La classifica di Mourinho: le 10 tappe, dalla peggiore alla migliore, di una carriera Special

Redazione
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Semplicemente José Mourinho e non servirebbe molto altro per descrivere uno degli allenatori più vincenti della storia e, al tempo stesso, più discussi del mondo calcistico, tutto. Un triplete vinto all’Inter a far da sfondo alle discussioni, le liti, i cartellini rossi, gli scudetti vinti, l’Europa conquistata in lungo e largo, le conferenze stampa più uniche che rare, tutto a determinare il comportamento dell’uomo più Special del nostro tempo. Bisogna, però, andare ad analizzare le singole tappe per determinare la peggiore e, osservando più da vicino, la migliore stagione che il calcio debba di diritto riconoscere a questo gigantesco esemplare di lacrime e sangue. Abbiamo classificato 10 periodi della storia del portoghese per riuscire a determinare più chiaramente e più semplicemente José Mourinho, appunto.

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numero 10

Tottenham

E’ probabilmente la stagione più brutta e deludente per José Mourinho. Chiamato a sostituire Mauricio Pochettino nel 2019 è sembrata mossa sbagliata fin dall’inizio, e da parte della società, e da parte dello Special One.

José Mourinho al Tottenham
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Unico obiettivo legato al raggiungimento della finale di Coppa di Lega del 2021 – motivo per cui è stato nominato – per poi essere licenziato pochi giorni prima della gara cruciale di quella fantomatica stagione. Documentari discutibili targati Amazon ed un Harry Kane probabilmente all’apice dei poteri nella squadra non hanno giovato al futuro del tecnico portoghese. Oh, e naturalmente, tanto calcio molto poco Special.

numero 9

Benfica

Al primo incarico da allenatore nel calcio professionistico, il giovanissimo Mourinho sedeva sulla panchina del Benfica, nel settembre 2000, sostituendo niente di meno che Jupp Heynckes.

José Mourinho al Benfica
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Un periodo più breve che esaltante: dopo una prima ondata decisamente positiva e lo shock dovuto alle elezioni presidenziali del club, Mourinho sfruttò la vittoria contro lo Sporting a dicembre per chiedere subito un adeguamento contrattuale. Il nuovo Presidente del club, Manuel Villarinho, rifiutò la richiesta e JM si dimesse dopo appena 9 gare disputate con il club portoghese. Per la serie: “breve ma intenso”.

numero 8

Uniao de Leiria

Terminata l’esperienza al Benfica, José Mourinho restò in Portogallo e scelse la panchina dell’Uniao de Leiria nel luglio del 2001. Anche questa fu una stagione molto breve, troppo per poterla classificare con una posizione più importante e, seppur condita con buoni risultati, lo Special One abbandonò velocemente nel mese di gennaio successivo.

numero 7

Manchester United

José Mourinho ha dichiarato apertamente che arrivare secondo in Premier League con il Manchester United nella stagione 2017-2018 è stato il più grande risultato della sua carriera ma, scrutando il grande comunicatore che tutti conosciamo, è certamente stata un’altra delle grandi abilità mediatiche dello Special One.

José Mourinho e Paul Pogba al Manchester United
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Tutto iniziò brillantemente appena prese in mano le redini dei Red Devils. Pogba, Ibrahimovic, una Europa League ed una Coppa Carabao impossibili da dimenticare; le grandi conferenze stampa, poi, hanno colorato ancor di più l’esperienza del portoghese con lo United anche se il calcio espresso dalla squadra era ben altra cosa. Licenziato nella stagione 2018-19 per non essere riuscito a riportare lo scudetto al club di Manchester, nonostante i tanti soldi spesi e soprattutto dopo essere stato riconosciuto colpevole di aver alienato alcuni giocatori importanti della squadra, tra cui un certo Anthony Martial.

Numero 6

Roma

Sono tanti gli aspetti che possono in qualche modo avvicinare quanto accaduto da José Mourinho al Manchester United e quanto accaduto fino a poco fa alla Roma, la sua Roma. Un ottimo inizio ed un trofeo europeo vinto alla prima panchina in giallorosso; l’amore incondizionato guadagnato per se stesso e per la società hanno certamente creato una spaccatura nell’ambiente dopo il più recente esonero, nonostante il ritorno di Daniele De Rossi.

Mourinho e Dybala, Roma
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Il “colore” dimostrato durante ogni conferenza stampa, le interviste dedicate al mercato, alla società e agli arbitri hanno fatto da contorno alla discutibile tendenza calcistica espressa dalla squadra in campo e che, nonostante una seconda finale europea consecutiva conquistata dalla Roma alla seconda stagione in giallorosso, hanno portato la Presidenza dei Friedkin a voler cambiare la guida. Resta comunque indimenticabile il periodo romanista di Mourinho e va sicuramente premiato più in alto rispetto alla stagione di Manchester per le aspettative del club, leggermente inferiori alla società inglese e per essere riuscito a portare nella bachecha romanista il primo trofeo europeo della sua storia.

