Il geranio è una delle piante più coltivate in Italia, soprattutto per balconi e giardini. Originario del Sudafrica, arrivò in Europa nel Seicento e da allora non ha mai smesso di conquistare gli italiani. Una credenza diffusa sostiene che innaffiare i gerani al mattino impedisca la muffa sulle foglie, ma la verità è più sfumata: conta più l'umidità notturna e la circolazione dell'aria che l'orario dell'innaffiamento.

In Italia si coltivano almeno 300 varietà di gerani, dai classici rossi ai bianchi e rosa striati. Secondo i dati dei vivai principali, maggio è il picco di vendita: il geranio preferisce temperature tra 15 e 25 gradi e inizia a fiorire in modo massivo quando le notti si allungano e la luce aumenta. Chimicamente, il fiore contiene antociani e carotenoidi, i pigmenti che gli danno rosso, rosa e arancio. Un geranio ben coltivato produce 40-60 ombrelle floreali per stagione, con punte di 100 fiori su piante mature.

I vivai professionali usano tre tecniche specifiche per ottenere fiori abbondanti. Prima: potatura leggera in aprile, che stimola la ramificazione laterale e aumenta il numero di infiorescenze. Seconda: concimazione mirata con potassio e fosforo (rapporto NPK 5-10-10) ogni dieci giorni da maggio a settembre, perché il fosforo attiva la formazione dei boccioli. Terza: drenaggio impeccabile, con terriccio leggero e vasi con buchi larghi, dato che i gerani soffrono il marciume radicale più di qualsiasi malattia fungina.

Come ottenere il massimo dei fiori

Maggio è il mese critico: i gerani entrano nella loro fase più produttiva e la risposta alla potatura primaverile si vede subito. Se hai un geranio che fiorisce poco, la causa è quasi sempre carenza di luce o ristagno idrico nel vaso. Cambia posizione e controlla i fori di drenaggio.

Un dettaglio che molti trascurano: il geranio non ama il freddo notturno brusco. Se a maggio le temperature scendono sotto i 12 gradi di notte, sposta i vasi sotto una sporgenza o accanto a una parete che rilasci calore. La pianta metabolizza più lentamente e ritarda la fioritura di una o due settimane.