Juventus, una settimana decisiva: piazzamento Champions e Coppa Italia prima della rivoluzione?

La Juventus si gioca il futuro nei prossimi sette giorni: una qualificazione alla Champions League da conquistare ed una Coppa Italia da vincere

Alessandro De Falco
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La stagione 2023-24 volge al termine e la Juventus di Massimiliano Allegri è chiamata in sette giorni a raggiungere gli obiettivi prefissati ad inizio stagione. Tre sono i punti che separano i bianconeri dall’aritmetica partecipazione alla prossima – ricchissima – Champions League, dopodichè ci saranno pochi giorni per preparare la finale di Roma contro l’Atalanta, che darebbe la possibilità a Vlahovic e compagni di regalare un trofeo ad un ambiente non intenzionato a chiudere la terza stagione dell’Allegri bis a “zero titoli”.

E’ proprio il futuro del tecnico livornese a rappresentare il più grande punto di rottura all’interno del mondo bianconero: c’è chi chiede a gran voce l’esonero e chi, come la Curva Sud – cuore pulsante del tifo bianconero – auspicherebbe addirittura in un rinnovo.

Juventus, una stagione tra mille difficoltà

Cosa è successo dopo Juventus-Empoli 1-1 dello scorso Gennaio, probabilmente non lo scopriremo mai. Ma il rullino di marcia impressionante che aveva permesso ai bianconeri, fino a qualche mese fa, di restare in scia dell’Inter nella lotta scudetto è ormai un lontano ricordo. I numeri raccapriccianti del girone di ritorno testimoniano le enormi difficoltà vissute dagli uomini di Allegri. 14 punti nelle ultime 14 partite non possono essere numeri soddisfacenti per una squadra che ambisce a tornare vincente e con ogni probabilità non basteranno nemmeno a Giuntoli ed Elkann per confermare il tanto criticato Allegri.

D’altro canto, va detto che dirigenza, staff, tecnico e giocatori sono stati chiari sin dall’inizio della stagione, ribadendo come l’obiettivo per quest’annata fosse il piazzamento in Champions League abbinato, magari, ad un successo in Coppa Italia. Nonostante le prestazioni discutibili, il gioco poco esaltante e i pessimi numeri del girone di ritorno, la Juventus è in linea con la programmazione di inizio anno.

La prossima partita casalinga contro la Salernitana – già retrocessa – sarà un match ball per la Signora, in caso di vittoria infatti, la Juventus otterrebbe la qualificazione aritmetica alla nuova “Super” Champions League con due giornate d’anticipo. Discorso diverso per la partita del prossimo 15 maggio a Roma, contro l’Atalanta. In palio non ci saranno – almeno per la Juventus – ambizioni europee, quanto la possibilità di alzare al cielo un trofeo nazionale che manca dalla gestione Pirlo e che potrebbe dare un sapore diverso ad una stagione difficile in cui il sogno scudetto si è frantumato rocambolescamente.

Allegri-Juve ad un bivio: sarà l’ultima finale?

Il futuro di Massimiliano Allegri è appeso ad un filo e difficilmente piazzamento in Champions e Coppa Italia saranno “l’ago della bilancia”. Se da un lato infatti, il tecnico toscano – forte del suo contratto fino a giugno 2025 – non sembrerebbe intenzionato a lasciare di sua iniziativa la panchina bianconera, dall’altro c’è l’attuale football director della Juventus Cristiano Giuntoli, che spingerebbe per portare alla Continassa Thiago Motta, autore di una cavalcata memorabile in campionato con il suo Bologna.

Allegri è sempre stato “oggetto” di discussione e divisione nel mondo Juve e questo triennio non è stato da meno. Le ultime stagioni sono state accompagnate da svariate difficoltà: la penalizzazione dello scorso anno e le pesanti assenze di Pogba e Fagioli rappresentano certamente delle attenuanti che soccorrono la posizione di Max Allegri, ma che oggettivamente da sole non possono bastare.

La scarsa produzione offensiva, i rapporti difficili con alcuni dei “leader” dello spogliatoio bianconero – Chiesa e Vlahovic su tutti – sono cosa nota, così come il rapporto ormai incrinato con una netta fetta di tifoseria – fatta eccezione per la Curva Sud – e allora, Giuntoli sarà chiamato a prendere la sua prima vera decisione dopo il passaggio da Napoli a Torino: perseverare con la strada del pragmatismo, offrendo ad Allegri un rinnovo contrattuale (difficile immaginare che l’allenatore livornese possa ripartire col contratto in scadenza) oppure affidarsi ad un nuovo progetto, nuove idee e quindi un nuovo allenatore. Ecco che la finale di Coppa Italia potrebbe essere l’ultima chance di Allegri per salutare, ancora una volta, da vincente.

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