🎆 La Dea Atalanta, a Liverpool è storia: il “dentista” Gasperini incarta Klopp

Mai così Dea come nella serata di Anfield l'Atalanta, che rifila un clamoroso 0-3 al Liverpool e scrive un'altra pagina di storia memorabile: il "dentista" Gasperini surclassa Klopp sotto tutti i punti di vista, in una gara che ha dato tantissimi spunti di riflessione

Lorenzo Zucchiatti
17 Minuti di lettura
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Più che una semplice pulizia, è stata un’estrazione di un molare senza anestesia quella operata dal “dentista” Gasperini ai danni di Klopp nella notte di Anfield. Ci aveva visto lungo Guardiola, quando paragonò l’Atalanta proprio ad una seduta dal temuto igienista dentale, cosa avvalorata anche dallo stesso allenatore del Liverpool nella presentazione della gara.

“Giocare contro l’Atalanta è come andare dal dentista? Sì, probabilmente è vero, ma anche farlo contro di noi può esserlo”. E invece la Dea è saltata direttamente alla parte in cui la mamma ti comprava il gelato proprio perché avevi fatto il bravo sotto i ferri, in una partita che ha seguito l’onda dello spettacolo che la Champions League aveva offerto nei due giorni precedenti.

Mai come in quest’occasione Koopmeiners e compagni hanno assunto le sembianze di una Dea, in grado di incassare i colpi inferti dai Reds e sfruttare cinicamente le occasioni avute. A Liverpool si è fatta la storia, con la consapevolezza che c’è però una semifinale di Europa League ancora da conquistare. Gasperini cesella l’ennesima impresa alla guida dell’Atalanta, in una gara in cui ha surclassato la corazzata di Klopp.

Esultanza Atalanta
Esultanza Atalanta*

Il coraggio delle idee

Parliamoci chiaro, nessuno dotato di buon senso dava più del 10-15% di possibilità di passaggio del turno una volta che l’urna di Nyon aveva accoppiato Gasperini con il Liverpool, con la gara d’andata ad Anfield pronta a sentenziare subito. L’enorme occasione di Pasalic al 3′ invece, con Kelleher che para di faccia la conclusione ravvicinata, dà due sensazioni: l’Atalanta non è qui per ammirare la bellezza di questo stadio ma per giocare una partita vera; la “Dea” bendata non è forse dalla parte dei bergamaschi.

Niente di più sbagliato, perché dopo l’erroraccio a tu per tu con Musso di Nunez, criticatissimo da tifosi e stampa inglese, e il sinistro a giro di Elliot che colpisce traversa e palo, l’Atalanta punisce con Scamacca, con la complicità di Kelleher, in una serata che diventerà magica per lui. Il fortino dell’Atalanta si compatta ad inizio ripresa per incassare la furia di un Liverpool ferito, per poi colpire di nuovo col bomber italiano e con il solito Pasalic.

Al di là di qualche episodio fortunato, che serve nel calcio come nella vita, ieri ha vinto il coraggio delle idee di un Gasperini che si è presentato a Liverpool imponendo il proprio gioco, non snaturandosi, dichiaratamente in cerca della vittoria e non di uno 0-0 fortunoso che rimandasse il tutto entro le mura amiche. Che i Reds, complice una Premier in ballo, possano aver sottovalutato l’impegno è possibile, ma la debacle di Klopp è stata totale.

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Gian Piero Gasperini, Atalanta
Gian Piero Gasperini, Atalanta @Twitter

Il lavoro sugli esterni, fiore all’occhiello di Gasperini, è stato perfetto, con Zappacosta spesso libero di agire e trovare l’assist nel primo gol. Un centrocampo che, con Ederson e Koopmeiners, è da considerarsi uno dei più completi d’Europa. E se anche Scamacca trova continuità di rendimento e reti, allora sì che l’Atalanta può arrivare in fondo a questa Europa League.

Gasperini come Ancelotti: Liverpool sorride alla Dea

Ma prima di addentrarci sui singoli che hanno dipinto questa magica serata da Dea vissuta dalla banda bergamasca, bisogna partire dalla storia, e sono davvero tanti gli spunti interessanti in tal senso. Con questo 0-3, Gasperini entra di diritto nel gotha del calcio europeo, eguagliando un certo Carlo Ancelotti: trattasi degli unici due allenatori nella storia ad aver vinto ben due volte ad Anfield nelle coppe europee.

Sebbene anche “Carletto” l’abbia fatto con tre gol di scarto come l’Atalanta in quest’occasione, 0-3 nel girone di Champions della stagione 2014/15 e 2-5 negli ottavi di finale del 2022/23, Ancelotti era alla guida del Real Madrid. Una squadra che, nel primo dei due successi, giocava con Benzema, Ronaldo, Isco, James Rodriguez, Kroos e Modric contro un Liverpool composto da Lovren, Skrtel, Moreno, Johnson, Allen ed anche Mario Balotelli.

