Emozione a Trastevere: il calcio è poesia, parola di Verdone

Gabriele Turchetti
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Emozione a Trastevere è l’evento andato in scena nella giornata di sabato 18 novembre con cui la società del Trastevere Calcio ha voluto celebrare nel suo impianto di gioco la storia di una delle società più antiche del calcio romano, insediata nella splendida cornice del Rione XIII della Capitale. Il club capitolino ha voluto ripercorrere la propria storia attraverso la presentazione di una serie di lastre che ricordano i momenti più importanti, alla presenza di grandi ospiti come il celebre attore romano Carlo Verdone, che ha espresso la sua nostalgia per quel calcio che non c’è più: “Una volta questo gioco aveva molta più poesia, mentre oggi, invece, si è persa. Bisogna essere un po’ più nostalgici, a cominciare dai giovani, altrimenti non si vedranno più bandiere come Francesco Totti, Vincenzo D’Amico e Alessandro Del Piero, ed è doloroso perché quei giocatori sono il motore della squadra”.

Emozione a Trastevere, La fondazione
Emozione a Trastevere, La Fondazione @FN24

Emozione a Trastevere, la fondazione nel 1905

La Società Sportiva Trastevere affonda le sue radici nel 1905, ma nei suoi primi venti anni di vita è dedita soprattutto al podismo e al ciclismo, senza metter da parte il calcio. È nel dicembre del 1925 che arriva l’affiliazione con la FIGC, pochi mesi dopo la prima partita ufficiale con la Lazio terminata con il punteggio di 3-3. Nei primi anni della sua storia il club capitolino riuscì ad ottenere la promozione nella campionato di Terza Divisione, vinto poche stagioni dopo.

Emozione a Trastevere, Il rifiuto del fascismo
Emozione a Trastevere, Il rifiuto del fascismo @FN24

Emozione a Trastevere, il rifiuto del fascimo

I primi anni della storia del Trastevere calcio coincidono con il periodo in cui in Italia era presenta il regime fascista. I dirigenti della società lottarono duramente per conservare il nome del club, dato che in quegli anni il Fascismo imponeva alle città italiane la fusione delle squadra calcistiche, come quella che diede vita alla Roma nel 1927, oppure cambiamenti di denominazione per accrescerne l’importanza e la notorietà. Inoltre, in quel periodo la società capitolina si rifiutò di sottostare alle leggi razziali e schierò in campo un giocatore ebreo fino al 1940.

Emozione a Trastevere, Fulvio Bernardini
Emozione a Trastevere, Fulvio Bernardini @FN24

Emozione a Trastevere, la Serie B con Fulvio Bernardini

Terminato il periodo fasciata, il Trastevere subisce un importante cambiamento, fondendosi con l’Associazione Sportiva Albala in quella che fu ribattezzata Unione Sportiva Albatrastevere. Grazie a questa fusione, nella seconda metà degli anni ’40, il club prese parte al campionato di Serie B sotto la guida dell’ex giocatore della Roma Fulvio Bernardini, al quale la società ha dedicato una lastra nell’evento andato in scena al Trastevere Stadium: fu uno dei periodi più rosei per il Trastevere, che riuscì ad ingaggiare grandi campioni romanisti come Renato Cappellini, Aldo Donati, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1938, e Archimede Nardi.

Emozione a Trastevere, Pasolini, Bartolucci e Sergio Leone
Emozione a Trastevere, Pasolini, Bertolucci e Sergio Leone @FN24

Emozione a Trastevere, Pasolini, Bertolucci e Leone

Emozione a Trastevere è stato un evento che ha ripercorso la storia della società, andando però oltre al calcio, e mischiando arte, cultura e tradizioni. E proprio per questo il club bianco amaranto ha voluto dedicare una lastra ai noti registi Pasolini, Bertolucci e Leone, che alla fine degli anni ’60 visitavano spesso il campo di Ottavila e non disdegnavano due calci al pallone.

Emozione a Trastevere, La Rinascita
Emozione a Trastevere, La Rinascita @FN24

Emozione a Trastevere, dalla rinascita ad oggi

Nel 2002 il Trastevere fu costretto ad interrompere l’attività calcistica per una decina di anni, ma nel 2012, sotto la presidenza di Pier Luigi Betturri, il calcio tornò ad essere protagonista nel Rione XIII della capitale con il nome di ASD Trastevere. Nell’ultimo decennio la società bianco amaranto è rinata, con l’obiettivo di affermarsi nel calcio romano e italiano, seguendo quei principi d’appartenenza e d’amore per il gioco, ricordati in ultima battuta da Verdone: “Sono legato particolarmente a questi colori, quando saltavo scuola venivo a giocare su questi campi. Quel calcio era poesia e va ritrovato nel mondo d’oggi in cui prevale il business. Bisogno tornare indietro a quel calcio, cominciando dai giovani a cui vanno insegnati i valori”.