La FIGC stravolge il calcio italiano: al via la rivoluzione

Lorenzo Ferrai
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Calcio italiano in fase di rivoluzione. In un periodo caratterizzato da continui stravolgimenti, anche la FIGC si prepara per cambiare il futuro del nostro pallone. L’edizione odierna, 7 febbraio, del Fatto Quotidiano riporta che il documento ufficiale stilato da Deloitte sia stato visionato nelle sale di comando. Fra i destinatari ci sarebbe anche il Governo presieduto da Giorgia Meloni.

Il quotidiano espone anche diversi dettagli relativi al numero delle squadre militanti nelle prime tre leghe professionistiche, che dovrebbe subire un taglio significativo. Nella fattispecie, la FIGC ridurrebbe le società, da 100 attualmente presenti tra Serie A, B e Lega Pro, a 80. A farne le spese sarebbe però solamente la terza divisione, che verrebbe accorpata alla Serie B, cancellandola di fatto come entità politica.

Maggiori poteri alla Serie A

In questa situazione, chi ne trarrebbe maggiori vantaggi sarebbe la Serie A, che acquisirà maggiori poteri. La massima categoria continuerà a pesare per il 12%, più un 6% attribuito alla Serie A femminile. Alla serie cadetta verrà assegnato il 12, mentre ai Dilettanti spetterà il 30. Il documento dovrebbe inoltre connettere il calcio italiano alla politica. In cambio, la FIGC richiederà l’abolizione del divieto di pubblicità ad agenzie di scommesse e percentuali sul margine dei concessionari, oppure la possibilità di sottoscrivere dei contratti più lunghi rispetti al limite attuale di 5 anni.

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