Serie A a 18 squadre, asse Milano-Torino: Napoli e piccole controcorrente

Lorenzo Zucchiatti
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Risuonano ancora le parole di ieri del presidente della Serie A Lorenzo Casini che, nella conferenza stampa post assemblea con la Lega, ha sottolineato la necessità di maggior autonomia in stile Premier League, modello che il nostro campionato avrebbe intenzione di imitare. Lo spirito collaborativo auspicato rischia di finire in uno scontro tra posizioni contrapposte, con i club che presentano idee differenti tra loro e che cozzano anche con alcune obbiezioni della Lega.

Non è un mistero che le big vogliano la Serie A a 18 squadre, tant’è che Inter e Juventus, dopo un vertice in mattinata anche con il Milan, si siano presentate in assemblea, all’indomani del derby d’Italia, insieme. Un asse Milano-Torino per fare fronte comune, asserendo che la riduzione sia necessaria a causa dei calendari sempre più fitti. La Lega risponde che meno squadre equivarrebbe a meno partite, e dunque un’offerta al pubblico più bassa. In tale contesto, controcorrente ci sono le piccole ed un Napoli che guarda con interesse alla Superlega.

Questione Superlega: Napoli tentato, no della Roma, milanesi attendiste

I club cercano di fare fronte comune per avere, come detto dal presidente Casini, maggiore autonomia, ma va da se che le posizioni interne sono variegate, e presto o tardi verranno a galla. Se per la Serie A a 18 squadre, le piccole hanno chiaramente un’idea diversa, non volendo vedere ridursi i posti a disposizione, rimane attuale la questione Superlega: dopo le parole di Laporta, solo dalla Roma è arrivato un secco no, ribadito con un comunicato. Il Napoli è tentato, con De Laurentiis che non ha mai nascosto di apprezzare il progetto, mentre le milanesi rimangono attendiste, sulla carta contrarie ma meno perentorie.

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