I p’ me, tu p’ te: Napoli domina Sanremo, stona solo De Laurentiis

Luca Vano
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Il 2023 e questo inizio di 2024 sono stati fortemente indirizzati nello sport, nella musica e nello spettacolo da uomini e donne Made in Napoli. Il capoluogo campano e la napoletanità hanno trascinato alle stelle le qualità più apprezzabili della propria terra, che nell’anno dello Scudetto ha potuto vantare anche l’album più venduto in assoluto: quello del rapper Geolier. Le rime del ragazzo di Secondigliano hanno infranto anche i cuori più rigidi, spingendo la direzione artistica di Sanremo ad abbattere un dogma.

Ecco, dunque, che nella 74° edizione della kermesse viene concessa la partecipazione a un testo scritto interamente in dialetto: “I p’me, tu p’ te”. Un inno ad un amore concluso e al rispetto tra partner che non va a scadere, esaltato dalle parole di Geolier che ha chiuso al primo posto la seconda serata della kermesse dell’Ariston. Un climax che come crudele contrappasso regala alla Napoli del calcio l’ennesimo sfogo non richiesto da parte di Aurelio De Laurentiis, che indice una conferenza di “chiarimento”. Ma finisce per offrire il solito show, con tanto di incidente diplomatico.

Pensare ad alta voce

In sala stampa, il proprietario della FilmAuro iscrive alle sue mai banali dichiarazioni un altro evitabile capitolo. L’antipasto lo aveva servito giorni fa, tra gli improperi verso i giornalisti “Questi non sono ca**i tuoi” – e la lectio magistralis sulla posizione in campo di Lindstrom con tanto di dati Transfermakt. Ora il bis: una panoramica a 360° sulla sua esperienza napoletana, fino alla recente separazione con Spalletti e al rimpianto di non aver vinto la Champions League un anno fa.

Una volta ribadita la rudezza con il quale è avvenuta la separazione con Garcia, su cui nelle scorse settimane ha fatto mea culpa, De Laurentiis è scivolato su uno di quei pensieri detti ad alta voce che, con penne e telecamere pronte ad agire, sarebbe sempre più opportuno tenere per sé. “Il Bari è la nostra seconda squadra” ha dichiarato, suscitando l’indignazione dei tifosi biancorossi e il pronto dissenso di suo figlio, presidente dei galletti: “Inutile girarci intorno. Mi dissocio da quanto detto da mio padre”.

Palermo-Bari*
Palermo-Bari*

Effetto boomerang

Non sempre padre e figlio sono d’accordo, vero, ma quando in campo c’è la logica aziendale tutto dovrebbe restare nelle quattro mura domestiche. La forbice di ADL ormai si è allargata a dismisura creando una voragine tra le indiscusse qualità imprenditoriali e le più che discutibili doti comunicative. Parlare “di pancia” per sentire vicina la piazza è, alla lunga, una strategia boomerang che non permette a gran parte del tifo di empatizzare con il presidente. Nemmeno quando è lì seduto, a prendersi le responsabilità di una stagione deludente.

Quello da poco concluso, resta indubbiamente un anno magico per Napoli e nulla toglie al lavoro dietro alla scrivania della società. Quest’ultima però appare oggi fatiscente, sconnessa da una squadra sì in ripresa ma con un K2 da scalare da qui a fine campionato. Tecnico e calciatori non sono impermeabili e in tale contesto più di qualcuno potrebbe decidere, a giugno, di stringere la mano al presidente e dire sommessamente: I p’ me, tu p’ te.

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