L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia compie 81 anni nel 2026, portandosi dietro una convinzione radicata: che la memoria della Resistenza non sia un museo, bensì una pratica viva. Molti credono che il lavoro dell'ANPI si limiti a commemorazioni e marce ufficiali. In realtà, il Patronato svolge attività concrete di tutela, ricerca e trasmissione che toccano aspetti poco visibili al pubblico generale, dalle vertenze legali dei superstiti alle dispute per il riconoscimento delle vittime civili.
L'ANPI nasce nel 1944, durante la lotta partigiana stessa, e conta oggi circa 40 mila iscritti distribuiti su tutto il territorio nazionale. Il Patronato, struttura specifica dell'associazione, opera in particolare nella consulenza ai partigiani per pratiche pensionistiche, indennizzi e riconoscimenti formali. Nel 2025 e 2026 l'associazione ha concentrato i suoi sforzi su tre assi principali: la digitalizzazione degli archivi storici, la formazione dei giovani attraverso laboratori didattici e la mappatura dei luoghi simbolici della Resistenza nelle diverse regioni. Il momento migliore per seguire queste iniziative è proprio il biennio che precede l'anniversario, quando più sezioni locali avviano progetti specifici.
Le attività concrete del Patronato si articolano attorno a quattro poli: innanzitutto il Centro di documentazione storica, dove volontari qualificati catalogano testimonianze orali, fotografie e documenti originali dai partigiani e dalle loro famiglie. Secondo, i laboratori nelle scuole superiori e università, che portano ricercatori ANPI a discutere la Resistenza non come narrazione unica, ma come fenomeno complesso con protagonisti di diversi orientamenti politici. Terzo, i percorsi tematici nelle città: visite guidate che collegano monumenti, lapidi e vecchi rifugi, ricostruendo la topografia della lotta clandestina. Infine, il lavoro di sportello, dove il Patronato assiste partigiani anziani e loro eredi nelle rivendicazioni di diritti pensionistici ancora non risolti, una pratica meno glamour della storia ma cruciale per la dignità materiale di chi ha combattuto.
Come seguire le attività del Patronato ANPI
- Contatta la sezione locale ANPI della tua provincia: il sito nazionale fornisce l'elenco completo e gli orari di ricevimento presso gli sportelli.
- Iscrizione ai laboratori didattici: molte sezioni offrono seminari gratuiti su tematiche specifiche della Resistenza, aperti a studenti e insegnanti.
- Partecipazione ai percorsi storici: le escursioni guidate nelle zone di guerra partigiana si intensificano tra aprile e giugno, quando le condizioni meteo facilitano gli spostamenti.
- Accesso agli archivi digitali: il progetto di digitalizzazione è ancora in corso, ma diverse sezioni hanno già reso consultabili online fondi documentari importanti.
- Volontariato attivo: il Patronato ricerca continuamente persone disposte a afiancare i ricercatori nella catalogazione e nel contatto con i testimoni anziani.
Il 2026 rappresenta un snodo cruciale: non solo ricorre l'81esimo anniversario, ma anche i superstiti della Resistenza, ormai ultra-novantenne o centenari, divengono sempre più rari. Il Patronato ANPI ha accelerato la raccolta di testimonianze dirette e la messa in sicurezza dei loro patrimoni personali prima che vadano persi. Chi vuole contribuire a questa memoria collettiva può farlo non aspettando eventi istituzionali, ma bussando alle porte degli sportelli locali.
