👑 Inter, il dominio della regina: le 10 partite chiave per lo Scudetto

La regina Inter festeggia la seconda stella, uno scudetto dominato fin dalle battute iniziali del campionato: tuttavia, sono 10 le partite chiave che hanno caratterizzato la stagione, appuntamenti in cui la Beneamata ha espresso tutta la sua leadership

Federica Concas
15 Minuti di lettura
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La seconda stella è giunta proprio contro il Milan, meglio di così non poteva andare. Il ventesimo scudetto conquistato dall’Inter, targato 2023/24, è arrivato nella giornata più importante. Nella partita maggiormente caratteristica per Milano e gli stessi tifosi nerazzurri, oltre che rossoneri. Un’emozione doppia che ha reso ancora più speciale il sapore della vittoria. Quest’ultima una sensazione che mai come quest’anno ha accompagnato le ambizioni della Beneamata.

Perché se c’è una cosa che mette tutti d’accordo, tifosi e non, è che l’Inter ha dominato il campionato in lungo e in largo. Si potrebbe osare dire che le dirette concorrenti Juventus e Milan ne hanno facilitato la vittoria. Ma è giusto sottolineare come la squadra di Inzaghi non abbia mai registrato un vero tentennamento. Andando a conquistare un tricolore che molto deve anche alle stesse scelte di mister Simone Inzaghi.

Quest’ultimo tra i protagonisti di un’annata che avrebbe potuto regalare ulteriori gioie, non solo dentro i confini nazionali. Ma è il momento della festa, non certamente dei rimpianti, cosicché è giusto sottolineare un percorso che ha iniziato gara dopo gara a concretizzarsi. A partire da 10 fondamentali tappe, partite in cui i nerazzurri hanno imposto la propria leadership. Ingredienti di una ricetta che ha incoronato l’Inter Campione d’Italia per la ventesima volta nella sua storia.

Inter, questione di derby

Nelle 10 tappe che hanno avvicinato l’Inter allo scudetto un ruolo predominante lo hanno avuto, senza ombra di dubbio, i derby. Le due grandi avversarie Milan e Juventus hanno caratterizzato due sentieri di un percorso su cui i nerazzurri sono stati abili a non inciampare. Dimostrando qualità, caparbietà ma soprattutto l’ampio divario con le inseguitrici ed avversarie per antonomasia.

“Questione di derby” direbbe qualcuno. Perché se c’è una cosa che il campionato ha messo in rilievo è il divario tecnico tra Inter, Milan e Juventus. Gare in cui la strada verso lo scudetto si è palesata fin dal girone di andata. Appuntamenti in cui i nerazzurri sono stati in grado di tenere campo, ma soprattutto nel caso dello scontro contro gli odiati cugini rossoneri di dimostrare il gap assoluto che ha separato la stagione di ambedue le squadre.

Ma oltre a questo, la questione si allarga per l’appunto anche al tanto acclamato derby d’Italia. Con una Juventus che seppur è riuscita a tenere testa nella gara di andata, al ritorno non è riuscita a frenare la voglia di vittoria di Lautaro Martinez e colleghi che hanno condannato la Vecchia Signora. Quest’ultima che dopo il match disputato a San Siro ha iniziato a registrare i primi grattacapi. Non una semplice coincidenza.

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Come anticipato, la seconda stella nella maglia dell’Inter è giunta grazie all’evidente dominio che i nerazzurri sono riusciti ad esprimere durante l’intera stagione. E se è pur vero che l’ultimo tricolore potrebbe essere annoverato come lo scudetto dei derby. D’altro canto, è bene sottolineare come la squadra di Inzaghi a suon di record sia riuscita a mettere in cascina punti decisivi anche in altri match.

Partite che seppur alla vigilia meno blasonate hanno rappresentato un banco di prova assai complesso, sia per l’Inter che per le dirette inseguitrici. Perché l’ingrediente che rende grande una squadra è la continuità con cui gestisce le sfide all’apparenza più semplici. E lo storytelling che racconta la seconda stella dell’Inter, così come analizzato anche da Sportmediaset, riparte in particolare da 10 appuntamenti. Incontri che hanno messo in evidenza la leadership della Beneamata durante l’intera stagione.

Inter-Milan 5-1, il poker è servito

Se c’è una gara che ha maggiormente delineato il percorso dell’Inter mettendo in chiaro fin da subito la leadership nerazzurra, come anticipato, è stato il derby Inter-Milan 5-1, datato 16 settembre. Una gara d’andata il cui il poker è stato servito con estrema facilità. Un appuntamento che ha messo subito in chiaro il divario tecnico e di approccio mentale presente tra le due formazioni. E che si è poi concretizzato nelle giornate a venire.

