Ogni anno, la sera di Pasqua, milioni di italiani abbandonano i soliti reality per seguire una competizione diversa, quella che celebra l'Italia più autentica e nascosta. Il Borgo dei Borghi, spin-off di Kilimangiaro trasmesso su Rai Tre, è diventato in tredici anni un appuntamento fisso nel calendario televisivo e, soprattutto, un potente strumento di promozione del turismo lento. Ogni anno Rai 3 sceglie venti borghi italiani, uno per regione, e li mette in competizione davanti a milioni di persone. Non è un programma di viaggi qualunque: è uno di quei rari casi in cui la televisione pubblica fa qualcosa di utile, perché i borghi che vincono — e spesso anche quelli che arrivano secondi o terzi — vedono cambiare il proprio turismo nel giro di pochi mesi.
La Finale del 5 Aprile: Come e Quando Votare
Il vincitore sarà annunciato in prima serata su Rai 3 il 5 aprile, giorno di Pasqua, durante una serata speciale condotta da Camila Raznovich. Il vincitore sarà poi annunciato durante la finale, una prima serata speciale del programma Kilimangiaro, in onda su Rai 3 la domenica di Pasqua. Le votazioni sono aperte dal 1° marzo e si chiudono il 22 marzo a mezzanotte. Le votazioni sono aperte fino al 22 marzo su rai.it/borgodeiborghi, mentre la finale andrà in onda il 5 aprile in prima serata.
Per votare bisogna andare su rai.it/borgodeiborghi e accedere con un account RaiPlay — chi non ce l'ha lo crea in un minuto, è gratuito e si può usare anche un profilo social per registrarsi. Una volta dentro, si scorre la lista dei venti finalisti, si clicca sul borgo preferito e si conferma. La cosa importante da sapere è che si può votare una volta ogni 24 ore, con lo stesso account. Ciascun esperto può assegnare una sola preferenza a un borgo: ogni preferenza vale un bonus del 5%. Nel risultato finale il voto del pubblico pesa complessivamente per l'85%, mentre la giuria contribuisce per il restante 15%.
I Venti Finalisti Regione per Regione
L'edizione 2026 è la tredicesima, ed è già partita con una selezione che copre ogni tipo di paesaggio e ogni tipo di storia: borghi di mare, borghi alpini, paesi dell'entroterra che nessuno conosce ancora, e qualcuno che meriterebbe di essere famoso da decenni.
Nord Italia: Châtillon (Valle d'Aosta): borgo medievale immerso nelle valli alpine. Baselga di Pinè (Trento, Trentino-Alto Adige): frazioni intorno al Lago di Serraia e boschi di pini. Villar San Costanzo (Piemonte) Ai piedi delle Alpi Cozie, nel Cuneese, ci sono i Ciciu del Villar: formazioni geologiche a forma di fungo alte fino a due metri, sparse nel bosco come se qualcuno le avesse sistemate lì apposta.
Centro-Nord: Castellaro Lagusello (Mantova): Un borgo fortificato che si specchia in un lago a forma di cuore, circondato dalle colline moreniche del Garda. Cingoli (Macerata): Definito il "Balcone delle Marche", offre panorami sconfinati che vanno dagli Appennini al mare Adriatico, custodendo tesori d'arte come le opere di Lorenzo Lotto. Spilimbergo (Pordenone, Friuli-Venezia Giulia): rinomata per l'arte del mosaico. La chiamano la città del mosaico, e non è solo marketing: qui ha sede una scuola che forma artigiani da tutto il mondo nella tecnica del mosaico, mentre il duomo gotico nel centro è uno di quei posti che si trovano quasi per caso e poi non si dimenticano.
I Gioielli del Centro-Sud e delle Isole
Nemi (Roma): Adagiato sui Colli Albani e specchiato nell'omonimo lago vulcanico, è il borgo delle fragole e delle navi romane di Caligola, un mix di archeologia e gusto. Nemi, una delle perle del Lazio, partecipa al concorso che valorizza gli angoli più belli e identitari d'Italia. Una scelta prestigiosa per la regione che ha nel piccolo comune della città metropolitana di Roma Capitale il suo simbolo di fascino e bellezza, tra colori e sfumature di una meta affascinante e ricca di particolari da scoprire.
Lucignano (Toscana) La configurazione del borgo è ellittica, e chi la osserva dall'alto comprende immediatamente che non è frutto del caso: l'urbanistica medievale di Lucignano viene studiata nelle facoltà di architettura. All'interno si conserva anche l'Albero d'Oro, un reliquiario gotico trecentesco che giustifica da solo la visita. Zungoli (Campania) Borgo di pietra nell'entroterra irpino, dove nelle grotte bizantine scavate nella roccia stagiona ancora il caciocavallo. Un centro storico così ben conservato che sembra di essere capitati in un set cinematografico, se non fosse che la gente ci abita davvero.
Margherita di Savoia (Puglia) Le saline più grandi d'Europa, i fenicotteri rosa che ci vivono stabilmente, le terme con le acque salate più concentrate d'Italia. Margherita di Savoia è uno di quei posti che funzionano meglio in bassa stagione, quando i colori dell'acqua e del sale diventano qualcosa di difficile da descrivere. Realmonte (Agrigento, Sicilia): costa suggestiva e vicinanza alla Scala dei Turchi. Sadali (Cagliari, Sardegna): piccolo borgo di sorgenti e boschi, dal fascino rurale.
Un Fenomeno che Cambia i Territori
I borghi che vincono, e spesso anche quelli che arrivano secondi o terzi, vedono cambiare il proprio turismo nel giro di pochi mesi. È questo l'effetto più concreto del concorso: non solo un riconoscimento televisivo, ma una trasformazione reale dei flussi di visitatori, con conseguenze dirette su ospitalità, artigianato locale, ristorazione, piccolo commercio. In un Paese dove molti borghi combattono lo spopolamento e la marginalizzazione economica, una serata in prima serata su Rai Tre la notte di Pasqua vale più di anni di campagne promozionali.
Il contest di quest'anno presenta alcune particolarità interessanti: Il fattore rotazione regionale suggerisce che nel 2026 potrebbe essere il turno di una regione che non ha ancora vinto il titolo: Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Trentino, Umbria e Lombardia non hanno mai portato a casa il titolo. Tra queste, Passignano sul Trasimeno per l'Umbria e Spilimbergo per il Friuli, regione che non vinceva dal 2017 con Venzone, ci sembrano i candidati più solidi su cui scommettere. A stabilire quale sarà Il Borgo dei Borghi del 2026 c'è una giuria composta da tre esperti, che mostrano, a turno, alcune meraviglie del nostro Paese. In primis c'è Tiziana D'Angelo, archeologa e direttrice del Parco Archeologico di Paestum e Velia. Secondo giudice del programma è Fabio Toncelli, esploratore e cacciatore di paesaggi del Kilimangiaro. Infine, il trio di giudici è completato dal critico d'arte Jacopo Veneziani.
La sfida è aperta: che vinca il borgo più bello, quello meglio organizzato o quello che saprà toccare il cuore degli italiani, il 5 aprile scopriremo quale piccolo centro del nostro Paese entrerà nella storia di questo programma che da tredici anni ci ricorda quanto sia ricca e sorprendente l'Italia dei piccoli centri.
