefano Pioli.

Il mister del Diavolo, secondo in classifica, ha ricevuto svariate critiche in diversi momenti, specialmente per la distanza dall’Inter capolista. Per difendere il proprio posto anche in vista della prossima stagione, Pioli ha però la carta Europa League, in cui il Milan è una delle favorite. Anche i rossoneri hanno messo gli occhi su Vincenzo Italiano, fra i pezzi pregiati di questa Serie A, lato panchine.

Klopp lascia, dentro De Zerbi?

Estate che si preannuncia incandescente anche all’estero, dove la vera bomba della stagione è stata sganciata da Jurgen Klopp, e dal suo annuncio di addio al Liverpool a fine anno. Si libera una delle panchine più ambite del pianeta e questo ha, inevitabilmente, scatenato un effetto dominio che potrebbe portare a uno stravolgimento totale all’interno delle dinamiche estere, inglesi e non solo.

Klopp, Liverpool
Klopp, Liverpool @Twitter

Per ora, l’unica certezza in Premier League è un avvicendamento sulla panchina del Liverpool, che potrebbe salutare nel migliore dei modi il proprio allenatore. Difatti, la vittoria della Coppa di Lega, ottenuta contro il Chelsea, potrebbe essere seguita da altri trofei. Primo su tutti, la Premier League, Klopp ha approfittato del big match City-Arsenal proprio per allungare sulle due inseguitrici.

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Non di meno, il Liverpool è lanciato anche in Europa League. I Reds sono attesi da un ostico doppio confronto contro l’Atalanta ai quarti di finale. Nonostante ciò, gli albionici rimangono i grandi favoriti per la vittoria finale della manifestazione, il che consegnerebbe a Klopp una sorta di Treble, per il più commovente e indimenticabile degli addii.

Dopo quest’annata che è incanalata nei binari giusti per diventare storica, il Liverpool dovrà voltare totalmente pagina, per inaugurare un nuovo ciclo di vittorie, in particolare in patria, e onorare nel migliore dei modi il lavoro svolto da Klopp. Chi ha riscosso particolare successo in Inghilterra è Roberto De Zerbi, protagonista del miracolo Brighton, conducendo i Seagulls agli ottavi di finale di Europa League.

Il calcio spregiudicato portato in Inghilterra dal mister bresciano, sono valsi gli elogi di diversi addetti ai lavori, fra cui altri allenatori del calibro di Guardiola e proprio di Klopp. Inoltre, lo stile di gioco dell’ex Sassuolo non appare complicato da incastrarsi in una squadra come il Liverpool, che è solita adottare il pressing alto, volto a recuperare velocemente il pallone, per poi verticalizzare repentinamente.

Roberto De Zerbi, Brighton
Roberto De Zerbi, Brighton @livephotosport

Nonostante l’inesperienza, De Zerbi ha mostrato delle buone qualità anche per giocarsela ad alti livelli. Liverpool non è una piazza semplice, a maggior ragione per il successore di un mostro sacro come Jurgen Klopp.

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Chelsea e United, calvario senza fine

I punti interrogativi in Premier League non sono limitati al solo Liverpool. Difatti, le incognite inerenti alla prossima estate riguardano anche panchine blasonate come Manchester United e Chelsea, entrambe immerse nell’ennesima stagione calvario, ben lontane dalle posizioni di vertice a cui sono abituate.

Se però i Red Devils sono comunque al sesto posto in classifica, comunque in piena corsa per entrare nelle competizioni europee, a Stamford Bridge si respira un clima ben più pesante. Il Chelsea staziona a metà classifica, in un anonimo 12° posto, con lo spogliatoio dei Blues che ha ormai girato le spalle al tecnico Mauricio Pochettino, il cui futuro sarà lontano da Londra.

Bayern Monaco e Barcellona: giganti dai piedi d’argilla

Estate di calciomercato piccante anche per quello che riguarda le panchine di Bayern Monaco e Barcellona. Due superpotenze del calcio europeo destinate a imbastire una rivoluzione in piena regola, ancor più netta di quelle vissute finora. In particolare, i bavaresi potrebbero concludere senza nessun trofeo per la prima volta dopo undici anni.

L’avvento del sorprendente Bayer Leverkusen di Xabi Alonso ha detronizzato il colosso bavarese, incapace di fornire un’adeguata resistenza ai nuovi sfidanti, nonostante l’arrivo del bomber Harry Kane. La crisi del Bayern Monaco è culminata con la separazione da Tuchel, che lascerà la panchina dei campioni uscenti in estate.

Thomas Tuchel, tecnico del Bayern Monaco*
Thomas Tuchel, tecnico del Bayern Monaco*

In realtà, il Bayern possiede ancora la carta Champions League da giocarsi come redenzione a sorpresa. Ma l’eventuale successo nella massima competizione continentale appare molto utopistico come obiettivo, specialmente per una squadra slegata mentalmente, ben lontana dalla disciplina che caratterizza il mondo tedesco. Esattamente come i bavaresi, anche il Barcellona ha dovuto abbandonare le velleità di titolo, per una Liga che viaggia in direzione Madrid.

I blaugrana conservano anch’essi la speranza di poter sollevare la Champions League, benché la presenza di contendenti maggiormente attrezzate, rende molto complicato quest’ultimo eventuale scenario. E proprio come il Bayern, anche in Catalogna si respira aria di cambiamento. In attesa di completare il nuovo Camp Nou, il Barcellona si prepara a inaugurare un nuovo corso.

Dopo il campionato conquistato l’anno scorso, anche l’avventura di Xavi sembra essersi esaurita. L’ex leggenda blaugrana ha deciso di alzare bandiera bianca, anche se le ultime prestazioni del Barcellona potrebbero clamorosamente ribaltare gli scenari. Possibilità che appare comunque remota. La fragilità mentale ed emotiva non lascia troppo spazio a eventuali colpi di scena o dietrofront.

L’ultima parola non è ancora detto. Finché non arriverà la firma, nero su bianco, ogni porta rimane ancora aperta. Ma è abbastanza evidente che Bayern Monaco e Barcellona ricominceranno da zero. Nuovi condottieri, con i blaugrana che sognano Mourinho, mentre i teutonici potrebbero concretizzare una clamorosa strada Conte.

Xavi, allenatore del Barcellona
Xavi, allenatore del Barcellona @livephotosport

Panchine girevoli

Il tempo è tiranno. Nonostante l’annata 2023/24 si avvi a entrare in un rush finale da brividi, le varie società non intendono aspettare e hanno già iniziato a muoversi sul fronte mercato. Per la prima volta dopo diversi anni, a canalizzare l’attenzione non saranno i calciatori ma gli allenatori. E non solo in Serie A, dove peraltro la rivoluzione sarà piuttosto ampia e, presumibilmente, anche generazionale.

La presenza di panchine come Liverpool, Barcellona e Bayern Monaco alla ricerca di un proprietario renderanno le operazioni ulteriormente frenetiche ed estremamente accurate. La presenza dell’Europeo, in concomitanza con l’apertura del mercato, complicherà ulteriormente lo svolgimento delle trattative. Ragion per cui, i club coinvolti hanno preferito giocare d’anticipo, anche per evitare brutte sorprese in extremis.

La stagione non è ancora terminata ma il toto allenatori ha già preso il via, come antipasto a un’estate ricca di impegni, che preparerà le contendenti anche al nuovo format della Super Champions, la prima a 36 squadre. Perciò il tempo reciterà un ruolo chiave nel delineamento delle panchine.

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