Nei giorni che precedono la Pasqua, la Corale “Maria Elisa Di Fatta” dell’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo propone alla comunità l’esecuzione dello Stabat Mater di Joseph Gabriel Rheinberger, op. 138, sotto la direzione del Maestro Ildebrando D’Angelo.

Non si tratta di un concerto, ma di un gesto che si inserisce nel cammino spirituale della Quaresima. Un momento che nasce per accompagnare la comunità dentro il mistero della Passione, là dove il silenzio diventa ascolto e la musica si fa preghiera condivisa. L’iniziativa si colloca al termine delle celebrazioni liturgiche, come naturale prolungamento della riflessione e della contemplazione, offrendo a ciascuno la possibilità di sostare interiormente davanti al mistero del dolore e dell’amore.

Lo Stabat Mater è una delle pagine più intense della tradizione sacra. Il testo, attribuito a Jacopone da Todi, racconta il dolore della Madre ai piedi della croce. Nel corso dei secoli ha attraversato la storia della musica, dando voce a un sentimento universale, che non appartiene soltanto alla dimensione religiosa, ma tocca le corde più profonde dell’esperienza umana. Rheinberger, con la sua scrittura essenziale e intensa, riesce a restituire tutta la forza di questo testo, trasformandolo in un percorso musicale che invita al raccoglimento e alla meditazione.

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La proposta della Corale “Maria Elisa Di Fatta” si inserisce in questo solco. Non è pensata per stupire o per intrattenere, ma per accompagnare. Non cerca applausi, ma silenzio. Non vuole essere evento, ma esperienza. Le voci si intrecciano in una dimensione che va oltre l’esecuzione, diventando strumento per entrare in relazione con il mistero che la Quaresima ci consegna. Sotto la guida del Maestro Ildebrando D’Angelo, la Corale ha preparato questo momento con cura e dedizione, lavorando non solo sulla precisione musicale, ma soprattutto sulla profondità espressiva. Ogni nota è pensata come parola, ogni passaggio come gesto, ogni armonia come spazio in cui l’ascoltatore possa riconoscersi. In questo lavoro si riflette l’identità stessa dell’Associazione Siciliana Musica per l’Uomo, che da sempre vive la musica come strumento di crescita, di relazione, di condivisione.

L’iniziativa si articolerà in tre appuntamenti, pensati per coinvolgere diverse comunità e offrire più occasioni di partecipazione. Il primo momento si terrà il 27 marzo 2026 alle ore 19.00, presso la Chiesa di San Francesco a Cefalù. Il secondo appuntamento è previsto per il 29 marzo 2026 alle ore 19.30, nella Chiesa di Sant’Agata a Cefalù. Il terzo si svolgerà il 3 aprile 2026 alle ore 15.45, presso la Parrocchia di Sant’Ambrogio.

In ciascuna di queste occasioni, lo Stabat Mater sarà proposto al termine della celebrazione liturgica, come segno di contemplazione e di preghiera. Un modo semplice e profondo per sostare insieme, lasciandosi guidare dalla musica in un tempo che invita alla riflessione. C’è qualcosa di particolarmente significativo in questa proposta. In un tempo in cui tutto tende a diventare veloce, immediato, consumabile, scegliere di fermarsi ad ascoltare significa compiere un gesto controcorrente. Significa riconoscere che ci sono esperienze che non possono essere affrettate, che hanno bisogno di tempo, di silenzio, di attenzione. La musica sacra, in questo senso, diventa spazio privilegiato in cui ritrovare un ritmo diverso, più umano, più autentico.

La Corale “Maria Elisa Di Fatta” si fa così presenza discreta ma significativa, capace di accompagnare la comunità in questo tratto di cammino. Non si pone al centro, ma si mette a servizio. Non si impone, ma si offre. Ed è proprio in questa discrezione che si coglie il valore più profondo dell’iniziativa: un invito a vivere la Quaresima non come un tempo da attraversare, ma come un tempo da abitare.

Lo Stabat Mater diventa allora una soglia. Una soglia tra il rumore e il silenzio, tra l’esterno e l’interiorità, tra la fretta e l’attesa. Attraversarla significa lasciarsi toccare, anche solo per un momento, da qualcosa che resta. E’ forse è proprio questo il dono più grande che la Corale vuole offrire alla comunità: non un’esecuzione, ma un’esperienza. Non un evento, ma un cammino condiviso. Un cammino che conduce, passo dopo passo, verso la Pasqua.