đź’ˇ Il Genoa riparte da Gilardino: 5 soluzioni formato Europa

Il Genoa riparte da Gilardino con l'obiettivo di impreziosire i colori rossoblĂą anche oltre oceano: sono 5 le soluzioni individuate, scelte volte a far diventare il Grifone una realtĂ  formato Europa

A cura di Redazione
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Risalita dai meandri della Serie B, il sapore della promozione sta regalando importanti gioie al Genoa. Convinzioni che a breve accresceranno le ambizioni, ripartendo dall’obiettivo di fare ritornare grande il Grifone in Europa. Proprio come desiderato poco prima della retrocessione in cadetteria, appena due anni e mezzo fa.

Intrighi, futuro, conferme e smentite. Con al centro il mercato, croce e delizia del prossimo futuro. L’idea di Ottolini e società, ovvero di costruire una rosa formato Europa, porterà con sé diversi cambiamenti. Non solo in ottica rosa ma anche contestualmente per quanto riguarderà la nomea della stessa società.

Modifiche e scelte che potrebbero rivelarsi decisive, su cui il Genoa starebbe già lavorando con decisione. 5 soluzioni volte a migliorare quanto di positivo dimostrato nell’ultima stagione. E, contestualmente, ad accrescere le ambizioni del club. Non senza, ovviamente, dover fare anche delle rinunce. Scelte fondamentali per i prossimi investimenti.

Ottolini e la societĂ  in tal senso sono stati chiari. Il Genoa non si vuole piĂą accontentare e, per costruire una squadra competitiva che lotti per conquistare un posto in Europa, i vertici societari punteranno non solo sul mercato. Ma al contempo sulla costruzione di una una squadra ancora sotto le direttive di Gilardino.

L’idea principale è di ripartire dalle fondamenta. Da un ruolo, ovvero quello della panchina, che in Gilardino ha trovato l’attore protagonista. Nonostante le numerose sirene di mercato, il tecnico rossoblù è il primo vero acquisto della stagione. Un uomo di fiducia che è riuscito a risollevare il Genoa in uno dei momenti societari più complessi.

Alberto Gilardino, tecnico del Genoa
Alberto Gilardino, tecnico del Genoa @livephotosport

La volontà di giungere al rinnovo è stata palesata da ambedue le parti. Ragion per cui a breve potrebbero registrarsi, come anticipatamente previsto, i primi segnali di accordo. Quest’ultimi in arrivo come la sorpresa all’interno dell’uovo di Pasqua. Pronti a costruire una vera e propria ripartenza formato Europa.

Con 5 soluzioni su cui la societĂ  si concentrerĂ . Indicazioni che, seppur velatamente, sono state anticipate dallo stesso Blazquez, a piĂą riprese ed in diverse interviste. Ma che alla luce di quanto accaduto negli ultimi tempi, con il rinnovo di Gilardino sempre piĂą vicino, si candidano a rappresentare lo scheletro del Genoa che verrĂ .

Un marchio globale distintivo

Ripartire da un marchio globale per diventare grandi anche in Europa. Come anticipato, le fondamenta rappresentano una parte irrinunciabile del futuro. Il cosiddetto leitmotiv su cui basare qualsiasi tipo di progetto, specialmente quello del Genoa. La squadra più antica d’Italia, con un bacino di tifosi pari a qualsiasi big nostrana.

Un segnale distintivo che comprenda anche i settori piĂą rilevanti tra cui musica, arte e moda. Con a capo la volontĂ  di far conoscere il Genoa come una realtĂ  che esuli solo ed esclusivamente piĂą prettamente dalla parte sportiva. Ma con una visibilitĂ  che di conseguenza possa generare simpatia ed accrescere anche il settore marketing.

Con alla base la volontà di costruire a favore dei tifosi un piano a lunga scadenza che permetta di far accrescere contestualmente le ambizioni della squadra. Perché se è pur vero che il mercato gioca sempre un ruolo decisivo. Altrettanto importante è la solidità societaria ed il modo in cui il marchio della stessa viene apprezzato anche a livello internazionale.

L’intervista integrale di Blazquez, CEO Genoa

L’idea di Blazquez

“Un marchio che comprenda la moda, la musica, l’arte e tutti i settori rilevanti e culturalmente appetibili”. Parole dichiarate da Andrea Blazquez, l’amministratore delegato del Genoa che ha rilasciato, tra i diversi contributi, anche un importante intervista alla rivista Forbes. Una delle più importanti testate giornalistiche mondiali in ambito finanziario. Una mera coincidenza?

Di certo, le dichiarazioni raccontano quanto al di là delle parole potrebbe ben presto prendere il via un progetto sempre più rivoluzionario. Ambizioni importanti seguite da promesse che potrebbero lasciare posto ben presto ai fatti. Tuttavia, l’idea del marchio distintivo è solo una tra le 5 soluzioni fondamentali per regalare al Grifone l’aurea europea da grande squadra.

