Inter, Zanetti: “Lautaro resta, ora sogno la Champions”

Intervistato a DAZN, durante Supertele, il vicepresidente dell'Inter, Javier Zanetti ha parlato dello Scudetto, dei suoi protagonisti e del suo rapporto con Zhang

Neri Benvenuti
3 Minuti di lettura
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Il vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, ha parlato a DAZN, durante Supertele, dello Scudetto appena conquistato e del futuro del club: “Resta soprattutto la felicità dei tifosi, poi il percorso fatto. Inzaghi con i giocatori e lo staff hanno svolto un grandissimo lavoro, consapevoli che la squadra era forte ma che dovesse anche dimostrarlo. C’è stato un momento di difficoltà in cui i risultati non arrivavano, poi nella scorsa stagione il fatto di essere arrivati in finale di Champions League era un grande traguardo. Quella partita ci ha lasciato grande rammarico perché la potevamo vincere, ma ci ha dato anche la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante. Inzaghi ha portato tantissimo all’Inter. Ha dato serenità e la consapevolezza di essere una squadra forte. E’ uno che si impegna tanto e i ragazzi lo hanno sempre seguito in tutto”.

Zanetti si è poi focalizzato sui protagonisti dello Scudetto: “Calhanoglu ha accettato questo nuovo ruolo, il mister gli ha dato fiducia e lui si è sentito grande protgonista. Thuram ha avuto qualche problema al ginocchio, noi gli abbiamo dato grande fiducia e lui è stato subito determinante. Lautaro è contento, l’Inter è la sua famiglia. E’ un grande capitano ed è felice qui. Quando Milito lavorava nel Racing mi diceva sempre che era forte, aveva 18 anni. Un giorno dopo una tripletta rispose che era contento della prestazione, se ne vedono pochi ragazzi di 18 anni che rispondono così. Pensavamo che andasse all’Atletico Madrid, poi ci hanno detto che erano sorti problemi e se volevamo parlarne. Da lì Piero (Ausilio) è andato in Argentina e ora è 6 anni che è con noi. Si può stare tranquilli, sarà ancora il capitano dell’Inter nella prossima stagione. Il sogno è quello di poter alzare un’altra Champions da dirigente”.

Sul rapporto con Zhang e la società: “Per vincere devi anche costruire una squadra fuori dal campo che lavori a pari livello di quella in campo. La società deve esserci nei momenti di difficoltà. Quando l’allenatore è in difficoltà se ci credi devi stargli vicino. Zhang? Siamo sempre in contatto, era contentissimo per la vittoria, ma triste di non poter esserci. E’ tranquillo perché vede che la società funziona e il club è in buone mani”.

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