🧡 Ndicka, la Roma e Udine: l’applauso più bello

La vicenda Ndicka ha scosso il pomeriggio di Serie A, coinvolgendo emotivamente e fisicamente la Blue Energy Arena di Udine. L'applauso più bello in un momento delicato ha investito i calciatori, De Rossi, Cioffi e i presenti: momenti di apprensione hanno dunque progressivamente lasciato posto a notizie ben più liete

Luca Vano
4 Minuti di lettura
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Il potere delle notizie ha acquisito ancor più spessore nei tempi moderni. Ciò che una volta si leggeva sul giornale o al limite sulle labbra dei giornalisti in tv è divenuto ora di immediata disponibilità ovunque. E con altrettanta velocità cambia gli umori delle persone. Il sangue nelle vene di chi si trovava ad Udine o davanti alla tv per Udinese-Roma ha smesso per un attimo di circolare, raggelandosi nel vedere Evan Ndicka accasciarsi a terra dal nulla. La speranza nell’immediato giaceva sullo stato di semi-coscienza del difensore ivoriano, che ha però alimentato preoccupazioni al momento dell’uscita in barella.

Come spesso accade in questi spiacevoli episodi, a far tremare sono gli attimi immediatamente successivi al fatto. L’espressione preoccupata di De Rossi aveva assunto i tratti di oscuro presagio, la sospensione definitiva a quel punto era l’unica strada da percorrere. Ed allora, in un momento in cui si gioca fin troppo spesso al tiro al bersaglio con il calcio italiano, è giusto pubblicizzare al massimo il pubblico di Udine, gli allenatori e i calciatori di entrambe le squadre. Da loro – e a loro – giunge l’applauso più bello di questa stagione.

Evan N'Dicka
Evan Ndicka, Roma*

Spazio all’umanità

Fino al momento del malore di Ndicka, il campo aveva restituito una Roma a corrente alternata e la stessa Udinese combattiva che lunedì scorso metteva in apprensione i futuri Campioni d’Italia dell’Inter. E proprio il centrale di De Rossi era stato tra i più sollecitati, anche fisicamente: sui social spopola il video di una sbracciata fortuita di Lucca sul torace dell’ivoriano, da chiarire se parte delle cause che ne hanno generato il dolore avvertito al 70° minuto.

La mobilitazione della società giallorossa ha inquadrato più di qualsiasi aggiornamento in diretta la delicatezza della situazione. De Rossi e Pellegrini, insieme al CEO Lina Soukoulou, si sono ritrovati ad essere contemporaneamente volti della Roma e ponte di speranza con l’esterno, con la stessa lucidità che in quei momenti non può e non deve far posto alla paura. La pesantezza delle mura di spogliatoi ed ospedale si è, dunque, pian piano alleggerita con il passare delle ore grazie alle rassicurazioni di carattere medico.

Lieto fine

Di certo gli esami hanno escluso l’infarto, la cui paura ad esso connessa era ricomparsa negli occhi dei presenti come in altri tragici eventi del passato o altrettante tragedie sfiorate. Dalla scomparsa di Antonio Puerta e Piermario Morosini, fino all’attacco di cuore occorso ad Eriksen, la costante è che tutti – sul posto e collegati – ricordano perfettamente lo stato d’animo in cui versavano. Angoscia pura.

Lo stesso magone che ha colpito la Blue Energy Arena di Udine, che si è distinta per civiltà e incondizionato appoggio. Il minimo da mostrare, in questi casi, ma come detto si vive in un contesto di famelici accusatori e pertanto il bel gesto va sottolineato sempre e comunque. Dal momento della sospensione, per fortuna, si è giunti a quello totalmente distensivo pubblicato dai social della Roma: “Evan si sente bene ed è di buon umore”. La notizia più bella in attesa del responso medico, che ci auguriamo lieto come il finale di questa storia.

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