Quando Francesco d'Assisi attraversò per la prima volta la valle di Rieti nel 1209, salutando la gente con un semplice "Buongiorno, buona gente!", probabilmente non immaginava che, ottocento anni dopo, migliaia di persone avrebbero ripercorso le sue orme in cerca di qualcosa che va ben oltre il turismo tradizionale. I numeri parlano chiaro: nel 2024 quasi 200.000 persone in Italia hanno affrontato un cammino, con un aumento del 29% rispetto al 2023. Non si tratta più solo di fede, ma di una vera rivoluzione culturale che trasforma il viaggio in esperienza di crescita personale.
La rinascita dei cammini storici
La Via Francigena rimane il simbolo per eccellenza del pellegrinaggio moderno, collegando Canterbury a Roma attraverso buona parte dell'Europa, con la Toscana come cuore del percorso. Ma accanto ai grandi classici emergono nuove proposte che ridisegnano la mappa del turismo lento italiano. Il Cammino dei Borghi Silenti, nel cuore dell'Umbria, ha registrato una crescita esponenziale nel 2024, passando dalle 22mila alle 47mila visite. Questo percorso ad anello di circa 90 km attraversa borghi medievali incantati come Baschi, Santa Restituta e Toscolano.
La Via di Francesco si articola in due tracciati principali: quello settentrionale da La Verna (189 km) e quello meridionale da Roma (247 km), entrambi convergenti verso Assisi. Questo itinerario collega i luoghi che testimoniano della vita e predicazione del Santo, ripropone l'esperienza francescana nelle terre che il Poverello ha calcato, dove i paesaggi sui quali l'occhio del pellegrino si posa sono i medesimi che hanno rallegrato il cuore di Francesco.
I cammini emergenti del Sud
Il Meridione italiano sta vivendo una vera primavera dei cammini. Il Kalabria Coast to Coast, nuovo protagonista del 2024 con 26mila visite, è un cammino unico che collega le coste tirreniche e ioniche della Calabria lungo 55 km suddivisi in tre tappe principali. In Sicilia, i Cammini Francigeni risalenti all'epoca greca e romana sono stati riscoperti e rimappati di recente, con la Magna Via Francigena che va da Palermo ad Agrigento come percorso più noto.
I dati confermano la crescita dei cammini del sud, scelti soprattutto lontano dalle stagioni più calde, grazie alla possibilità di poterli percorrere tutto l'anno per le condizioni meteo più vantaggiose. Questa tendenza rispecchia una nuova geografia del turismo italiano, che valorizza territori meno battuti ma ricchi di storia e natura incontaminata.
I sentieri della spiritualità ritrovata
Nel 2025, l'iniziativa "Cammini Aperti" coinvolgerà Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Toscana e Umbria con escursioni lungo le Vie di San Francesco, i Cammini Lauretani e il Cammino di San Benedetto. Il Cammino di San Benedetto si sviluppa tra Umbria e Lazio, attraversando i monti Sibillini, le valli dell'Aniene e del Liri per circa 300 chilometri, toccando abbazie dalla forte spiritualità e i tre punti chiave: Norcia, Subiaco e Montecassino.
Particolarmente significativo è il Cammino della Santissima Trinità, situato sull'Appennino laziale. Questo percorso spirituale meno noto ma molto evocativo si sviluppa tra i boschi della Vallepietra fino al Santuario incastonato nella roccia a oltre 1.300 metri. La rinascita di questo itinerario si deve al lavoro di mappatura intrapreso dal 2022 da alcune comunità religiose locali.
L'esperienza del camminare oggi
Le motivazioni che spingono sempre più persone a percorrere un cammino sono molteplici: la possibilità di stare nella natura, fare un'esperienza interiore alla ricerca del benessere mentale ed emotivo, ricercare il benessere fisico, conoscere territori mai visti, incontrare nuove persone. Il 26% si mette in cammino esplicitamente per motivi religiosi o spirituali.
Il cammino oggi è anche un atto culturale e politico: contro l'eccesso, contro la frenesia, contro il rumore. Scegliere di percorrere una via a piedi significa rifiutare la compressione del tempo per riappropriarsene, esplorando paesaggi e comunità con lentezza. È una forma di ecologia del viaggiare, ma anche di attenzione a sé.
Il futuro dei cammini italiani
Il riconoscimento istituzionale arriva con la nuova legislazione che mette a sistema i percorsi esistenti, migliora la segnaletica e sostiene la manutenzione. La legge prevede uno stanziamento di cinque milioni di euro per il triennio 2026-2028, destinati alla valorizzazione della rete dei cammini italiani. I cammini non sono più solo iniziative locali ma entrano nelle politiche nazionali del turismo.
Quello che emerge è che il cammino non è solo un trend in crescita, ma un fenomeno culturale in costante evoluzione. Non si parte per "consumare", ma per rallentare; non si cammina per fuggire, ma per rigenerarsi. In un mondo accelerato, i cammini ci insegnano a tornare a ritmi più umani. Se il vero lusso oggi è il tempo, allora non c'è regalo migliore di una strada da percorrere, un passo alla volta.
