Addio a Kurt Hamrin: la leggenda della Fiorentina si spegne a 89 anni

Lorenzo Ferrai
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Mondo del calcio in lutto per la scomparsa di Kurt Hamrin, spentosi a 89 anni. Formidabile cannoniere a cavallo degli Anni ’50 e ’60, venne soprannominato l’Uccellino per il corpo esile e la sua agilità in area di rigore. È diventato grande in Italia, in cui è arrivato nel 1956. Dopo le avventure brevi con Juventus e Padova, lo svedese è approdato alla Fiorentina, che l’ha eretto a bandiera, divenendone il secondo miglior marcatore in Serie A dopo Batistuta. Il curriculum in viola recita 362 presenze e 208 gol totali in nove stagioni, con due Coppe Italia, una Mitropa e una Coppa delle Coppe.

Kurt Hamrin, icona della Serie A

Terminata la gloriosa carriera con la Fiorentina, nel 1967, Kurt si è trasferito al Milan, in cui ha vinto un’altra Coppe delle Coppe, uno Scudetto e la prima storica Coppa dei Campioni 1968-69. In rossonero, lo scandinavo ha totalizzato 61 presenze e 17 gol. Lo svedese ha chiuso la sua carriera italiana svernando a Napoli, altre due stagioni, prima di fare ritorno in patria. Hamrin ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del calcio tricolore, segnando 191 reti totali in Serie A, nono marcatore all time del campionato italiano.

Hamrin è stato un simbolo non solo per la Fiorentina, ma anche per il proprio paese. Ai mondiali 1958, organizzati proprio in Svezia, fu attore protagonista della cavalcata della nazionale scandinava. Assieme al mitico trio milanista Gren, Nordahl e Liedholm, portò la selezione di casa fino al finale, dove però fu costretto ad arrendersi assieme ai propri compagni al Brasile di Pelè.

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