La vitamina D ha una storia particolare nella ricerca medica italiana. Fino agli anni Novanta era considerata utile solo per le ossa nei bambini. Poi, dagli anni Duemila in poi, gli studi hanno rivelato che questa molecola regola il sistema immunitario, l'assorbimento del calcio e persino l'umore. Oggi però circola un'idea sbagliata: che bastino pochi giorni di sole a maggio per "fare scorta" per tutto l'anno. Non funziona così, e il test del 25-OH-vitamina D può dimostrarlo.
In Italia, gli studi epidemiologici mostrano che circa il 50-80% della popolazione ha livelli di vitamina D insufficienti tra novembre e marzo. Ma qui sta il trucco: anche a maggio, dopo qualche settimana di sole, molti hanno ancora valori bassi. La vitamina D si sintetizza sulla pelle con i raggi UVB, ma solo se l'angolo del sole è sufficientemente alto. A maggio, per chi vive al Nord, questo accade pienamente solo nelle ore centrali della giornata. Il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 10-15 microgrammi per gli adulti, ma le fonti alimentari ne contengono poco: 100 grammi di salmone forniscono circa 10-15 microgrammi, mentre un uovo ne ha solo 1-2.
Il test rapido si chiama 25-idrossivitamina D (25-OH vitamina D) e si fa con una semplice analisi del sangue dal medico di base o in laboratorio privato. Il costo varia da 15 a 30 euro. I livelli considerati normali sono sopra i 30 nanogrammi per millilitro (ng/ml), ma molti esperti suggeriscono di stare tra 40 e 60 ng/ml per una protezione ottimale. A maggio, il test è strategico perché mostra la situazione reale dopo i mesi invernali, quando la carenza si accumula. Se il risultato è basso, hai tempo di intervenire durante l'estate, quando il sole è più potente e efficace. A gennaio fare il test è spesso inutile: quasi tutti risulteranno carenti, e non hai modo di correggersi con il sole.
Chi dovrebbe fare il test a maggio
- Persone over 65 con mobilità ridotta o che escono poco di casa.
- Chi ha pelle scura, poiché la pigmentazione riduce la sintesi cutanea di vitamina D.
- Donne in menopausa, per il rischio osteoporosi.
- Persone con malattie intestinali (celiachia, Crohn) che riducono l'assorbimento.
- Chi assume corticosteroidi regolarmente per malattie croniche.
Se il test mostra carenza, il sole estivo aiuta, ma non sempre basta. Chi ha valori sotto 20 ng/ml dovrebbe considerare un integratore durante i mesi bui (da settembre in poi), e magari farne un altro a novembre per verificare l'efficacia. Gli integratori di vitamina D sono poco costosi e ben tollerati. La dose standard è di 1000-2000 UI al giorno per mantenere i livelli, ma chi è gravemente carente potrebbe averne bisogno di più su consiglio del medico.
Non aspettare luglio quando il danno invernale è già fatto. Fai il test a maggio, conosci la tua situazione reale e agisci di conseguenza. Se i numeri sono buoni, goditi il sole. Se sono bassi, hai ancora cinque mesi prima dell'autunno per recuperare.
