Fuga Scudetto, Inter a prova di harakiri

Luca Vano
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I numeri nel calcio non sono tutto, ma il più delle volte servono ad inquadrare al meglio le prestazioni di una determinata squadra. Andando a leggere quelli dell’Inter si palesa così la fotografia di un dominio in Serie A che nel 2024 ha raggiunto picchi mai visti nella storia della Beneamata. Il quadro complessivo restituisce un Inzaghi sempre vittorioso in questo anno solare, a +12 sulla Juve seconda e alla quarta partita di fila in cui conclude con 4 gol segnati. Occorre altro per parlare di fuga Scudetto?

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Alla festa partecipa in maniera speciale Lautaro Martinez, che ha alzato l’asticella e nel 4-0 contro l’Atalanta ha messo a segno il suo 23° gol in campionato, 26° stagionale. Ora il sogno si infrangere il record di gol – 36 – di Immobile e Higuain è diventato un vero e proprio obiettivo per l’attaccante dell’Inter. Un motivo in più per accantonare la scaramanzia e farla diventare consapevolezza, anche se siamo solo a febbraio.

Lautaro Martinez, Inter
Lautaro Martinez, Inter @livephotosport

Forza mentale

A livello di gioco, punti, certezze e gestione della partita tra questa Inter e il duo composto da Juventus e Milan vi è attualmente una voragine. Le prestazioni delle inseguitrici spesso hanno convinto ed altrettanto spesso hanno portato risultati. Tuttavia, il rallentamento dell’ultimo mese e mezzo è sotto gli occhi di tutti e con esso la testimonianza di come Allegri e Pioli non poggino su fondamenta solide come quelle di Inzaghi. E non solo dal punto di vista della pericolosità, ma anche da quello psicologico.

La squadra nerazzurra, di fatto, ha già abituato tifosi e addetti ai lavori a rendere semplici le cose difficili. Come contro l’Atalanta, con lo svantaggio firmato de Ketelaere – poi annullato – e un avvio della Dea che avrebbe potuto rievocare i fantasmi di Bologna, nel recupero di due anni fa che allontanò lo Scudetto. L’asterisco di quest’anno, invece, è sintomo di passo decisivo verso il Tricolore ed insieme ad esso, visto il vantaggio enorme, di possibile gestione delle forze in ottica Champions League.

Federico Dimarco, Inter
Federico Dimarco, Inter @livephotosport

Pensieri da record

L’aspetto di questa Inter che colpisce maggiormente è il grado di serenità raggiunto da tecnico e calciatori nei diversi momenti della gara. I volti sono distesi il più delle volte, come se Inzaghi avesse già letto lo spartito del match. In un certo senso, Dimarco lo ha confermato nel post gara con l’Atalanta: “Mi ha detto di partire largo sul rigore, per un eventuale respinta. L’ho fatto e ho segnato. Quando parla succede sempre qualcosa”. E quel qualcosa è frutto di studio e lavoro tra i cancelli di Appiano.

L’allenatore è stato chiaro ai microfoni della stampa, visibilmente disteso dopo l’ennesimo 4-0 e bravo a sganciare i suoi da una pressione che potrebbe risultare eccessiva. Soprattutto in Europa. “Sono 2 anni e mezzo che sto godendo” ha ammesso Inzaghi “abbiamo vinto 5 trofei e giocato una finale di Champions”. Un ulteriore boost di fiducia che potrebbe portare a passare da pensieri da record a un finale di stagione leggendario.

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