Numero 5

Chelsea (2013-2015)

Il secondo periodo di Mourinho allo Stamford Bridge forse riassume meglio la carriera manageriale del tecnico portoghese. Romanticismo, implosione e tutto il resto.

Mourinho al Chelsea nel 2015
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Ha riportato Didier Drogba per vincere un’altra Premier League nel 2014-15 dopo il ritorno di basso profilo nel 2013-14 nel club inglese; ha poi lasciato (dicembre 2015) la guida del Chelsea con appena un punto sopra la zona retrocessione, lasciando la squadra all’ennesimo periodo ad interim, la cui scelta fu affidata a Guus Hiddink. Insomma, con tutta probabilità, la peggiore difesa del titolo di tutti i tempi. Patrimonio calcistico ma finale inaspettato.

Numero 4

Real Madrid

Uno dei periodi più belli, senza alcun dubbio. Calcio spettacolo e record conquistati, hanno portato José Mourinho ad essere considerato uno dei più grandi allenatori sulla faccia della Terra.

Mourinho e Cristiano Ronaldo al Real Madrid
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Arrivato dopo il periodo nerazzurro ( ci arriviamo tra poco), si è seduto sulla panchina dei Galacticos tra il 2010 ed il 2013 conquistando una Liga spagnola contro un altrettanto stellare Barcellona, ottenuta grazie al record di partite vinte (32), maggior numero di vittorie esterne (19), 100 punti in classifica e ben 121 reti segnate.

In Europa, poi, ben tre finali Champions ottenute, dopo il più recente buio europeo del Real Madrid in quel momento e che, probabilmente, ha spianato la strada per le tante vittorie successive in Champions ottenute dai successori Ancelotti e Zidane. La Liga, la Copa Del Rey e la Supercoppa spagnola non rendono certamente giustizia a questo mandato. 

Numero 3

Porto

Da dove tutto ha avuto inizio. Con il Porto in difficoltà nel gennaio 2002, la società portoghese strappò José Mourinho al Leiria e il resto è storia.

Mourinho vince la Champions League con il Porto
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José mette insieme una delle squadre più spietate e tatticamente astute che il calcio abbia mai visto, facendo letteralmente impazzire tifosi e addetti ai lavori, conquistando per giunta la prima Champions League della sua vita (nel 2004) riuscendo a battere potenze assolute del calibro di Manchester United, Lione, Deportivo e Monaco lungo la strada per la grande vittoria europea. Questo, naturalmente, dopo aver vinto anche campionato e Coppa UEFA. Un simbolo per il Porto, ancora oggi.

Numero 2

Inter

Non restate colpiti, né delusi, perché è troppo facile individuare il periodo di José Mourinho all’Inter come il più importante della sua carriera. Troppo scontato, aggiungeremmo noi. Ricordatevi che non si parla esclusivamente del Mourinho allenatore, ma anche del Mourinho comunicatore e uomo dallo spettacolare cinismo e spessore mediatico. Ecco, dunque, che il periodo in nerazzurro, arrivato dopo le gioie di Porto, viene classificato come secondo in questa nostra graduatoria.

Mourinho ai tempi dell'Inter
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Il Triplete ottenuto con una squadra stellare, in tutti i reparti e affrontando colossi europei imbattibili come Barcellona e Manchester United, senza dimenticare tutte le altre squadre, come il Bayern Monaco per esempio, fanno da sfondo a tutti gli altri successi di questo splendido periodo milanese per il portoghese; uno scudetto alla prima stagione in nerazzurro ed un altro in chiusura di carriera, concludendo con un’altra finale europea, questa volta persa contro il Barcellona nel 2010 prima che lo stesso Mourinho approdasse in Spagna sulla panchina del Real Madrid. Un finale emozionante per il portoghese e, a conti fatti, l’unico finale perfetto della sua carriera fino ad oggi. A Milano, sponda nerazzurra, ancora si inneggia al nome di José Mourinho e come gli si può dare torto?

Numero 1

Chelsea

“Per favore, non chiamatemi arrogante, ma sono un campione europeo e penso di essere speciale.” Quel primo periodo con il Chelsea rimane impareggiabile. Stupendo la Premier League nel profondo con una super squadra di giganti difensivi assemblata a caro prezzo, Mourinho ha tenuto prigioniero il titolo nelle sue prime due stagioni in carica, trasformando il club in vincitori seriali e stabilendo record difensivi che devono ancora essere eguagliati.

Mourinho ai tempi del Chelsea
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L’arrivo di Mourinho al Chelsea lo ha visto anche presentare al mondo i suoi grandi giochi mentali, che nella storia ancora vengono ricordati. Calci con le bottiglie d’acqua e scarti sulla linea laterale, conferenze stampa sconclusionate e un’arroganza che non poteva essere contenuta. Era un intrattenimento che non avevamo mai visto prima ed era stupendo starlo ad osservare, geniale da tutti i punti di vista. Il modo perfetto per togliere pressione alla propria squadra, alla piazza, alla tifoseria. Ecco, è esattamente qui che José Mourinho si trasforma diventando il più noto Special One, il tecnico, l’allenatore, l’uomo delle meraviglie; e lo è stato davvero anche negli anni a seguire.

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