Se confronti il climatizzatore A++ che hai visto nel negozio nel 2015 con uno nuovo classe A del 2024, il secondo consuma meno energia. Non è una sorpresa: l'Unione Europea ha cambiato le regole di valutazione nel gennaio 2021. I parametri di prova sono diventati più severi. La vecchia scala A-G è stata sostituita con A-G dove A rappresenta l'eccellenza contemporanea, non quella di dieci anni fa. Un A++ di ieri non regge il confronto con un A di oggi in termini di efficienza reale.
Perché la classe è cambiata
La nuova etichetta europea è più onesta. Nel vecchio sistema, la maggior parte dei climatizzatori moderni si concentrava tra A++ e A+++, rendendo difficile capire quale scegliere davvero. Oggi, la classe A corrisponde a una soglia di consumi mediani ben definita: un climatizzatore riceve classe A se il suo indice di efficienza energetica stagionale (SEER) raggiunge il 125% dello standard minimo europeo richiesto.
I parametri di prova sono diventati più stringenti perché ora la valutazione simula condizioni climatiche realistiche, inclusi periodi di accensione e spegnimento intermittenti, non solo il funzionamento a potenza costante.
I consumi orari: A++ vecchio contro A nuovo

Un climatizzatore split monoblocco da 12.000 BTU (3,5 kW di capacità) della categoria A++ datato 2015 consumava mediamente 1,35-1,45 kWh all'ora in modalità raffreddamento nominale, nelle prove di laboratorio. In condizioni domestiche reali, con il termostato modulato tra 20 e 28 gradi, il consumo orario era 0,9-1,1 kWh.
Un climatizzatore della stessa capacità classe A nel 2024 consuma tra 0,75 e 0,95 kWh all'ora in prova, scendendo a 0,6-0,8 kWh in uso domestico intermittente. La differenza dipende dalla qualità del modello, dalla marca, dal range tecnologico scelto.
In cifre pratiche: il vecchio A++ necessita di 45-55 kWh per una settimana estiva di raffreddamento continuo (8 ore al giorno). Il nuovo A scende a 35-45 kWh. Non è uno scatto enorme, ma è misurabile.
La bolletta estiva: il calcolo vero
Supponiamo di utilizzare il climatizzatore per tre mesi (90 giorni), 6 ore al giorno in media (caso di una famiglia che lo accende dal pomeriggio alla sera). Il vecchio A++ di vent'anni fa assorbe circa 585 kWh nel periodo.
Il nuovo A assorbe circa 450 kWh.
La differenza: 135 kWh risparmiati. Se il costo dell'energia elettrica è 0,25 euro per kWh (dato realistico a inizio 2024), il risparmio è 33-34 euro per una stagione estiva. Moltiplicato per 10 anni di utilizzo, diventa 330-340 euro di taglio sui costi energetici.
Se il tuo vecchio A++ consuma ancora, sostituirlo non ti arricchisce in tre mesi. Ma se lo tieni per altri dieci anni, il risparmio accumula.
Quando conviene davvero cambiare
Se il tuo climatizzatore A++ ha più di otto anni, è sensato valutare la sostituzione. Non solo per i consumi: gli apparecchi invecchiano. La resistenza termica aumenta, i compressori perdono efficienza, i refrigeranti fuoriescono lentamente.
Un apparecchio nuovo A assorbe meno rispetto al vecchio A++ non solo per la tecnologia migliore, ma perché funziona ancora al massimo della sua capacità di scambio termico.
Se il climatizzatore è rotto e la riparazione costa più di 200-250 euro, conviene acquistarne uno nuovo. Se funziona ancora bene, non buttarlo: puoi aspettare ancora due o tre anni e fare il cambio quando sarà veramente logoro.
Come leggere la nuova etichetta
Sulla nuova etichetta europea, cerca il dato SEER (Seasonal Energy Efficiency Ratio), espresso in kW raffreddato per kW consumato. Un SEER di 5,0 significa che per ogni kWh consumato, raffreddisci 5,0 kWh di ambienti. Più alto, meglio è.
Un climatizzatore classe A ha SEER tra 4,6 e 5,1. Un A++ vecchio, se ri-valutato con i nuovi standard, scenderebbe a SEER 3,8-4,2.
Non confrontare mai il vecchio A++ con il nuovo A++ sulla carta. Sono scale diverse. Confronta il nuovo A con il tuo apparecchio attuale, indipendentemente dalla classe scritta sulla sua etichetta.
Il primo check che puoi fare oggi
Guarda il telecomando del tuo climatizzatore. Se è un modello degli anni 2010-2016, probabilmente è A++ o A+. Se funziona ancora e raffreddato bene, continua a usarlo.
Se noti che il consumo è salito (vedere sulla bolletta ENEL una spesa estiva per il raffreddamento notevolmente superiore a tre anni fa, pur usando lo stesso numero di ore), il compressore probabilmente sta invecchiando. Puoi chiedere a un tecnico di controllare la pressione interna del refrigerante.
Se il tecnico ti consiglia di ricaricare il gas, spendi 80-120 euro. Se il gas rifugge ogni anno, il circuito perde: in quel caso, spendere 450-600 euro per un nuovo A ha senso nei tre anni successivi.
Accedi al manuale dell'apparecchio (cerca il numero di modello su internet). Troverai il consumo nominale indicato in watt. Moltiplica per le ore giornaliere d'uso medie: se il risultato è una bolletta estiva che supera i 100 euro in più rispetto ai tre anni precedenti, il cambio inizia a convenire.
La scelta del nuovo apparecchio
Non tutti gli A sono uguali. Un A di marca premium (Daikin, Mitsubishi, Fujitsu) costa 500-900 euro di listino e ha SEER 5,0-5,5. Un A di marca minore costa 300-500 euro e ha SEER 4,7-4,9. La differenza di consumo orario è piccola (0,05-0,1 kWh), ma il comfort acustico e la durata cambiano significativamente.
Scegli in base al numero di ore di utilizzo annuale. Se la stagione di raffreddamento è breve (maggio-settembre, 4-5 mesi) e usi 6 ore al giorno, il risparmio di 150-180 euro all'anno con il modello premium giustifica il prezzo più alto solo se lo tieni dieci anni. Se il clima della tua zona è molto caldo e usi 10-12 ore al giorno, il payback è più veloce: 6-7 anni.
Regolazione concreta da fare oggi
Se hai un climatizzatore A++ e scegli di non cambiarlo ancora, riduci i consumi con tre azioni immediate.
Primo: fissa il termostato a 26-27 gradi di giorno (non 23). Ogni grado scende sottodimanda aumenta i consumi del 5-8%. Metti il piede a 24-25 gradi nelle ore notturne se dormi male al caldo.
Secondo: accendi la modalità "eco" o "smart" se disponibile. Il compressore funzionerà con modularità, non a potenza costante, e il consumo orario scenderà di 0,15-0,25 kWh.
Terzo: pulisci il filtro dell'unità interna ogni due settimane. Un filtro intasato costringe il motore a lavoare più tempo per raffreddare la stanza. Una pulizia semplice (acqua tiepida, niente prodotti aggressivi) allunga la vita dell'apparecchio e abbassa la bolletta di 0,10-0,20 kWh settimanali.
