⚖️ Affare Osimhen, De Laurentiis interrogato: l’accusa della Procura

Si fa sempre più fitta la questione relativa all'affare Osimhen: proprio in merito a ciò De Laurentiis è stato interrogato dalla Procura, difendendosi dall'accusa di reato di falso in bilancio

Lorenzo Gulino
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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è stato sottoposto per oltre un’ora alle domande dei pm di Roma in merito all’operazione Osimhen. L’affare che ha portato l’attaccante nigeriano dal Lille alla città del Sole, nell’estate del 2020, è contestato come reato di falso in bilancio. Ad aggiungersi a ciò sono anche coloro che sedevano al suo fianco all’epoca dei fatti.

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De Lurentiis, in risposta a tali accuse, ha voluto difendersi, mostrando tutte le prove in suo possesso che saranno poi oggetto di valutazione. Il patron del club partenopeo ha sostenuto che, visti i conti più che sani della società, il Napoli non avrebbe avuto nessun motivo a creare delle plusvalenze fittizie.

Insomma una vicenda piuttosto seria e che coinvolge il Napoli, in apprensione per Ngonge, nell’ennesimo caso all’interno di una stagione a dir poco sfortunata. Dopo la vittoria dello scudetto, infatti, nella Città del Sole, il sole sembrerebbe esser andato via.

Fulgeri: “Fiduciosi di una rivalutazione della contestazione”

A parlare dell’operazione Osimhen è stato il legale di De Laurentiis, Fabio Fulgeri. Queste le sue parole: “Rispetto all’accusa contestata di falso in bilancio per l’affare relativo a Victor Osimhen credo che De Laurentiis sia stato chiarissimo con i pm. Si tratta di un’operazione che non ha portato nessun tipo di vantaggio alla società partenopea né dal punto di vista patrimoniale, tantomeno da quello sportivo”.

Ha poi continuato: “Nel primo punto il caso è già stato archiviato, mentre per quanto concerne il secondo punto è emerso che il patrimonio della società è così capiente e sano che non ha bisogno di alcun tipo di valorizzazione di operazione per potersi iscrivere ai campionati italiani ed europei. Siamo fiduciosi in una rivalutazione della contestazione“.

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