Il rinnovo dello stadio

E se la crescita del marchio rappresenterebbe una svolta importante. Ancor prima dell’identità globale, il Genoa deve sistemare tuttavia alcuni elementi interni assai importanti. Tra questi, senza ombra di dubbio, la questione stadio. La casa per eccellenza del Grifone, ancora troppo piccola e datata rispetto ad altre realtà europee.

Lo Stadio Luigi Ferraris, noto anche come Marassi, rappresenta il più antico impianto calcistico d’Italia. Con a regime una capienza pari a 36.599. Quest’ultima troppo esigua se paragonata ad esempio alla casa della Fiorentina o ad altre realtà con stesse ambizioni. Per lo meno per una società con l’obiettivo futuro di ampliare il marchio oltre confine.

In tal senso, secondo quanto riportato da Tuttomercato.com, l’investimento a cui potrebbe andare incontro il Genoa varierebbe tra dagli 85 ai 100 milioni di euro. Una cifra esplicata dall’amministrato delegato del Grifone e che potrebbe servire da monito per portare a compimento tutti gli altri progetti. Ma prima è fondamentale ristrutturare la roccaforte rossoblù.

Stadio Marassi, Genoa
Stadio Marassi, Genoa*

Verso la ristrutturazione

Il fattore stadio, molto spesso rilegato a questioni extra, in realtà rappresenta una parte concreta del progetto di espansione di un club. La ristrutturazione, o cambiare casa, così come sta accadendo a diverse realtà di Serie A tra cui Inter e le stessa Lazio, rappresenta un canale fondamentale per crescere a livello di immagine.

Per la ristrutturazione del Luigi Ferraris il Genoa dovrà investire 70 milioni di euro. A fronte degli 80/100 discussi da Blazquez. Un progetto di riqualifica che starebbe registrando segnali positivi con la Sampdoria ed il Grifone sempre più sulla stessa linea d’onda. Interessi volti alla crescita di un impianto caratteristico di un’intera regione.

La finestra sul mercato

Ripartire dal marchio e dallo stadio, senza mai perdere di vista la finestra costantemente aperta sul mercato. Quest’ultimo uno dei protagonisti principali della stagione del Genoa che, tra cessioni e nuove conferme, sta caratterizzando il percorso rossoblù verso l’Europa. Con a capo le decisioni di un leader.

Sono tanti i nomi finiti nel mirino delle big made in Serie A ed oltreoceano. Lo stesso addio di Dragusin, passato al Tottenham per una cifra pari a circa 31 milioni di euro, ha caratterizzato la finestra invernale. Una campagna acquisti che ha coinvolto anche le numerose indiscrezioni relative al futuro di Gudmundsson. Solo rimandato.

Se ci si sofferma in modo più specifico proprio sul divenire dell’islandese, la sensazione è che quest’ultimo a fine stagione, senza ma e senza sé, verrà ceduto alla big che offrirà la somma maggiormente conveniente. O un’eventuale contropartita irrinunciabile. Una finestra sul mercato volta a incassare per investire. Una logica che ben si addice con lavoro di Ottolini.

Ultime su Gudmundsson

Il futuro dell’attaccante è ancora un’incognita solo per quanto concerne i dettagli dell’addio. Gudmundsson continua ad essere oggetto di mercato, con Juventus e Inter in pole. Le ultime indiscrezioni registrano l’islandese pronto ad imboccare la strada nerazzurra, con a regime la contropartita in aggiunta ai 30 milioni di euro di Carboni, a fare da sfondo.

Tuttavia, la pista Inter è stata confermata anche dalla Gazzetta dello Sport che, proprio nella rassegna stampa di domenica 24 marzo, ha messo in luce un curioso retroscena. Ovvero, il no rifilato alla Fiorentina a gennaio dall’islandese non sarebbe stato rilegato esclusivamente alla cifra proposta dai Viola. Ma ad un preaccordo tra l’attaccante e lo stesso Inzaghi.

M. Ottolini, Genoa
M. Ottolini, Genoa @twitter

Pianificare la rosa

In attesa del termine della stagione, il Genoa sta pianificando la rosa, nomi che resteranno ancora agli ordini di mister Gilardino. Giocatori su cui il Grifone vuole puntare e che non lasceranno, almeno per quanto concerne la prossima stagione, la causa rossoblù. Quest’ultima con un unico obiettivo: raggiungere la qualificazione l’Europa.

In tal senso, Ottolini si è mosso in ottica rinnovi, blindando alcuni degli elementi più importanti, tra questi Vasquez che tuttavia rappresenterà solo l’inizio di una serie di conferme. La volontà dello stesso presidente Zangrillo è di andare a introdurre nuovi elementi continuando a puntare sulla certezza di chi merita un posto da titolare.

Pianificare la rosa significa anche questo. Ripartire dai pilastri per aggiungere elementi che possano far crescere gli obiettivi stagionali. In tal senso, la volontà del Genoa è di costruire una squadra che possa aiutare Retegui, diamante dell’attacco rossoblù. Nonostante le indiscrezioni di mercato, Gilardino è stato chiaro con la società: il numero 9 non si tocca.

