Matera non è una città ordinaria. I Sassi, quell'ammasso di abitazioni scavate direttamente nella roccia calcarea, si arrampicano su due versanti opposti di una gravina dove il sole arriva solo a certe ore del giorno. La leggenda locale vuole che chi visita Matera una sola volta sia destinato a tornarci: una storia romantica che nasconde una verità semplice: un giorno non basta, ma se lo pianifichi bene, riesci a cogliere l'essenza del luogo.
Matera ha contato negli ultimi vent'anni un'esplosione di arrivi, passando da meta ignota a set cinematografico d'eccellenza. Nel 2019 è stata capitale europea della cultura, e il flusso di visitatori non ha mai smesso. Secondo i dati locali, il centro storico attrae oggi centinaia di migliaia di persone annualmente. Chi arriva pensa di fare una passeggiata turistica standard: in realtà, i Sassi sono un'estensione urbana dove è facile perdersi, non solo fisicamente. La viabilità è intricata volutamente, progettata nel medioevo per scoraggiare gli attacchi e oggi per confondere i turisti. Conviene accettarlo subito e muoversi con metodo.
Il punto di partenza obbligatorio è la Piazza San Pietro, il balcone naturale che affaccia sull'intero Sasso Caveoso. Da qui vedi tutto: le case bianche incollate l'una all'altra, i tetti che diventano piazza della casa soprastante, e la gravina sottostante che durante i temporali accoglie l'acqua piovana. La Cattedrale, dedicata a Maria Santissima della Bruna, si erge sulla sommità e domina lo scenario. È una costruzione cinquecentesca, anche se gli strati costruttivi vanno più indietro. L'interno colpisce per la nudità: colonne in calcare locale, un ciborio barocco, la cappella dedicata alla Madonna della Bruna. Non è la chiesa fastosa che ti aspetti, ma ha un'austerità che corrisponde alla storia del luogo.
Dopo aver visitato la cattedrale, scendi verso il Sasso Barisano, la parte nord che sale verso il piano urbano moderno. Qui gli spazi sono leggermente più ampi, alcune chiese rupestri mantengono affreschi, e si respira ancora il ritmo di chi vive, non solo di chi fotografa. La chiesa di San Giovanni in Monterrone contiene frammenti di affresco bizantino: una decina di visitatori, non file. Dal Sasso Barisano risali verso Piazza Sedile, il centro amministrativo storico della città, dove una fontana cinquecentesca segnava l'ingresso al territorio municipale.
Cosa fare per ottimizzare il tempo
- Parti di mattina presto, prima delle 9, quando i Sassi sono ancora semi-vuoti e la luce è bassa e radente.
- Acquista un biglietto combinato che include la Cattedrale, le chiese rupestri principali e almeno una casa-museo (Casa Grotta o Casa Piscicelli).
- Evita i ristoranti di Piazza San Pietro: costosi e con porzioni turistiche. Mangia in una delle osterie sparse nel Sasso Barisano.
- Scarica una mappa offline prima di partire, perché il segnale GPS nelle viuzze è incerto.
- Dedica almeno un'ora solo a passeggiare senza meta precisa, lasciando che le prospettive visive ti guidino.
Se hai ancora energie nel pomeriggio, la Murgia, l'altopiano carsico alle spalle della città, offre chiese rupestri sparse (Santo Stefano, San Materano) e una visione della Matera medievale in transumanza. È un'escursione di due ore al massimo, ma richiede scarpe da trekking. Altrimenti, il tramonto su Piazza San Pietro rimane il finale obbligato di qualunque visita a Matera.