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Un po’ diverso se al cospetto dei vari Salah, Van Dijk e compagnia ti presenti con una squadra decisamente inferiore rispetto a quelle guidate da Ancelotti. E salgono così a 7 i successi delle italiane ad Anfield, a partire dal Genoa di Bagnoli, il primo, per poi passare alla Fiorentina di Prandelli, la Roma di Capello, l’Udinese di Guidolin e l’Inter di Inzaghi. La sola però, come detto, a bissare il successo del novembre 2020 è l’Atalanta.

Atalanta-Liverpool 2020
Atalanta-Liverpool 2020 @Twitter

In quell’occasione gli eroi furono Ilicic e Gosens, ma causa Covid quello era un Liverpool che giocava, come tutti, in uno stadio vuoto, che non aveva la spinta della Kop come nel match di ieri sera. L’attenzione sarà d’obbligo in vista del ritorno, dato lo 0-5 subito in quello stesso anno a Bergamo, ma intanto ci si gode una Liverpool che sorride alla Dea: tre volte per l’Atalanta in città, tre vittorie, 10 gol fatti e 1 subito, frutto dei due successi sui Reds e dell’1-5 all’Everton nel novembre 2017, sempre in Europa League.

Super Scamacca e centrocampo da cineteca

Va da se che in una prestazione e risultato di tale portata, utile anche per un Ranking UEFA che sorride all’Italia, tutti abbiano giocato bene e siano ampiamente sopra la sufficienza. A cominciare da un Musso già con le valige in mano in vista della prossima estate, complice un Carnesecchi diventato ormai titolare, ma che si è preso le luci della ribalta in quel di Liverpool, ricordando a tutti perché nel 2021 l’Atalanta avesse speso 20 milioni per scipparlo all’Udinese.

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Decisamente bene anche la difesa della Dea, che ottiene un clean sheet impronosticabile alla vigilia, visto che solo in un’altra occasione in tutto l’anno (0-0 con il Manchester United), gli uomini di Klopp non erano andati a segno. Un pizzico di fortuna in un paio di occasioni, come il traversa-palo di Elliot, ma comunque un’impresa se pensiamo che non erano a disposizioni i pilastri Kolasinac e Scalvini, con il terzetto Djimsiti-Hien-De Roon assolutamente inedito.

Ederson, Atalanta
Ederson, Atalanta @Twitter

Impossibile poi non porre l’accento su un centrocampo da cineteca, destinato ad infiammare il calciomercato estivo dell’Atalanta: Ederson, in pieno stile Kanté del Leicester, è semplicemente ovunque, un mediano box to box come ce ne sono pochi in Europa; Koopmeiners, nonostante una serata negativa sottoporta, è il prototipo di centrocampista moderno, un factotum dotato di un’intelligenza sopraffina. E poi? E poi c’è Scamacca.

Qual è il vero Scamacca? Da Liverpool all’Europeo

Fa quasi rabbia aver ammirato le gesta dell’ex Sassuolo e West Ham ieri sera a Liverpool, presosi una piccola rivincita verso quel popolo inglese che lo aveva messo in fretta alla porta dopo la sua opaca esperienza negli Hammers. Scamacca è forte, è evidente che lo sia; un giocatore che riesce ad abbinare un fisico statuario, necessario ad una punta di ruolo come lui, ad abilità balistiche e di movimento invidiabili.

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Eppure l’incredibile incostanza che lo caratterizza lo rende un grande punto di domanda, un enigma che anche Gasperini sta facendo fatica a decifrare, nonostante sia forse il miglior valorizzatore di talenti sulla piazza. La Dea sta lavorando per servirlo meglio di quanto fatto fin ora in stagione, e i 6 gol nelle ultime 7 gare disputate dall’Atalanta fanno ben sperare per i prossimi appuntamenti.

Scamacca, Atalanta
Scamacca, Atalanta @Twitter

Una doppietta importante, bella, soprattutto nel secondo gol, che vale anche un record: Scamacca diventa il secondo giocatore italiano nella storia a siglare due reti ad Anfield, ma il primo al Liverpool. Fu infatti Pierluigi Casiraghi prima di lui a riuscirci nel suggestivo stadio dei Reds, ma con la maglia della Nazionale italiana, contro la Russia, nel match dei gironi dell’Europeo 1996. Quella maglia azzurra che potrebbe essere nel destino del classe ’99.

Quale sia il vero Scamacca è una domanda che quasi spaventa, non solo i tifosi nerazzurri. All’orizzonte c’è un Europeo che l’Italia vuol giocarsi da outsider insidiosa, e il ruolo della punta è ancora un rebus. Retegui è in vantaggio, ma il talento del 90 dell’Atalanta è superiore, e va da se che Spalletti, dopo averlo visto a Liverpool, troverà il modo di perdonarlo per comportamenti non apprezzati in passato e ne farà la punta titolare della Nazionale in Germania.

Atalanta a due facce: dalla Coppa Italia all’Europa League

Il Cagliari è più forte del Liverpool? Certamente no, e non ce ne vogliano gli amici della Sardegna alla lettura, che proprio oggi, 54 anni fa, festeggiavano l’aritmetica vittoria del loro primo ed unico scudetto. Una chiara provocazione che fa capire ancor di più come il risultato di Anfield fosse qualcosa di impensabile: alla 4ª trasferta consecutiva in 13 giorni, Gasperini ne fa 3 a Klopp dopo aver perso la semifinale d’andata di Coppa Italia al Franchi con la Fiorentina ed essere uscito sconfitto dall’Unipol Domus per mano di Ranieri.

