Dani Alves a processo per l’accusa di stupro: la mossa inaspettata della difesa

Francesca Rofrano
2 Min. lettura

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Gli ultimi anni di Dani Alves, dentro e fuori dal campo, sono stati piuttosto sfortunati, e nella giornata odierna, dopo circa 13 mesi di carcere preventivo a Barcellona, l’ex calciatore si è presentato per essere sottoposto al processo. Dimagrito, in camicia e scarpe da ginnastica e jeans, il brasiliano è stato fotografato per la prima volta dopo la sua custodia cautelare. L’accusa di stupro nei confronti di una ragazza di 23 anni potrebbe portare da parte della Procura una condanna a 9 anni di carcere e il pagamento di una somma pari a 150.000 euro per danni, così come riporta SkySport.

La situazione però non sarà sicuramente facile per Dani Alves, visto che la parte civile chiamata in causa potrebbe richiedere una pena molto più pesante, fino a 12 anni, ovvero il massimo da quanto consetito dalla legge catalana. Serviranno ancora tre giorni prima che la Sezione 12 del Tribunale di Barcellona darà il giudizio per l’ex blaugrana.

Dani Alves a processo per stupro: la difesa punta il dito

La questione Dani Alves è ancora appesa ad un filo, così come lo è il suo futuro. La difesa ha dunque attuato una mossa strategica, volta all’annullamento del giudizio per via del processo parallelo sui mezzi di comunicazione, definendo gli articoli sulla causa come “uno stillicidio di informazioni per presentare Alaves come aggressore sessuale“. Gli avvocati dell’ex calciatore si sono infatti appellati a quello che potrebbe essere un giudizio imparziale dato dal magistrato, condizionato lui stesso in primo luogo dalla gogna mediatica al quale è stato sottoposto l’assistito.

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