⭐ L’era Tudor apre i battenti: la Lazio non è più Immobile

L'era Tudor apre i battenti con l'esordio all'Olimpico contro la Juventus, sabato 30 marzo alle ore 18:00: la Lazio non è più solo Immobile, ma una squadra pronta a rimettersi in gioco con le idee di un tecnico volte a rivoluzionare scelte e modulo, attraverso importanti accorgimenti

Federica Concas
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L’era Tudor apre i battenti con l’obiettivo esordio ma soprattutto Juventus. Il momento tanto atteso è arrivato, con la Lazio che davanti ai propri tifosi affronterà i bianconeri con al timone della panchina il tecnico croato. Un arrivo volto a a scongiurare un finale di stagione assai impervio e con una promessa che fa da sfondo: la qualificazione per accedere in Europa.

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La Lazio non è più Immobile, anche se il capitano potrebbe diventare un buon alleato nella corsa contro il tempo dei biancocelesti nel riprendere quota. Una questione in cui si intersecano scottanti polemiche, clamorose indiscrezioni e quel pizzico di speranza che il giocatore riesca a ritornare decisivo. Proprio come accaduto con l’avvento della panchina di De Rossi alla Roma.

Quest’ultimo tale da aver rivoluzionato la mentalità ma ancor di più una classifica che con Mourinho in panca stava registrando numeri assai negativi e pericolosi. Il match contro la Juventus, sabato 30 marzo alle ore 18:00, si candida a rappresentare un nuovo inizio. Una rivoluzione che includerà il rebus Immobile. Capro espiatorio sempre più lontano dalla Lazio.

Igor Tudor, Lazio
Igor Tudor, Lazio @Twitter

Verso il 3-4-2-1

Di prove tattiche ce ne sono state diverse dall’inizio della stagione. Ma l’arrivo di Tudor sembra aver totalmente rivoluzionato le precedenti mosse operate da Sarri, per giungere ad una scelta chiara e netta, senza sbavature o altrettante incertezze. La Lazio scenderà in campo con il 3-4-2-1, con a regime una difesa a tre pronta a bloccare le velleità della Juventus.

Un cambio accolto con entusiasmo dalla squadra determinata nel rimettersi in pista dopo la deludente fine dell’era Sarri. Ma soprattutto, pronta a raccogliere i nuovi suggerimenti che giungeranno da un panchina che scotta, in termini di aspettative. Lotito è stato chiaro, modulo a parte, per ripartire bisogna in primis superare la Juventus. Con una prova convincente.

E per farlo, Tudor potrebbe giocarsi la formula del doppio trequartista. Un ruolo che registra abbondanza e qualità e che dovrebbe rappresentare un vero e proprio perno della rivoluzione tattica biancoceleste. Felipe Anderson, Zaccagni, Pedro, Isaksen. Nomi in lizza, in attesa di scoprire a poche ore dall’inizio la definitiva fumata bianca su chi verrà impiegato.

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Ma, questione offensiva a parte, il 3-4-2-1 che con ogni probabilità il tecnico croato utilizzerà nel match contro la Juventus darà il via ad un pressing alto. Quest’ultimo particolarmente dedito ad interrompere le possibili costruzioni dal basso da parte dei bianconeri. Una caratteristica importante per bloccare le eventuali ripartenze degli avversari.

Infatti, nonostante in carriera Tudor abbia utilizzato in qualche occasione anche il 4-2-3-1, il nuovo tecnico della Lazio, come anticipato, sarebbe sempre più deciso nel seguire la linea maggiorente utilizzata nelle esperienze a Marsiglia e Verona. Un difesa a tre con un doppio trequartista o viceversa anche l’evoluzione del modulo in un 3-5-2.

Mattia Zaccagni, Lazio
Mattia Zaccagni, Lazio @livephotosport

Le alternative offensive

La difesa a tre potrebbe a breve rappresentare una vera e propria identità. Tuttavia, il pezzo forte su cui potrebbe puntare Tudor da qui al finale di stagione è l’abbondanza registrata in sede offensiva. Alternative importanti senza dimenticare anche la questione Immobile. Che seppur sempre più vicina ai titoli di coda potrebbe rappresentare un jolly inaspettato.

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Un presupposto fondamentale se si pensa che i numeri registrati da inizio stagione raccontano un limite evidente. Lo stesso calo di Immobile, giustificato anche dai pareri contrastanti del popolo biancoceleste, è stato utilizzato come motivazione al mal di gol. Tuttavia, il problema della Lazio non può essere semplicemente collegato solo allo scarso rendimento del capitano.

Se si pensa che Zaccagni e Felipe Anderson hanno registrato appena 7 gol in due, è evidente che il problema biancoceleste sia da ricercare in una circostanza ben più generale. Anche perché l’abbondanza offensiva insita alla rosa della Lazio non solo non è stata sfruttata a dovere. Ma con ogni probabilità paradossalmente ha rappresentato un limite per Sarri.