L’ascesa in Nazionale

Gilardino non vuole assolutamente rinunciare a Retegui: è stato chiaro. Ma l’ascesa in Nazionale e l’ottima prova disputata in maglia azzurra potrebbero compromettere il futuro dell’attaccante al Genoa. Alla finestra ci sarebbero Juventus e Milan che, secondo quanto riportato da Sportmediaset, starebbero seguendo con attenzione la crescita del giocatore.

Tuttavia, Retegui rappresenta uno di quei pilastri a cui il Genoa non vuole assolutamente rinunciare. Candidato a protagonista della rosa formato Europa, le voci di mercato impensieriscono, ma resta è difficile che Zangrillo decida di rinunciare al numero 9. Almeno per quanto concerne la stagione 2024/25.

Il ruolo di Gilardino

Le 5 soluzioni formato Europa che fanno sognare Gilardino ed il futuro prossimo del Genoa non possono certamente non annoverare la questione rinnovo. Argomento assai spinoso che sta caratterizzando gli ultimi mesi, tra dicerie, smentite e nuovi scenari. Quest’ ultimi pronti a balzare alla cronaca. Tuttavia, il divenire della panchina rossoblù non è assolutamente in bilico, anzi.

L’idea esplicata da Blazquez solo qualche settimana fa potrebbe prendere forma proprio dopo il match contro il Frosinone, a condizione che la stessa sia appoggiata da Gilardino. La soluzione ideale per un Genoa formato Europa sarebbe rappresentata dalla volontà del tecnico di firmare un contratto a lungo termine. Volto a caratterizzare un progetto di crescita.

Il ruolo di Gilardino sarà determinante per diversi motivi. Ma ancor prima bisognerà capire quanto ancora si fermerà al Genoa. Tempistiche che potrebbe fare la differenza anche in ottica mercato. In primis, relativamente all’operato di Ottolini che potrebbe variare tra appoggiare in toto le richieste del tecnico ad operare scelte differenti proiettate in ottica futuro.

Gilardino, Genoa
Gilardino, Genoa @twitter

La proposta di Blazquez

La proposta che dovrebbe giungere a Gilardino, anticipata nelle dichiarazioni di Blazquez qualche settimana fa, di un Genoa che vuole costruire il prossimo futuro con alla guida il tecnico biellese, almeno per altri 3/4 anni. Un presupposto da cui dipenderĂ  lo stesso divenire del Grifone. Una decisione che potrebbe modificare gli equilibri delle soluzioni fin qui analizzate.

Infatti, spetterà a Gilardino scegliere come abbracciare il progetto Genoa, decidendo di firmare la proposta giunta dalla società. O viceversa, prolungare senza legarsi ai colori rossoblù a lungo termine. La soluzione ideale per un Genoa formato Europa sarebbe la presenza del tecnico in panchina ancora per diverso tempo. Ma, nulla è ancora trapelato.

Genoa, il futuro? Lo scopriremo solo vivendo

Lo scopriremo solo vivendo. Note e parole che riportano alla famosa canzone di Battisti e che contestualmente aprono una finestra sul futuro prossimo del Genoa. Le 5 soluzioni analizzate in precedenza rappresentano le basi ideali su cui ripartire. Presupposti avanzati dalla stessa societĂ  ma tuttavia ancora contornati veri e proprio punti interrogativi.

Infatti, a partire dal marchio globale fino alla ristrutturazione dello stadio, giusto per citare i primi due macro obiettivi, i tempi sono tutt’altro che brevi. Come d’altronde sarebbe ovvio per qualsiasi altra società. A rappresentare però la crescita effettiva del Genoa potrebbero essere una serie di soluzioni, a breve termine, che permetterebbero di iniziare a delineare quel che accadrà.

Proprio per questo, la questione Gudmundsson, l’ascesa in Nazionale di Retegui ed il rinnovo di Gilardino si candidano a fare da apripista al progetto Europa. Sono quest’ultime tre le soluzioni da cui ripartire che sommate alla questione stadio e marchio, potrebbero finalmente far ritornare il Grifone ai livelli tanto bramati dalla piazza.

Mateo Retegui, Genoa
Mateo Retegui, Genoa @livephotosport

Considerazione che registrerebbe ancora una volta la capacitĂ  del Grifone di rialzarsi dopo un periodo assai complesso. La discesa in Serie B, la promozione meritata e il ritorno in Serie A da neopromossa in toto a suo agio con la ritrovata esperienza. Una ripartenza che fa ben sperare, monito per i prossimi impegni anche in ottica mercato.

I presupposti, salvo clamorosi colpi di scena, ci sono tutti. Ora la palla passa alla dirigenza. Ed al contempo a chi sta rendendo magico questo nuovo Genoa: il timoniere della panchina e i capisaldi dello spogliatoio rossoblĂą. Contribuiti fondamentali per continuare a costruire un Grifone formato Europa.

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