Il bonus ristrutturazione esiste da quasi vent'anni, ma continua a trasformarsi. Molti credono sia rimasto uguale dal 2009, quando nacque col nome di "detrazione 55 per cento". In realtà, ogni governo che si avvicenda apporta modifiche, tagli, ampliamenti. A maggio 2026 la situazione è ancora fluida, con alcuni cambiamenti già noti e altri ancora in discussione.
Quello che sappiamo certo è che il bonus ristrutturazione rimane uno dei principali strumenti per incentivare il rinnovamento del patrimonio abitativo italiano. Negli ultimi cinque anni ha generato oltre 100 miliardi di euro di investimenti, secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate. La detrazione rimane al 50 per cento per la maggior parte degli interventi su abitazioni non destinate a prima casa, mentre sale al 65 per cento per lavori che migliorano l'efficienza energetica. Le scadenze si allungano ma i vincoli si moltiplicano: è necessario verificare caso per caso se il proprio progetto rientra nelle categorie ammissibili.
Chi intende ristrutturare una cucina, bagno, infissi o impianti elettrici può partire dal Superbonus al 110 per cento se soddisfa condizioni molto stringenti, oppure dal bonus ordinario al 50 per cento. Le agevolazioni per l'efficienza energetica (isolamento termico, caldaie a condensazione, pompe di calore) rientrano nel 65 per cento. Il sismabonus si ferma al 50 per cento per gli interventi antisismici, mentre lavori su parti comuni di edifici ricevono trattamenti diversi. Un buon punto di partenza è consultare il sito dell'Agenzia delle Entrate per verificare esattamente quale agevolazione corrisponde al proprio intervento e quali sono i documenti necessari.
Come fare domanda: i passaggi concreti
- Contatta il tuo commercialista o un professionista abilitato (ingegnere, architetto) per valutare se il tuo intervento è eligible. Senza questo primo step rischi di spendere soldi in progetti non ammissibili.
- Accedi al portale dell'Agenzia delle Entrate con SPID o CIE. La piattaforma web è stata rinnovata e funziona meglio del passato, ma richiede comunque pazienza nella navigazione.
- Raccogli la documentazione: preventivi dettagliati, planimetrie, certificati di conformità edilizia, se necessari. Per il 110 per cento sono richiesti i visti di conformità da parte di tecnico abilitato.
- Se opti per la cessione del credito o la sconto in fattura, contatta la banca o il fornitore che gestirà la pratica. Non è obbligatorio usare queste modalità, ma sono le più vantaggiose per ridurre la spesa immediata.
- Presenta la documentazione entro le scadenze, che cambiano annualmente. A maggio 2026 converrà informarsi dalle fonti ufficiali sui nuovi termini, perché potrebbero subire slittamenti.
Non aspettare l'ultimo momento per iniziare. Le pratiche richiedono settimane di istruttoria prima di essere approvate, e gli errori di compilazione possono causare respingimenti che ritardano tutto di mesi. Se la ristrutturazione è solo una manutenzione ordinaria (pittura, piastrelle senza lavori strutturali), il bonus potrebbe non coprirla. Meglio avere chiarezza subito.