Ecco perché utilizzate a dovere con il modulo giusto, le alternative offensive potrebbero rappresentare la vera svolta alla stagione della Lazio, utili all’obiettivo Champions League Europa. La decisione di affidare la panchina a Tudor non è stata scelta a caso. Con Lotito che ha individuato nel croato la figura capace di valorizzare i punti forti della rosa biancoceleste.

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Ciro Immobile, Lazio
Ciro Immobile, Lazio @livephotosport

Immobile capro espiatorio

Da eroe a capro espiatorio di una stagione da dimenticare, almeno fino ad oggi. L’era Sarri si è conclusa, in attesa di capire come si evolverà anche il futuro di Immobile. Sempre più ai titoli di coda con la Lazio indecisa sul da farsi. Il rapporto con i tifosi si è interrotto da diversi mesi anche se l’arrivo di Tudor potrebbe rappresentare una figura di mediazione.

Dall’arrivo nel 2016 all’eventuale addio targato giugno 2024. Quest’ultimo, un anno assai difficile per Immobile, alla ricerca di un riscatto a partire dal match contro la Juventus. L’ultima marcatura messa e segno contro una big risale al 24 marzo 2022, con il Milan. Numeri bassi ma che non dovrebbero rappresentare la ragione dell’eventuale divorzio, previsto a fine annata.

Anche perché, secondo quanto avallato da La Gazzetta dello Sport, il futuro di Immobile dipenderà dalla scelta del giocatore. Ed in tal senso, un ritrovato rapporto con i supporters potrebbe determinare la strada da percorrere in futuro. A partire dalla performance che il capitano riuscirà a dimostrare contro la Juventus, qualora scendesse in campo già da titolare.

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Sicuramente, il clima avverso registrato dall’ambiente è collegato al calo di prestazione dell’attaccante. In un momento in cui i tifosi si aspettavano una chiara e decisa presa di posizione di Immobile, la figura portante di una squadra alla deriva. Ciò non è accaduto, ed il capro espiatorio insieme a Sarri è diventato proprio il capitano. Come molto spesso accade.

Una bandiera oramai sbiadita che potrebbe tuttavia tornare in auge molto presto. Gli equilibri infatti in casa Lazio dovrebbero, questa è la speranza di Lotito, finalmente ripristinarsi grazie a Tudor. Viceversa, qualora ciò non accadesse, la destinazione di Immobile potrebbe inasprire ancora di più i rapporti con i supporters. Specialmente nel caso dell’approdo all’Inter.

La parola ai tifosi

Nel rapporto Immobile-Lazio un ruolo di primissima importanza lo hanno tutt’oggi, e si presume lo avranno anche nel prossimo futuro, i tifosi. Seppur una piccola percentuale continua ad appoggiare ed a onorare il percorso del capitano alla Lazio. Ad emergere sono specialmente le critiche e le offese. Quest’ultime che spesso sono andate oltre il campo, nella vita quotidiana.

Un clima pesante ed una questione spinosa che ha raggiunto il culmine poco prima dell’addio di Sarri ma che continua a coinvolgere il sentiment del web. Quest’ultimo che è spesso andato contro la figura del capitano. Sottolineando quanto la presenza di Immobile alla Lazio non abbia più ragion di esistere. Nonostante rappresenti tutt’oggi un pezzo di storia biancoceleste.

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La parola dei tifosi si è scontrata con la volontà del club. Quest’ultimo deciso a non lasciare andare via il giocatore nell’imminente futuro. Ma, come da prassi, il clima avverso creato ad hoc da alcune frange biancocelesti, con ogni probabilità, rappresenterà la circostanza che potrebbe rivelarsi decisiva a fine stagione. Una decisione su cui la stessa Lazio si ritroverebbe in difficoltà.

Perché se è pur vero che con la cura Tudor anche Immobile potrebbe ritornare l’indimenticato capocannoniere biancoceleste. D’altro canto, lo stesso giocatore a fine stagione sarebbe orientato nel scegliere di salutare definitivamente la Lazio. Proprio perché, le critiche dei supporters rappresentano un elemento cruciale negli equilibri dello stesso calciomercato.

Simone Inzaghi, tecnico dell'Inter*
Simone Inzaghi, tecnico dell’Inter*

L’Inter in agguato

La Lazio registrerà un grande grattacapo a fine stagione rappresentato dall’eventuale addio di Immobile. Il sostituto, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, sarebbe già stato individuato in Giovanni Simeone, nome in pole nei desideri biancazzurri. Ed il capitano? Con l’Inter in agguato, l’attaccante potrebbe optare per la Serie A, salutando l’ipotesi Arabia.

Una pista che desterebbe scalpore e che non verrebbe certamente accolta dai tifosi della Lazio in modo pacifico. Perché ancor prima delle cifre, della formula e dell’ipotetico addio c’è una figura, quella del proprio capitano che lascia la squadra per andare ad unirsi ad una delle avversare più odiate e temibili: l’Inter.