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Di quella calda serata preautunnale resta il ricordo di un 5-1 targato Mkhitaryan, autore di una dopietta, Thiaw, Calhanoglu e Frattesi. Quest’ultimo che completa la manita con San Siro nerazzurro che impazzisce di gioia. Un poker di reti servito su un piatto caldo, che scotta. Anche perché Inter-Milan rappresenta la gara in cui Inzaghi ha messo in chiaro subito le velleità della squadra: vincere il campionato, dominandolo.

Domenico Berardi, attaccante del Sassuolo e della Nazionale italiana @Image Sport
Berardi, attaccante del Sassuolo @Image Sport

Inter-Sassuolo 1-2, il primo e unico pit stop

Il pit stop per l’Inter è giunto proprio nel mese dell’importante risultato ottenuto nel derby di Milano. Ad imporsi è stata la bestia nera del Sassuolo sempre molto propensa nel fare punti contro le squadre più blasonate. Il 29 settembre tuttavia non rappresenta solo la prima sconfitta subita a San Siro, ma l’unica. Infatti i nerazzurri dopo il passo falso contro i neroverdi non hanno mai più perso. Almeno fino al raggiungimento dello scudetto, nel 33° turno.

Un risultato che non ha stupito anche perché la storia narra come il Sassuolo per l’Inter abbia sempre rappresentato uno degli avversari più complessi e maggiorente imprevedibili. Tuttavia, a destare preoccupazione ad Inzaghi è la modalità con cui i nerazzurri si sono fatti riacciuffare e sorpassare. Una rimonta decisa in appena 9 minuti di gioco nel corso della ripresa, grazie alle reti di Bajrami e Berardi, giunte in risposto a Dumfries.

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Inter-Roma 1-0, la ripresa

Il pit stop registrato a San Siro ed il pareggio contro il Bologna si sono rivelati due risultati che seppur insoddisfacenti hanno di fatto caratterizzato la ripresa dell’Inter. Giunta il 29 ottobre scorso quando la squadra di Inzaghi ha dominato i rossoblù, mettendo in cascina tre punti fondamentali per la classifica. Protagonista della serata Thuram .

Un passaggio di consegne con il tanto fischiato Lukaku, in un clima molto incandescente. Una vittoria su misura dalla quale l’Inter uscirà in netta ripresa e, di fatto, inizierà il lungo percorso verso il record. Oltre ovviamente con direzione seconda stella. Infatti, la formazione di Inzaghi a partire dal match contro il Bologna metterà a referto prestazioni una serie di risultati utili consecutivi in campionato. Circostanza ancora presente.

Thuram e Gatti, Juventus-Inter
Thuram e Gatti, Juventus-Inter @LPS

Juventus-Inter 1-1, un punto scudetto

La seconda stella dell’Inter passa anche per il pareggio nella gara di andata in casa della Juventus. In primis, perché il momento vissuto dai bianconeri proprio nel novembre scorso racconta di un ottimo momento di forma. Un periodo in cui i bianconeri rappresentano l’avversaria per eccellenza della Beneamata al titolo. In un Allianz Stadium gremito a festa, la squadra di Inzaghi è la squadra che maggiormente merita la vittoria.

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Passata in svantaggio a causa del gol messo a segno da Vlahovic, l’Inter riesce a riequilibrare l’incontro grazie alla rete di Lautaro. Ma sfiora a più riprese il gol del vantaggio, non riuscendo a portare a compimento la vittoria. Quel che emerge nel derby d’Italia è tuttavia la superiorità dei nerazzurri. Quest’ultima che andrà ad esplodere e travolgere la stessa Juventus nelle gare a venire. Specialmente nell’incontro del ritorno.

Napoli-Inter 0-3, lo sgarbo ai Campioni d’Italia

Il passaggio di consegne tra i vecchi e i nuovi Campioni d’Italia. Napoli-Inter 0-3 sembra proprio rappresentare questo, in virtù di una gara che ha registrato la squadra di Inzaghi come padrone assoluta dell’incontro. Decisione contestazioni arbitrali a parte, la Beneamata conquista 3 punti d’oro grazie innanzitutto ad azioni da manuale. Con azioni precise e costruite con una mole di passaggi assai alta: 30 secondi 8 passaggi e così via.

Con il Napoli che, dopo aver rifilato 18 punti di distacco ai nerazzurri, la scorsa stagione scivola addirittura a -11 dall’Inter capolista, già alla quattordicesima giornata. Un tonfo che poi andrà a caratterizzare la stagione del club partenopeo ma soprattutto quella dei nerazzurri. Sempre più candidata numero uno alla conquista del tricolore. Lo 0-3 rifilato al Maradona infatti mette a referto una partita impeccabile, mettendo in luce ancor di più le qualità della rosa nerazzurra.

