Le due vie di Thiago Motta e il terzo incomodo Europa

Luca Vano
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Sulla bocca di tutti per gioco, risultati e trasporto con cui si è fuso con l’ormai sua Bologna, Thiago Motta è l’emergente più in vista della Serie A. Appoggiandoci per forza di cose al monopolizzante Festival di Sanremo potremmo collocarlo già come vincitore della categoria Giovani, in grado di esibirsi senza particolari problemi sul palcoscenico dell’Ariston. E come chi sbuca fuori dalle nuove leve, ecco che arrivano i primi corteggiamenti da parte delle case discografiche di spessore, magari desiderose di cambiare il proprio cantante di punta.

Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus
Massimiliano Allegri, tecnico della Juventus @livephotosport

Thiago tra Milan e Juventus

Nella categoria non rientra di certo l’Inter, pressoché certa di proseguire con Simone Inzaghi, bensì le due rivali del Thiago calciatore in maglia nerazzurra, Milan e Juventus. Con lo spettro di Antonio Conte che aleggia sulle loro teste, Pioli e Allegri non dormono sonni tranquilli neanche guardando verso il Dall’Ara – teatro del sorprendente fùtbol proposto da Motta – costretti a restare in vita quanto più possibile in una corsa Scudetto piuttosto ingarbugliata.

Ma quanto c’è di vero, al momento? Sembrerebbe che il proverbiale primo passo sia arrivato da Torino, con Giuntoli entrato nella fase del sondaggio esplorativo che non perde occasione di smentire. In quel di Milano, invece, l’allenatore del Bologna è da tempo nelle grazie di Furlani, che gioca la partita con il chiaro obiettivo di non dover ancora stravolgere la rosa sul mercato, dettame assai probabile con l’eventuale arrivo di Thiago Motta.

Napoli? No, grazie

A far rumore più di tutto il resto, tuttavia, è stato il primo rifiuto dell’allenatore in prospettiva futura, certificato dal padre del suo agente: “Niente Napoli, nemmeno se dovessero comprargli Calafiori e Zirkzee”. Un macigno già pesantissimo sull’autostima dell’ambiente partenopeo, che vive una stagione di transizione non preventivata dai tifosi. E, per questo, colma di malumori. Una situazione opposta a quella che si vive a Bologna, in odore d’Europa e con una speranza: quella del “terzo incomodo”.

Thiago Motta, tecnico del Bologna
Thiago Motta, tecnico del Bologna @livephotosport

L’ipotesi Bologna

E se tra i due litiganti, Milan e Juventus, dovesse godere proprio il Bologna? In caso di qualificazione ad Europa League oppure – molto più difficile – Champions League, Thiago Motta potrebbe restare esattamente lì dov’è. Un’ipotesi che nel contesto mediale orfano di calciomercato, scandali e cifre faraoniche fa fatica a farsi spazio poiché scalderebbe pochi cuori tra i sostenitori delle big. Ma i fatti non sono da scartare a priori e la situazione societaria dei felsinei gioca a favore di tale chance.

Il Bologna, infatti, è una società sana che non compie il passo più lungo della gamba in preda alla cieca ambizione, anzi programma un futuro con o senza il proprio condottiero. Idem per quanto riguarda le proprie stelle: vista l’asta che si scatenerà per Zirkzee, il ds Sartori ha agito con lungimiranza assicurandosi i prospetti Castro e Odgaard. Inoltre, un piazzamento europeo aumenterebbe introiti e appeal internazionale, permettendo ai rossoblu di fare la voce grossa anche in estate. Nulla di paragonabile all’opportunità di allenare Leao, Chiesa, Giroud o Vlahovic. Ma senza dubbio un progetto affascinante. Perciò, per definizione, da non sottovalutare.

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