L'assegno unico per i figli, introdotto nel 2022 come misura di riforma fiscale e sostegno alle famiglie, non è rimasto immobile. A maggio 2026 gli importi aumenteranno in base all'inflazione registrata nei mesi precedenti, un meccanismo di adeguamento automatico che coinvolge decine di milioni di nuclei familiari in Italia. Ma non tutti sanno che esiste una procedura per recuperare eventuali importi non percepiti in passato, soprattutto per chi ha avuto variazioni nel proprio reddito o nella composizione del nucleo.

L'assegno unico universale, attualmente erogato dall'INPS, raggiunge circa 6 milioni di famiglie ogni mese. Gli importi oscillano tra i 50 euro mensili per nuclei ad alto reddito e i 175 euro per bambino nei nuclei a basso reddito, con variazioni in base all'Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE). Da maggio 2026, questi parametri subiranno una rivalutazione percentuale legata all'inflazione annuale, una pratica standard anche per le pensioni. L'aumento medio previsto si aggira intorno al 2-3 percento, percentuale che dipenderà dal tasso definitivo di inflazione certificato a gennaio 2026.

Chi potrebbe ricevere l'arretrato? In primo luogo, le famiglie che hanno visto modificarsi il proprio ISEE durante il 2025 e non hanno ancora provveduto a richiedere l'integrazione dovuta. Secondo, chi ha aggiunto un nuovo figlio al nucleo successivamente alla presentazione della domanda iniziale. Terzo, i nuclei familiari che nel 2024 hanno avuto variazioni nel numero di figli e hanno rettificato la dichiarazione in ritardo. L'INPS elabora queste pratiche con due mesi di ritardo rispetto alla richiesta, quindi il termine per chiedere l'arretrato relativo al 2025 scade a fine febbraio 2026.

Come organizzare la richiesta dell'arretrato

A maggio 2026, il cedolino dell'assegno unico su conto corrente riporterà direttamente il nuovo importo rivalutato. Non serve fare nulla: l'accredito avviene automaticamente per chi ha la pratica regolarizzata. Se invece hai dubbi sulla correttezza dell'importo ricevuto nei mesi precedenti, contatta l'INPS entro fine aprile 2026 per evitare che la richiesta di arretrato vada oltre il termine prescrizionale di tre anni.