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Una discontinuità di rendimento, tradotta in ben 10 sconfitte in questa Serie A, che evidenzia un aspetto su cui riflettere: l’Atalanta che “deve” vincere la Coppa Italia, trofeo che a detta dello stesso Gasperini è l’unico veramente alla portata, scende in campo contratta e timorosa, meritevole della sconfitta; quella vista con il Liverpool, alla quale non si chiede di certo di passare il turno contro la favorita dell’Europa League, cesella un capolavoro d’antologia.

Gian Piero Gasperini, Atalanta
Gian Piero Gasperini, Atalanta @livephotosport

A ciò aggiungiamo un ko a Cagliari che ha dato l’impressione di una squadra distratta, che non sembra avere nella qualificazione alla prossima Champions League l’obbiettivo con priorità massima. La sensazione che tanto Gasperini quanto molti dei suoi giocatori più rappresentativi, forse consci che il prossimo anno potrebbero trovarsi comunque nell’Europa che conta in qualche altra squadra, puntino un trofeo che Bergamo brama come il pane è forte e fondata.

Ciò si è tradotto in numerosi passi falsi in Serie A e un atteggiamento diverso nelle due competizioni ad eliminazione diretta: paura in una Coppa Italia da giocare alla pari con le altri, spensieratezza, divertimento e forte identità Atalanta in Europa League, dove contro il Liverpool non c’era nulla da perdere. Sebbene con due punti di partenza ben diversi, la Dea ha ancora la possibilità di raggiungere entrambe le finali.

Liverpool distratto e spocchioso

E che dire degli avversari dell’Atalanta. Siamo abituati a dipingere i Reds come un’armata con pochissimi difetti, ma è realmente così? Quello visto ieri sera è stato un Liverpool distratto e spocchioso, forse in primis per una Premier League che sta attirando concentrazione ed energie. Non è un caso che, buttando lo sguardo nella panchina di Klopp al fischio d’inizio, c’erano nomi del calibro di Robertson, Szoboszlai, Jota, Diaz e Salah, gettati tutti nella mischia nella ripresa con il punteggio di svantaggio.

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Un impegno sottovalutato insomma, un’Europa League che costituirebbe sì un trofeo in più da aggiungere in bacheca, ma sembra evidente che il Liverpool voglia salutare Klopp riportando a casa quella Premier League andata nelle mani del City nelle ultime 3 edizioni. La testa della classifica condivisa con l’Arsenal, e i Citizens a -1, hanno portato i Reds a guardare all’Atalanta come quella sfida da portare a casa senza troppi affanni, e mai errore fu più fatale.

Klopp, Liverpool
Klopp, Liverpool @Twitter

La Dea riesce dove nessuno, neanche i top club inglesi, erano riusciti in questa stagione, cioè battere il Liverpool ad Anfield. Il dibattito sulla differenza tra Premier League e Serie A è sempre attuale, e se è vero che quello oltremanica resta il campionato più spettacolo, le difese italiane fanno sempre la loro figura, per colpire poi retroguardie decisamente ballerine. Ed è proprio nella fase di non possesso che la squadra di Klopp ha fatto acqua da tutte le parti.

Disastrosa la prova di Van Dijk e Konaté, bullizzati da Scamacca e dagli inserimenti dei vari Pasalic, Koopmeiners e De Ketelaere. E a ben vedere i dati aprivano alla possibilità di vedere l’Atalanta in gol: 8 gare di fila senza clean sheet per il Liverpool in tutte le competizioni e svarioni difensivi mostrati partita dopo partita, confermati anche ieri sera. Gasperini ha reso evidenti i limiti di questa squadra, ma è solo il primo round.

Riscatto Reds: Gasperini ricorda il Milan

Una macchina da guerra l’Atalanta vista ad Anfield, tanto che lo stesso Gasperini opera un solo cambio al 90′, per paura, come da lui stesso ammesso, di mettere mano ad un ingranaggio perfettamente oliato. Come abbiamo detto però, anche nel 2020, prima del celebre 0-2, a Bergamo il Liverpool si impose 0-5, ed è dunque lecito aspettarsi un riscatto dei Reds.

Lo stesso Gasperini è chiaro a Sky Sport nel post partita: “Il Liverpool è straordinario, ti può fare dei gol in pochissimo tempo. La bravura sarà quella di saper difendere come oggi e ribattere colpo su colpo. Non so se riusciremo a ripetere una partita così ma con loro non c’è via di mezzo, non gestisci troppo la gara. Ti attaccano sempre in tanti e se incominciano a fare un gol… Ricordo un Liverpool-Milan in finale di Champions da 0-3 a 3-3, questo è il loro spirito”. Un’Atalanta mai così Dea, ed ora appuntamento a Bergamo, dove Gasperini cercherà di vestire ancora i panni del “dentista”.

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