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Tuttavia, davanti alle opportunità di mercato nessuna squadra si tira indietro. E, ad oggi, l’Inter potrebbe rappresentare per Immobile l’opportunità di rimettersi in pista. Tuttavia, con estrema difficoltà e con un posto da seconda linea che potrebbe pesare ulteriormente nelle performance del giocatore. Già di per sé opache e prive della concretezza richiesta in stagione.

Da non sottovalutare altrettanto che, la perdita di un giocatore come Immobile potrebbe rivelarsi decisiva all’interno dello spogliatoio biancoceleste. Ambiente che andrebbe di fatto a perdere uno dei perni che negli ultimi anni ha caratterizzato il percorso della Lazio, registrando numeri e record assai importanti. Un colpo basso che Marotta starebbe tuttavia studiando.

La volontà dell’Inter infatti potrebbe essere rappresentata dalla scelta di intervenire in gamba tesa in un momento assai complicato dell’avventura di Immobile alla Lazio. Andando di fatto a costituire una pista che ingolosirebbe l’attaccante. Pronto a fare le valigie per raggiungere Milano e lasciarsi alle spalle il caldo clima registrato nella sua lunga avventura nella Capitale.

Marotta beffa Lotito

Marotta lavora per beffare Lotito. Solo qualche giorno la rassegna stampa ha raccontato del blitz prossimo ed eventuale che starebbe preparando il ds dell’Inter per convincere Immobile a raggiungere Inzaghi a fine stagione. Un trasferimento che assicurerebbe ai nerazzurri esperienza e qualità, quella che in stagione non è riuscito a garantire Arnautovic, verso l’addio.

Come riportato infatti da La Repubblica, nonostante l’interesse dell’Inter per Gudmundsson, nei paini di Marotta avrebbe preso sempre più quota anche la soluzione Immobile. Più accessibile in termini di prezzo del cartellino, quest’ultimo fissato a 40 milioni di euro per l’islandese. Assodato che invece il capitano della Lazio, secondo Transfmarkt, ha un valore pari a 7 milioni.

Un abisso certo, come lo è la stessa età dei due giocatori ed anche le prospettive future. Tuttavia, Immobile potrebbe svolgere un ruolo importante che seppur secondario alla prime linee sarebbe comunque di notevole importanza. Basti pensare come l’uscita in Champions League dell’Inter sia stata caratterizzata dalle poche chance in mano ad Inzaghi in ottica rosa.

Giocatori che non hanno fatto la differenza quando sono stati chiamati in causa. Ecco perché, il capitano della Lazio starebbe sempre più portando Marotta a provare a chiudere in cerchio. Quest’ultimo che potrebbe ben presto beffare Lotito che non vuole assolutamente rinunciare a Immobile. Ma soprattutto rischiare di rinforzare una diretta concorrente in campionato.

Valentin Carboni, Monza
Valentin Carboni, Monza @livephotosport

Tudor decisivo sul mercato

Per concludere, non può certamente mancare una finestra aperta sul mercato. L’arrivo di Tudor si candida a cambiare la prossima campagna acquisti, nel profondo. Scelte che pronte ad essere supportate dalla Lazio. Un presupposto decisivo anche per far crescere le idee future e la stessa rosa. Partendo da un presupposto di continuità anche in ottica panchina.

In tal senso, in attesa di conoscere il futuro di Immobile, e degli stessi Zaccagni e Felipe Anderson, la Lazio starebbe già vagliando diversi profili. Nomi che tuttavia potrebbero ben presto cambiare, anche in virtù delle nuove indicazioni che giungeranno da Tudor. Ecco perché, sotto questo punto di vista, le scelte di Lotito sarebbero pronte ad invertire prontamente la rotta.

Il primo nome in pole dell’era Tudor, sarebbe quello di Giovanni Simeone. Un valido supporto pronto a prendere il posto di Immobile, qualora il capitano come previsto salutasse i biancocelesti. Ma ad aver preso strada è anche la suggestione Valentin Carboni, finito tuttavia nel mirino di diversi club. Con scenari di mercato pronti restituire clamorosi risvolti.

Poiché l’interesse dell’Inter per Immobile potrebbe di fatto essere avvallata anche dallo stesso Tudor, decisivo nelle scelte in entrata. Il tecnico, come detto, avrebbe individuato nella figura del centrocampista del Monza, di proprietà dell’Inter un giocatore molto interessante. Una pedina che ben si aggiungerebbe al modulo tattico prediletto dallo stesso tecnico croato, il 3-4-2-1.

Claudio Lotito, presidente della Lazio*
Claudio Lotito, presidente della Lazio*

Ragion per cui, la Lazio potrebbe decidere di capovolgere in toto le scelte che aveva già iniziato a valutare durante il percorso con Sarri. Idee che tuttavia la dirigenza non ha supportato, atteggiamento da cui sarebbe scaturita anche la decisione dell’ex tecnico di tirare i remi in barca. Tuttavia, Lotito non vuole più compiere sbagli, ponendo le richieste di mercato di Tudor in pole.

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