Molti credono che il lavoro da casa significhi automaticamente meno adempimenti fiscali. Non è così. Chi lavora in remoto ha gli stessi obblighi dichiarativi di chi entra in ufficio, con la particolarità che deve tracciare con maggiore precisione le spese detraibili relative all'home office. La dichiarazione dei redditi 2026 (relativa al periodo d'imposta 2025) porterà con sé alcune novità importanti per questa categoria di lavoratori, a partire dalle scadenze di maggio che si avvicinano rapidamente.
Il 31 maggio 2026 rimane la scadenza principale per la trasmissione della dichiarazione dei redditi in forma elettronica per i soggetti obbligati. Questo deadline riguarda sia i lavoratori dipendenti che hanno percezioni di reddito oltre determinati limiti, sia i lavoratori autonomi e liberi professionisti che operano da casa. Nel 2025, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, circa 7 milioni di persone in Italia ha dichiarato il lavoro totale o parziale da remoto. Per il 2026, i numeri dovrebbero restare stabili o crescere leggermente. Per chi ricorre al professionista o al commercialista, la scadenza di trasmissione è differenziata: il 20 giugno 2026 per i modelli compilati dal professionista stesso.
Le novità principali per chi lavora da casa riguardano soprattutto la documentazione delle spese detraibili. Da quest'anno, è richiesta una documentazione più stringente per detrarre le spese relative alla connessione internet, all'affitto dello spazio destinato a ufficio (per i liberi professionisti), agli arredi e ai dispositivi informatici. La normativa non cambia la percentuale di detrazione, che rimane al 50 per cento per determinati beni strumentali, ma richiede una tracciabilità bancaria o di pagamento digitale più rigorosa. Inoltre, le spese per la manutenzione dello spazio di lavoro domestico non sono più inquadrate genericamente, ma devono corrispondere a percentuali specifiche della superficie totale dell'abitazione.
Come organizzare la dichiarazione per chi lavora da casa
- Raccogliere tutta la documentazione di spesa (fatture, ricevute, estratti conto) entro il 15 maggio, suddividendo tra spese detraibili e non detraibili
- Registrare nel software di gestione contabile le spese informatiche (hardware, software, connessione) con le relative prove di pagamento tracciabili
- Verificare se rientra nell'obbligo di presentare il modello Redditi o se può usufruire di regimi agevolati come il regime forfettario (per autonomi con ricavi fino a 85 mila euro)
- Affidare la compilazione a un professionista prima del 20 giugno, oppure procedere autonomamente tramite il portale Agenzia delle Entrate entro il 31 maggio
- Conservare tutta la documentazione per almeno cinque anni, soprattutto le prove di collegamento tra spese e attività lavorativa da remoto
Il momento giusto per prepararsi è adesso. Tra aprile e maggio, il carico di richieste ai commercialisti aumenta esponenzialmente, e aspettare fino a fine mese rischia di complicare i tempi. Per chi lavora da casa, il vantaggio è possedere solitamente una documentazione già organizzata per l'attività quotidiana: basta riordinarla secondo le categorie fiscali richieste e verificare che ogni spesa sia accompagnata da prova di pagamento tracciabile. Non trascurare questo passaggio significa evitare richieste di chiarimenti dall'Agenzia e possibili recuperi di tasse nei mesi successivi.