Davide Frattesi, Inter
Davide Frattesi, Inter @Twitter

Inter-Verona 2-1, la caparbietà

Nel percorso dell’Inter durante gli appuntamenti relativi all’andata è certamente emerso il gap tecnico presente tra i nerazzurri e le avversarie al titolo. Tuttavia, ad emergere, nei pochi momenti un po’ più complessi, anche a causa dei vari impegni, è stata la caparbietà. Una dote insita alle grandi squadre e fondamentale specialmente in quelle gare in cui, vuoi per stanchezza, vuoi per mancata lucidità, non si riesce a brillare come dovuto.

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Una premessa importante poiché la vittoria a San Siro dell’Inter contro il Verona per 2-1 racconta proprio questo. Di una pazza Inter che caparbia sblocca il risultato con Lautaro ma che rischia di non andare oltre il pareggio a causa del gol messo a segno dal neo entrato Henry. Con il gol di un Frattesi, che esulta in mutande, nel recupero ed un altrettanto tiro dal dischetto a favore degli Scaligeri, sbagliato dall’autore dell1-1.

Inter-Juventus 1-0, il dominio

E se il match di andata ha rappresentato il primo appuntamento vero e proprio che ha svelato l’arcano circa la squadra maggiormente favorita allo scudetto. Il ritorno ha di fatto decretato e indirizzato verso il tricolore nerazzurro. Seppur Inter-Juventus sia terminata 1-0 quel che è merso, con prepotenza, è l’assoluto dominio della squadra di Inzaghi nei confronti della corazzata bianconera. Giunta a San Siro con l’obiettivo di fare male.

Non rappresenterà certamente una mera coincidenza il fatto poi da San Siro in poi la stagione della Juventus ha segnalato un evidente tracollo. Con l’Inter che ha preso in mano le redini del campionato come della stessa gara, disputata in un freddo febbraio, in cui la Beneamata è riuscita ad uccidere moralmente, e non solo, la Vecchia Signora. Assicurandosi la fuga verso una vetta sempre più nerazzurra.

Roma-Inter 2-4

Roma-Inter 2-4, la prova di forza

C’è sicuramente un incontro che ha più di tutti confermato la solidità dell’Inter ed è la gara di ritorno contro la Roma. La motivazione? Chiara ed ampiamente intuibile. La squadra di Inzaghi contrapposta agli uomini guidati dal neo allenatore De Rossi ha registrato per la prima volta in stagione una difficoltà mai palesata prima. Una circostanza in cui tuttavia è emersa la leadership che poi ha caratterizzato il percorso verso la seconda stella.

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In difficoltà come mai accaduto, l’Inter nel secondo tempo sfodera l’ennesima prova di forza, andando di conseguenza a ribaltare il momentaneo 2-1 messo a referto dalla Roma. Con Thuram che pareggia e provoca successivamente l’autorete di Angelino. Sigillata nel finale dal gol di Bastoni. Tre reti giunte nel momento più complesso non solo della gara ma dell’intera annata in campionato. La Beneamata ipoteca lo scudetto.

Udinese-Inter 1-2, la capolista se ne va

La capolista se ne va e lo fa con grande stile e classe. Il match contro l’Udinese rafforza l’idea di seconda stella, con l’Inter che fugge definitivamente in solitaria allungando il gap di distanza con il Milan, che nel frattempo ha scippato il secondo posto alla Juventus. Al Bluenergy Stadium i nerazzurri dominano l’incontro anche se vengono punti da un tiro cross di Samardzic.

Tuttavia, l’appiglio da grande squadra permette all’Inter di recuperare la gara. Nella ripresa Calhanoglu pareggia di rigore, poi a tempo scaduto Frattesi completa la rimonta. I nerazzurri fanno festa con i propri tifosi che in trasferta inneggiano: “La capolista se ne va”. E non hanno tutti i torti. L’Inter sale a +14 dal Milan e a +20 dalla Juventus. Poco da aggiungere.

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Milan-Inter 1-2, l’apoteosi

L’apoteosi giunge nella 33° giornata. Una gara che resterà nell’annuali dei ricordi dei tifosi dell’Inter che conquistano la seconda stella nel derby di Milano, davanti agli occhi dei tanto odiati cugini rossoneri. Una circostanza che rende la vittoria del tricolore un evento ancor più poetico. Una delle cornici, se non la migliore, in cui Inzaghi poteva augurarsi il festeggiamento dello scudetto.

Un’apoteosi che ha come protagonista l’Inter, la predestinata. Perché se c’è una particolarità che ha caratterizzato la conquista della seconda stella è il dominio che l’Inter ha dimostrato durante l’intero campionato. Un’attitudine chiara anche a chi i colori nerazzurri non gli ama ma che non può concordare sul fatto che il ventesimo scudetto della Beneamata sia più che legittimo. Oltre che storico.

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